Il degrado di Papirolandia, il bene confiscato alla mafia sedotto e abbandonato. VIDEO. FOTO

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Dalla mafia al riutilizzo sociale, dai giochi per i più piccoli, all’abusivismo. Ascesa e declino di Papirolandia, l’ecomostro nel cuore della baia di Guidaloca che adesso si pensa di demolire. VIDEO

Ingresso chiuso, 2015. Foto Alqamah

CASTELLAMMARE DEL GOLFO. Siamo nella meravigliosa baia di Guidaloca, famosa per i ciottoli e il mare cristallino. Tra calette, il Baglio di Scopello, la storica Tonnara e la Riserva dello Zingaro, ogni anno migliaia di turisti restano stregati dalle bellezze. Poi c’è quello che oggi si presenta come un rudere, Papirolandia. Un bene confiscato alla mafia trasformato in un centro estivo per i giovani, ma oggi diventato un ecomostro devastato da incuria e abbandono. Da centro di eccellenza, di legalità e accoglienza, a centro di degrado e abbandono.

Da Piro Piro a Papirolandia

Prima di diventare un fatiscente ecomostro, era una discoteca esclusiva nella splendida cornice della baia di Guidaloca. Il bene apparteneva ai castellammaresi Antonino Bosco e Antonino Palmeri. IL primo, condannato per mafia, dal 2002 sta scontando l’ergastolo per reati tra cui il 416 bis, omicidio e estorsione. Il secondo, ritenuto in passato organico alla locale famiglia mafiosa, ha subito diverse misure cautelari patrimoniali: sequestri e confische. Sull’ultima confisca la questione è ancora aperta, in merito dovrà pronunciarsi la corte d’Appello di Palermo come deciso dalla Cassazione nel giugno di quest’anno. Il Piro Piro viene sequestrato nel 1990, nel pieno della guerra di mafia e confiscato definitivamente nel 1999.

Il bene confiscato entrato nel patrimonio comunale nel 2004 (fonte sito Comune)

Dopo la confisca viene deciso il suo riutilizzo sociale e trasferito nelle disponibilità del Comune di Castellammare del Golfo nel 2004, che a sua volta, dopo qualche mese, assegnò il bene all’associazione “Jus Vitae” di Padre Antonio Garau. Si trasforma così nel “Centro degli amici delle virtù di Padre Puglisi”. Inaugurato il 2 luglio del 2005, dopo un lavoro sinergico tra amministrazioni locali e volontari.

Padre Garau e gli anni d’oro

Gli anni d’oro, 2010 Foto Ass. Jus Vitae

Padre Antonio Garau ha avuto il merito di aver trasformato la struttura in un centro estivo giovanile internazionale.  La  baia di Guidaloca, negli anni d’oro di Papirolandia, si è arricchita con oltre 1500 bambini di età compresa tra i 3 e i 15 anni provenienti da tutto il mondo. All’interno c’erano un parco giochi, una piscina e un campo di calcetto. Oltre alle classiche giornate al mare, nella struttura si svolgevano attività di ogni genere: giochi per i più piccoli, calcetto, intrattenimento, memoria, musica, laboratori artistici. Un vero e proprio centro dei giovani per i giovani a pochi passi dal meraviglioso Borgo di Scopello.

Nel 2004 si è tenuta nel bene anche la 1° edizione del Premio intitolato a Padre Pino Puglisi, un premio voluto proprio da padre Garau e oggi giunto alla sua 15° edizione.

Nel 2006, in occasione della manifestazione dedicata sempre al Beato don Pino Puglisi, anche la visita del sottosegretario Alessandro Pajno e del viceministro allo Sviluppo economico Sergio D’Antoni, che ne hanno apprezzato il valore e l’importante ruolo sociale per il territorio.

“Purtroppo – ha raccontato padre Antonio Garau ad Alqamah.it – non potevamo far dormire i bambini in struttura la notte, quindi ogni giorno, a nostre spese, portavamo i bambini a Guidaloca da Palermo in autobus e la sera tornavano a casa. Il nostro era un servizio fondamentale per molti genitori: lasciavano i bambini in struttura e andavano a godersi il mare tranquillamente. Eravamo diventati un punto di riferimento, anche per stranieri. Tantissimi turisti, affascinati dalla struttura, ci lasciavano i bambini e proseguivano la vacanza al mare. Ma il nostro era un servizio utile anche alle case famiglia della città di Castellammare. La nostra – ha sottolineato padre Garau – è stata una piccola rivoluzione per il territorio, abbiamo riempito un bene confiscato alla mafia di bambini. Da luogo di illegalità ad eccellenza di legalità. Sono stati anni bellissimi che non dimenticherò mai. Minacce o ritorsioni? mai avute. Eravamo ben in vista dalla strada, tutti vedevano la gioia dei bambini e dei genitori.”

Il nubifragio del  2011

Nubifragio del 2011. Foto Alqamah

Il primo declino della struttura avvenne nell’aprile 2011, a causa di un fortissima nubifragio che colpì il territorio, la struttura subì ingenti danni. L’esondazione del torrente della baia, portò a valle detriti e fango. Le abbondanti piogge causarono danni al territorio per oltre 200 mila euro, per questo il Comune presentò la richiesta di stato di calamità naturale.

(Per vedere le altre foto del nubifragio del 2011 clicca qui).

All’interno della strutture oltre all’allagamento di tutti gli edifici, ricoperti di fango e detriti, si formò un cratere che fece sprofondare alcuni scivoli. Su Alqamah.it all’epoca la preoccupazione del direttore del centro:

Interni distrutti dal fango, 2011. Foto Ass. Jus Vitae

Attendiamo accertamenti sui danni sia strutturali che sulle nostre attrezzature. Chiederemo aiuto per ripristinare la struttura e continuare ad assolvere l’importante funzione sociale ed educativa che svolgiamo da anni”. Sembrava la fine delle attività e la fine di Papirolandia, ma invece, grazie ai fondi della Comunità Europea e al lavoro di molti volontari e dell’ex Amministrazione guidata dal Sindaco Marzio Bresciani, riuscì a rialzarsi.

La rinascita

L’anno successivo, in occasione del XX anniversario della strage di via D’Amelio in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della scorta Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina, la rinascita della struttura: una grane festa per l’intera città. L’evento chiamato “in un mare di legalità”, ha portato autorità e bambini nella nuova la struttura. Nell’aula consiliare di corso Bernardo Mattarella, si è tenuto l’incontro-testimonianza intitolato “dalla memoria all’impegno”, moderato dal sindaco Marzio Bresciani, con il presidente dell’associazione Jus Vitae, padre Antonio Garau, il segretario nazionale Filca Cisl, Salvatore Scelfo, ed il segretario regionale Siulp Sicilia, Renato Azzinnanti.

La riapertura nel 2012. Foto Annalisa Ferrante

Nel corso dell’incontro è stata presentata la stagione estiva di Papirolandia denominata, appunto, “in un mare di legalità”, con la successiva cerimonia di riapertura della struttura. “Grazie all’aiuto dei tanti volontari castellammaresi guidati dall’amministrazione con passione e cuore, anche quest’anno i bambini potranno frequentare Papirolandia per trascorrere delle sane giornate di divertimento al mare usufruendo di un immobile sottratto con la violenza e la prepotenza alla società. Papirolandia è pronta per spalancare le proprie porte a tutti i bimbi che frequenteranno la struttura” – dichiarò all’epoca Padre Garau.

Dall’abbandono all’utilizzo degli abusivi

Pomodori ad essiccare, 2014. Foto ANSA Roberto Ginex

Ma poco tempo dopo, nel 2014, la struttura venne chiusa e abbandonata a causa della mancanza di fondi. “Non avevamo più aiuti economici e non riuscivamo ad andare avanti. – ha spiegato padre Antonio Garau ad Alqamah.it – Poco dopo una seconda alluvione provocò altri danni irreparabili che non ci permisero più di lavorare”.

Tra incuria e degrado, la struttura rimase però nelle disponibilità dell’associazione di Padre Garau fino al maggio del 2015 quando, a seguito di un sopralluogo della Polizia Municipale, si evidenziò lo stato di totale abbandono. Dalla relazione degli agenti di Polizia Locale emerse la violazione degli obblighi previsti dall’art. 8 del regolamento comunale per le discipline dei beni confiscati alla mafia. Così la decisione dell’Amministrazione guidata dal Sindaco Nicolò Coppola di revocare l’assegnazione.

“Mi è dispiaciuto davvero molto lasciare la struttura. Negli anni era diventata un’eccellenza culturale, di comunione, di legalità, ma soprattutto di ospitalità e integrazione. Purtroppo economicamente non potevamo più sostenere gli ingenti costi” – ha sottolineato Padre Garau ad Alqamah.it

I controlli anti abusivi del 2017

Da lì la struttura sprofonda in una seconda fase di declino, diventando, dal 2015 ad oggi, patria degli abusivi. Un utilizzo illecito dietro l’altro. Prima utilizzata per l’essiccazione dei pomodori da parte di alcuni cittadini, poi è diventato un “deposito” abusivo per sdraio e lettini da noleggiare, e ancora parcheggio abusivo per le moto di alcuni bagnanti, infine nascondiglio per la merce contraffatta degli ambulanti abusivi, un abuso prontamente scoperto da un’operazione congiunta di Guardia Costiera e Polizia Municipale nell’estate del 2017.

Da luogo di divertimento per i più piccoli, quindi, a luogo per abusivi e ambulanti. Da bene strappato alla mafia e rinato con il miglior riutilizzo sociale possibile, a trionfo dell’illegalità e del degrado.

La nuova assegnazione e la rinuncia

Il 2016 è stato l’anno dell’annunciata rinascita della struttura. L’Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Coppola, decise di riassegnare il bene con un nuovo bando. Dopo due bandi andati a vuoto l’amministrazione pubblicò un nuovo avviso pubblico per l’affidamento. L’assegnazione avvenne nel luglio del 2016 ad un’ATS (Associazione Temporanea di Scopo) con capofila la cooperativa sociale Trinacria Elix di Calatafimi–Segesta e le cooperative sociali Migma di Bagheria e Mediria di Lentini.

L’aggiudicazione definitiva in concessione d’uso a titolo gratuito nel novembre dello stesso anno con una determina del Comune di Castellammare del Golfo, dopo il parere favorevole della Prefettura di Trapani. Dopo seguì l’incontro con le cooperative per la consegna delle chiavi e l’inizio, si sperava, del nuovo corso di Papirolandia. Cosa però mai concretizzata. L’idea era quella di riportare tanti giovani in quella struttura per praticare diverse attività, soprattutto sportive.

Infatti l’ATS con capofila la cooperativa sociale Trinacria Elix di Calatafimi–Segesta non ha mai svolto attività all’interno del bene in quanto non era praticabile, serviva un’importante sforzo economico per rimetterlo in piedi. Anzi, è sprofondato ancora di più nel degrado a causa del maltempo.

Nel 2018 dopo una relazione dell’ufficio Tecnico Comunale in cui si evidenziavano forti criticità legati alla fragilità della zona (zona soggetta a dissesto idrogeologico), l’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Nicola Rizzo, in comune accordo con l’ATS, ha revocato l’affidamento.

Il degrado di oggi e gli scenari futuri

Degrado e incuria, 2019. Foto Alqamah

Oggi si presenta come un vero e proprio ecomostro che occupa una bella porzione di spiaggia. Staccionata distrutta, detriti ovunque, infissi saltati, lettini di ignoti proprietari abbandonati, edificio principale completamente devastato dal maltempo e dall’incuria, campetto di calcetto inutilizzabile e giochi per i più piccoli scomparsi, tracce del passaggio degli abusivi, vetri rotti, stanze interne vuote e abbandonate, erbacce ovunque. Abbiamo chiesto all’attuale Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Nicola Rizzo quale futuro si pensa per la struttura. L’idea del Comune sarebbe quella di demolire il bene, ormai ridotto a un rudere, per restituire un tratto di spiaggia alla collettività e valutare altre soluzioni per quell’area in cui pende lo spettro e la paura del nubifragio del 2011. Un’idea però ancora tutta da valutare con gli altri Enti coinvolti, perché una cosa per il Sindaco Rizzo è certa: “In quel bene non possono più starci persone.” Ma sicuramente occorre fare presto, questa struttura non può continuare ad essere il biglietto da visita per chi arriva nella splendida spiaggia di Guidaloca.

Ecco il video e le foto che abbiamo realizzato in questi giorni all’interno della struttura abbandonata:

Foto Alqamah:

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Emanuel Butticè
Emanuel Butticè. Castellammarese classe 1991, giornalista pubblicista. Laureato in Scienze della Comunicazione per i Media e le Istituzioni all’Università degli Studi di Palermo con una tesi sul rapporto tra “mafia e Chiesa”. Ama viaggiare ma resta aggrappato alla Sicilia con le unghie e con i denti perché convinto che sia più coraggioso restare.