Le alghe raccolte, niente reato

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Il procedimento ha visto imputati l’ex sindaco Damiano e la funzionaria Cammarata: assolti

Assolti dal Tribunale di Trapani l’ex sindaco Vito Damiano e la funzionaria comunale Maria Cammarata, difesi rispettivamente dagli avvocati Gino Bosco e Donatella Buscaino. La vicenda riguarda un deposito di alghe accumulatosi nell’estate 2015 sul litorale di Marausa. La Cammarata fu chiamata in giudizio quale responsabile degli interventi di manutenzione delle spiagge di Marausa Lido e litoranea Nord. Il pubblico ministero nel chiedere che fosse riconosciuto il reato aveva chiesto al giudice di riconoscere l’esimente ex art. 51 cioè che si trattava di un atto compiuto per l’esercizio di un dovere. Il giudice monocratico Caruso a conclusione dell’udienza di ieri ha però accolto le tesi delle difese ed ha assolto i due imputati con la formula del fatto che non sussiste. Il procedimento scaturisce da una indagine dei carabinieri avviata nel luglio 2015 dopo che un gruppo di cittadini di Marausa fece intervenire i militari dell’Arma e i funzionari dell’Arpa, l’agenzia regionale per l’ambiente, che ritennero fuori legge il deposito di alghe e il successivo smaltimento. A finire sotto inchiesta fu un cumulo di posidonia, alto tre metri e vasto 10 metri per 115, eretto a 15 metri dalla battigia di Marausa. Seguì un sequestro della Procura che si protrasse per circa un anno, poi su diretta richiesta del sindaco Damiano la Procura revocò il sequestro del sito, consentendo alla amministrazione di provvedere allo smaltimento delle alghe. L’accusa contestava una attività di raccolta e di smaltimento di rifiuti non pericolosi in mancanza di autorizzazione. Dopo una lunga istruttoria nel corso della quale la difesa ha assunto come testi i carabinieri verbalizzanti e i funzionari dell’ARPA nonché diversi tecnici e dipendenti dell’amministrazione e prodotto una ricca documentazione di atti adottati dall’amministrazione comunale di Trapani, il giudice Caruso con la sua decisione ha ritenuto l’assoluta estraneità ai fatti contestati degli imputati, Vito Damiano sindaco all’epoca della città di Trapani e della dott. Cammarata.

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