Consiglio Comunale “aperto” sull’impianto di BioGas, il confronto tra amministrazione locale, Regione e ditta Asja Ambiente

Pubblicato: martedì, 16 ottobre 2018
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Il no dell'amministrazione, il Piano rifiuti della Regione e il dialogo della ditta che dovrebbe realizzare un impianto di BioGas nel territorio alcamese

Dibattito lungo e pieno di contenuti quello a cui si è assistito ieri sera durante la seduta del Consiglio Comunale “aperto”. In questo si è ribadito il no e le perplessità sulla questione realizzazione di un impianto di BioGas in contrada Citrolo ad Alcamo, già espresse nelle sedute delle commissioni e in una delle ultime sedute del Consiglio Comunale. Questa volta una novità importante, utile a farsi un’opinione più consapevole, cioé ad intervenire anche tecnici della Regione, esperti del settore, comitati e in particolare rappresentanti della ditta Asja Ambiente, che dovrebbe realizzare l’impianto in questione.

Sindaco e consiglieri comunali di maggioranza, come la Presidente della Quarta Commissione, nonché Presidente del neo comitato per la difesa territoriale,Rosalba Puma, hanno espresso la contrarietà sia per ragioni legate alla mancanza di giusta documentazione, ma anche più in generale per una visione politica sul sistema rifiuti che non va nella direzione dell’impianto anaerobico proposto dalla ditta Asja Ambiente, ma verso impianti già esistenti come quello di compostaggio vicino Calatafimi.

Per quanto riguarda la visione dell’opposizione è arrivato un netto no a qualunque impianto possa danneggiare la salute dei cittadini, ma è stato sottolineato che proprio riunioni di Consiglio Comunale, come questa, vanno incontro alle esigenze più volte espresse dall’opposizione, cioé di maggiore chiarezza e quindi la possibilità di esprimere un no senza preconcetto.

Dicevamo della presenza di esponenti dell’azienda, nello specifico di Cassata, Amministratore Delegato, che ha ricordato le fasi che hanno portato alla richiesta di realizzazione dell’impianto, che non nasce da una sola volontà dell’azienda, ma una “richiesta” regionale di tempo fa. Cassata in sintesi ha poi affermato che si è in una fase dove è normale chiedere chiarimenti, integrazione e incontri per decidere insieme alcuni particolari. Poi ha dato notizia che pianti simili sono già realizzate in altre città d’Italia. Infine in un secondo intervento ha messo in evidenza che le conoscenze del progetto, da parte di alcuni intervenuti, non erano precise e che quindi la ditta ribadiva la sua disponibilità ad incontri più tecnici per venir incontro alle esigenze poste dalla comunità alcamese.

La visione della Regione Sicilia è stata espressa da un tecnico della stessa, Angelini, e dall’Assessore alle Attività Produttive, Mimmo Turano.

Il primo dopo aver esposto le caratteristiche del Piano Rifiuti, che dovrebbe vedere la luce in tempi celeri, ha in sintesi invitato la ditta a far venir meno alcune caratteristiche dell’impianto che generano dubbi, anche per far diventare quella richiesta compatibile con il nuovo Piano Rifiuti, che però dovrebbe prediligere in primis impianti pubblici, ancora da creare. In estrema sintesi il concetto è sembrato: prima il Piano e poi se ci saranno le condizioni la nascita dall’impianto.

Invece Turano dal punto di vista politico ha invitato il Movimento 5 Stelle regionale a votare, quando sarà portato al Parlamento siciliano, il nuovo Piano Rifiuti che arriva dopo molti anni di “confusione”. In riferimento alla nascita dell’impianto invece ha espresso il concetto ce qualunque ditta può presentare progetti, ma questi saranno vagliati sulla base della legge, “senza guardare in faccia nessuno”.

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