La compagnia di volo irlandese non ha intenzione di lasciare l’aeroporto di Birgi

Pubblicato: giovedì, 21 luglio 2016
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santangeloRyanair non ha alcuna intenzione di lasciare l’aeroporto di Birgi. Anzi, punta a consolidare la sua presenza, anche se a precise condizioni, così ha affermato l’attuale presidente della società di gestione Airgest, Franco Giudice, intervenendo all’assemblea sul comarketing, ogni qualvolta finalizzato, a cercar di far quadrare i conti e a sensibilizzare le amministrazioni comunali sottoscrittori ad adempiere nel minor tempo possibile.
Ryanair sa benissimo che investire in un territorio così bello e quindi ad alta potenzialità turistica è una scommessa intrigante e “vinta”.

“Sicuramente – dichiara il senatore Santangelo (5 stelle) –  l’aumento della qualità dell’offerta turistica è dovuta anche alle capacità dei privati che hanno creduto nella risorsa economica prodotta dal turismo, investendo nel recupero di immobili per destinarli ad attività turistiche ricettive, investendo su nuove realtà commerciali e in generale contribuendo nella riqualificazione di spazi urbani da tempo dimenticati anche dalle stesse amministrazioni comunali. Queste ultime sicuramente hanno investito, come meglio potevano nei loro territori, potenziando ove possibile in servizi e ove possibile nella realizzazione di nuove infrastrutture.
Ma forse questo non può essere sufficiente e probabilmente farà pur paura perdere oggi o domani, l’unico vettore aereo che movimenta da e per Trapani e dintorni quasi 1,6 milioni di passeggeri (residenti compresi).
Certo il problema economico resta e se da una parte Airgest, da sola non è in grado di onorare una parte del contratto secretato dalla compagnia irlandese, dall’altro lato della medaglia certo non possiamo condannare neanche i poveri comuni del trapanese che stanno facendo i salti mortali per onorare tra mille difficoltà l’accordo sottoscritto con la camera di commercio di Trapani, la quale si è impegnata quale capofila ad onorare l’intesa con la società “AMS” che gestisce il marketing e il prosieguo dell’ operatività di Ryanair da e per Birgi.
Ma queste sono vicende ben note, adesso bisogna andar avanti purtroppo sempre con le stesse situazioni e condizioni, tra tutte la mancanza di fondi tra cui un debito di 15 milioni di euro e si parla di ricapitalizzazione da parte dei soci privati, per arrivare ad onorare i giusti emolumenti ai dipendenti.
Ma guarda caso Airgest perché è sempre in perdita ? Eppure sono arrivati i fondi riconosciuti per i danni legati alla chiusura dell’aeroporto per la guerra in Libia del 2011, e prima che arrivassero tutti o quasi tutti rivendicavano l’attribuzione dei 10 milioni di euro. Per non parlare di altri 2 milioni di euro che tempo addietro vennero riconosciuti dalla Regione Sicilia per la promozione dell’aeroporto e di nuove rotte.
Adesso ci si appella alla continuità territoriale della Sicilia, all’art 1 comma 486 della legge di Stabilità 2016. Se è un diritto averli sicuramente questo diritto va salvaguardato, ma come già ho avuto modo di sottolineare in tempi non sospetti, necessita una maggiore trasparenza, necessita maggior chiarezza anche da parte della Regione Sicilia, che oggi detiene la maggiore quota societaria.
Le logiche degli accorpamenti con Palermo, lasciano il tempo che trovano, specie, se poi consideriamo che Trapani e tutto il suo territorio ex provinciale risulta appetibile e mentre altre “voci di corridoio” parlano di depotenziamento dell’aeroporto a favore di logiche di svalutazione delle quote di mercato per poi rivenderle a basso prezzo: dobbiamo crederci ?”.
Il portavoce al Senato Vincenzo Maurizio Santangelo, attende le risposte all’interrogazione al Ministro Delrio per sapere cosa è scaturito dalla conferenza di servizio tenutasi a Roma e sopratutto, per sapere quando saranno resi disponibili i 20 milioni di cui alla legge di stabilità 2016, per la continuità territoriale da e per la Sicilia, tra cui la stessa Trapani.

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