I beni del comune non saranno venduti ma valorizzati

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ALCAMO. Il consiglio comunale di ieri sera, dopo diverse proposte e discussioni, ha votato affinchè si cambiasse la delibera iniziale, che parlava di alienazione di diversi immobili, con quella infine approvata, che parlava di valorizzazione attraverso l’affidamento a terzi.

In particolare, si tratta di affittare questi beni, tra cui il teatro Cielo D’Alcamo, la biblioteca multimediale e lo Stadio “Lelio Catella”, a privato o associazioni onlus che siano disposte a pagare il canone annuo, che corrisponde ad un decimo del valore complessivo del bene. Considerato che il regolamento stilato prevede di corrispondere dieci annualità, per poter usufruire del bene, la decisione non comporterà alcun cambiamento rispetto alla previsione di bilancio precedentemente approvata, in quanto il dover corrispondere le dieci annualità equivale alla stessa entrata se il bene fosse stato venduto al prezzo stabilito dal comune.

Tra i più perplessi su tale piano di valorizzazione il consigliere D’Angelo, che ha posto numerose domande all’Ing. Parrino e all’Assessore Abbinanti per cercare di comprendere come fossero state fatte le valutazioni di valore degli immobili e quali criteri fossero utilizzati per stabilire il tempo di valorizzazione.

Dirigente e assessore hanno ribadito che il piano consiste in una modalità alternativa di valorizzazione dei beni di proprietà del comune senza che comunque questo debba spendere ulteriori risorse economiche, al momento non presenti. Le valutazioni, ha ribadito l’ingegner Parrino, sono state stimate sulla base della destinazione d’uso e dello stato dell’immobile al momento attuale.

Altrettanto pertinente l’intervento di Ruisi, che ha voluto sottolineare la presenza di un regolamento di valorizzazione che non tiene conto dei casi singoli dei beni, ma che si considera a priori valido per tutti. Posto questo, tutti i beni non potranno cambiare destinazione d’uso una volta locati e su tutti ci sarà il vincolo di 50 anni di locazione per l’associazione/ente/privato che voglia prenderlo in affitto. Sempre Ruisi ha posto in essere l’emblematico caso dello Stadio Comunale, per cui il comune di Alcamo non solo non riceve nessun compenso dalla squadra che ne usufruisce, ma sborsa tra 40 e 50 mila euro annui per permettere a questa di gestirlo e provvedere alla manutenzione.

La destinazione d’uso, tuttavia, tutela in taluni casi che l’immobile non possa essere utilizzato per fini diversi da quelli per cui era utilizzato, ad esempio, il teatro che potrà essere rivalorizzato solo come teatro e non cambierà finalità.

Alla fine il provvedimento è stato votato dai 26 presenti con 14 voti a favore, 6 astenuti e 6 contrari.

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Simona De Simone
Simona De Simone, psicologa e psicoterapeuta. Divoratrice instancabile di libri e del buon cibo. Appassionata di scrittura e mamma di Alqamah sin dal principio.