Commercianti denunciano il pizzo, Conte: “Sarò a Palermo per incontrarli uno ad uno”. Anche Lamorgese li ringrazia

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PALERMO. Le sirene dei Carabinieri del Comando Provinciale dei Carabinieri questa notte hanno svegliato il quartiere di Borgo Vecchio. L’operazione “Resilienza” ha azzerato la nuova rete del pizzo nel capoluogo palermitano, questa volta però grazie soprattutto alle denunce di commercianti e imprenditori. Proprio a loro si è rivolto, ringraziandoli, il Generale Arturo Guarino Comandante provinciale dei Carabinieri che in segno di rispetto per il loro coraggio si è tolto il cappello in un video-messaggio.

In giornata arriva anche il commento del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte che sui social ha ringraziato gli imprenditori coraggiosi. “A Palermo alcuni commercianti del quartiere Borgo Vecchio hanno combattuto la paura per le estorsioni e la violenza mafiosa con il coraggio della denuncia. Non vedo l’ora di volare a Palermo per incontrarli e ringraziarli uno ad uno. Con loro l’Italia alza la testa” – ha affermato il Premier Conte.

Anche il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese ha commentato l’operazione condotta dai Carabinieri contro la mafia di Borgo Vecchio. “Grazie agli imprenditori che, con il coraggio di denunciare i loro estorsori, hanno consentito l’operazione antimafia condotta oggi a Palermo dall’Arma dei Carabinieri, con il coordinamento della locale Direzione distrettuale antimafia, in un quartiere in cui le organizzazioni criminali esercitano in maniera capillare il controllo del territorio”. Lo ha dichiarato il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, commentando l’indagine che ha condotto questa mattina al fermo di venti indagati ritenuti a vario titolo responsabili dei delitti di associazione per delinquere di tipo mafioso,  associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, associazione per delinquere finalizzata ai furti e alla ricettazione, tentato omicidio aggravato, danneggiamento seguito da incendio, estorsioni consumate e tentate aggravate, danneggiamento aggravato, furto aggravato, ricettazione.

“Lo Stato è sempre accanto a chi reagisce ai tentativi di aggressione ed infiltrazione dell’economia legale anche utilizzando metodi violenti ed intimidatori. La forza di imprenditori che non accettano il ricatto mafioso è la risposta più efficace all’impegno di istituzioni ed associazioni antimafia e all’incessante attività di prevenzione ed investigativa da parte di magistratura e forze di polizia”, ha detto ancora la titolare del Viminale.

Questa indagine costituisce un’ulteriore fase di un’articolata manovra condotta dal Nucleo Investigativo di Palermo del comando provinciale dei Carabinieri di Palermo sul mandamento mafioso di Palermo Porta Nuova e, in particolare, sulla famiglia mafiosa di Borgo Vecchio, che ha consentito di comprovare la perdurante operatività di quell’articolazione di cosa nostra, dopo l’ultima operazione del novembre 2017.

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