Il progetto politico del Pd trapanese. C’è molto di scontato, ma tante le cose non dette.

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pdIl presidente Emmola ce l’ha fatta. L’appello all’unità del partito lanciato a poche ore dalla riunione della direzione ha sortito l’effetto sperato. A conclusione della riunione c’è stato un documento approvato all’unanimità. La carta giocata quella di progettare il rilancio del partito seguendo precise direttive e dimostrare come in questi “tempi di profonda crisi economica, sociale, etica e morale” mentre “sempre più cittadini rifiutano la politica considerandola autoreferenziale ed incapace di dare risposte ai bisogni, alle loro sollecitazioni e legittime richieste ed i partiti vengono ritenuti poco credibili e respinti perché definiti contenitori vuoti e nell’eccezione comune, appendici di comitati di interessi, ilPartito Democratico vuole dimostrare di essere partito rersponsabile , pafrtito capace di stare al governo”. Obiettivi di impegno individuati quelli ineremti “la lotta alla mafia e ai poteri criminali nel quadro di un rinnovato sostegno alla Magistratura e alle forze dell’ordine anche in relazione alle ultime operazioni antimafia che sempre di più chiudono il cerchio per la cattura del capomafia latitante Matteo Messina Denaro; il lavoro ed il contrasto alla precarietà; la lotta alla povertà con misure integrate con le agenzie sociali caritatevoli e del terzo settore del territorio; il rilancio dentro una visione strategica e sistematica, improntata principalmente sul turismo, dell’aeroporto di Birgi, che di certo difficilmente può convivere con piattaforme petrolifere vicino le coste dei nostri mari; il potenziamento della portualità trapanese, assolutamente centrale nella visione operativa dell’area di libero scambio nel mediterraneo; il sistema dei rifiuti che oggi è al centro di un’emergenza ma che richiede una vera e seria progettualità post emergenziale; il diritto alla salute che di pari passo registra l’emergenza delle cure in sede locale, alternativa ai viaggi della speranza anche isolani, contro il dilagante male del secolo con l’attivazione immediata del “centro” di radioterapia; il rilancio con finalità realmente produttive della formazione professionale; la promozione delle peculiarità ed il superamento dei punti di crisi che registra l’economia agricola trapanese; il sostegno, con interventi in sintonia con i regolamenti europei, delle piccole e medie imprese che rappresentano uno dei segmenti fondamentali dell’economia anche in provincia di Trapani; il rilancio del bacino di carenaggio di Trapani garantendo l’intervento di ammodernamento dei bacini galleggianti bloccando ogni tentativo di dirottare risorse finanziarie, già stanziate per Trapani, verso altre provincie”. Nel particolare e nell’immediato con l’impegno dei parlamentari locali intercettare le risorse per rimettere in moto il sistema produttivo. Ed in particolare: “sul sistema dei rifiuti in provincia di Trapani, il Partito Democratico ritiene la raccolta differenziata il sistema ottimale e più idoneo a garantire la tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente. Inoltre stante che la provincia di Trapani, di fatto, non ha alcun impianto pubblico per chiudere il ciclo della raccolta differenziata in modo virtuoso, rispettoso dell’ambiente e delle direttive europee – il PD si impegna a sostenere e realizzare dei progetti già presentati alla Regione Siciliana, in coerenza con la strategia rifiuti zero; sulle infrastrutture strategiche: le potenzialità dell’Aeroporto di Birgi compreso le tratte europee low cost, non possono essere disgiunte da una strategia regionale sistemica riguardante l’insieme degli scali siciliani. Bisogna proseguire nell’azione intrapresa dal Capogruppo all’Ars Baldo Gucciardi a sostegno dell’Aeroporto di Birgi come volano del turismo e dell’economia nel nostro territorio. Ciò permetterebbe anche di contenere i costi di co-marketing gravanti sui bilanci comunali e sulle imprese; il porto di Trapani deve essere potenziato con interventi mirati a eliminare tutti quei limiti strutturali che attenuano in maniera rilevante una sua possibile crescita. Trapani non può rinunciare alla sua “naturale” allocazione di principale svincolo portuale delle nasciture autostrade del mare; Anche in tale direzione, la garanzia istituzionale può mediare equilibri economicamente convenienti e duraturi per il tessuto socio – economico e compatibili con altri porti della provincia di Trapani e di rilevanza regionale; sui trasporti e le infrastrutture leggere: il sistema dei collegamenti a terra deve necessariamente fare sistema con le infrastrutture nevralgiche prima evidenziate, collegando i grandi centri urbani del nostro territorio senza trascurare le realtà economiche e sociali di maggiore pregio e qualità”.

Progetto bello, anzi bellissimo. Però viene difficile credere che il dibattito in direzione sia stato incentrato su questo programma, che abbiamo l’impressione è una cosa così scontata dal punto di vista della condivisione che poi non ha bisogno di un lungo dibattito. E invece pare proprio che la riunione è stata lunga e non è da escludere che si sia concentrato sul tema accennato alle ultime righe del documento, diffuso poi alla stampa. Primo fra tutti il patto federativo con il Psi. Il documento recita in modo stringato, tanto stringato da non far capire quasi nulla: “Sul Patto federativo, la Direzione condivide il percorso di collaborazione e ribadisce che le realtà territoriali rappresentano un vissuto quotidiano di esperienza e di confronto in seno alle proprie comunità. Tale autonomia non può essere pregiudicata da scelte imposte e non maturate in sede locale deve invece rispondere anche ai superiori organismi, per quanto concerne una critica visione in seno ai quadri dirigenti dei potenziali alleati, a maggior ragione in una terra oppressa da inquinamenti e condizionamenti criminali e mafiosi”.Che qualcuno nel corso del dibattito ha paventato la possibilità che l’accordo con il Psi in certi luoghi possa essere pericoloso e inquinante? Sennò che c’entra il riferimento finale ai condizionamenti? Altro tema liquidato in poche righe e che invece pensiamo sia stato argomento di dibattito, cioè il tesseramento: “Si rinnova l’impegno della segreteria provinciale e dei segretari di circolo affinché il lavoro politico per le adesioni venga definito in tempi brevi operando ogni sforzo per aprire i propri gruppi dirigenti a tutti coloro che hanno creduto e credono nel progetto politico del PD. Tutto ciò nel pieno rispetto dei principi di trasparenza e rigore nei criteri di selezione, in applicazione dello Statuto e del Codice Etico, nella consapevolezza che la classe dirigente del partito sia ad ogni livello inattaccabile nei comportamenti, nelle relazioni, negli stili di vita ben oltre i fatti di rilevanza penale. La direzione propone di creare le aree tematiche quali importanti strumenti di confronto ed approfondimento”. Manca qualcosa in questo documento. Mancano i nomi. Mancano i nomi di coloro i quali dovrebbero essere rispetto alle problematiche sollevate i “nemici” di questo Pd che vuole diventare partito di Governo da Roma sino alle periferie d’Italia. Mancano i nomi dei sindaci da far cadere dalle poltrone, dei senatori che hanno malgovernato, i nomi di chi ha speculato, ha sfruttato la politica per favorire la mafia. Mancano i nomi di chi ha fatto danno al Pd. Cosa vuol fare il Pd davanti a sindaci come Errante o Damiano, dinanzi a senatori sui quali il puzzo della collusione con la criminalità è così forte che forse non ci sarebbe bisogno di attendere sentenze, come D’Alì e Papania, che senatori del Pd hanno salvato, per adesso, dal finire sotto processo a Palermo, in una indagine dove c’entra molto quel sistema della “munnizza” al quale il Pd dice di volersi interessare; cosa dice il Pd ai deputati che sono dei saltimbanchi della politica come l’on. Paolo Ruggirello, entrato all’Ars seguendo Nello Musumeci e oggi con Crocetta, o forse no, cosa dice il Pd all’on. Nino Oddo che sta diventando una trottola della politica trapanese vorace conquistatore di adesioni. Se si vuol aiutare la magistratura a catturare Matteo Messina Denaro non si può stare, sommessamente diciamo, con un sindaco, come accade a Castelvetrano, che salutò come frutto di un accordo politico l’ingresso in Consiglio di un personaggio come Lillo Giambalvo che intanto parlava con gli amici del latitante e forse con lo stesso latitante. Per parlare di Errante, ma allo stesso modo si potrebbe parlare di altri sindaci simpatici al Pd ma che dinanzi al progetto politico ora lanciato diventano se non incompatibili certamente scomodi da sostenere. Ma vogliamo sperare che il Pd abbia cominciato un nuovo percorso. Vedremo cosa accadrà nelle aule consiliari. Ultima cosa . Nel documento della direzione provinciale manca un nome importante. Quello del segretario Marco Campagna. Quali le sue parole in direzione?

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Rino Giacalone
Rino Giacalone, direttore responsabile e cronista di periferia. Vive nel capoluogo trapanese sin dalla sua nascita. Penna instancabile al servizio del territorio e alla ricerca della verità.