Corrao (M5S): “Dopo le arance marocchine e l’olio tunisino adesso vogliono rubarci anche i limoni”

Pubblicato: mercoledì, 14 settembre 2016
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Corrao LImoni in aulaLa vicenda che vede protagonisti sul mercato i limoni che arrivano sulle nostre tavole derivanti da tante parti del mondo, vede presente in piccolissima parte i limoni siciliani, famosi per la loro bontà e naturalezza. Questo ha allarmato molti ed il caso è arrivato a Strasburgo nel Parlamento Europeo, sul caso il Deputato europeo Corrao del Movimento Cinque Stelle ha affermato: “Dopo le arance marocchine e l’olio tunisino adesso vogliono rubarci anche i limoni. In Sicilia mancano all’appello 5.000 ettari di piante di limone che producevano ossigeno, reddito, ricchezza e posti di lavoro. Il Parlamento europeo è responsabile di questo ‘scippo’ perché ha votato accordi di libero scambio – come il Trattato Ue-Marocco – senza assicurare i requisiti di tracciabilità e di etichettatura del prodotto. Così facendo è stato colpito un intero settore produttivo, quello della agricoltura siciliana e di tutto il Sud Italia”.

“L’agricoltura italiana – ha continuato Corrao – ancora una volta, viene usata come merce di scambio per la politica internazionale. I limoni venduti nei supermercati arrivano molto spesso dall’altra parte del mondo. Questa politica suicida sta affossando il Made in Italy e porta con sé conseguenze economico-sociali enormi. I limoni siciliani sono in via d’estinzione, come denuncia Coldiretti Sicilia, perché agli agricoltori italiani non conviene più raccogliere i limoni dagli alberi. Negli ultimi quindici anni si è persa metà della produzione nazionale di limoni. Fra due mesi, quando inizierà la stagione della raccolta degli agrumi, ci troveremo in piena emergenza: il Commissario europeo Hogan e il Ministro dell’Agricoltura Martina non possono ignorare l’allarme del settore.

“Il Movimento 5 Stelle – ha concluso – propone subito la modifica della direttiva sulla tracciabilità e l’attivazione di clausole di salvaguardia per salvare l’agricoltura italiana. Dobbiamo fare in fretta!”

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