Un Consiglio Comunale dei ragazzi

Pubblicato: domenica, 14 aprile 2013
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ALCAMO- Non molto tempo addietro ci si poneva il problema del rapporto ostile, se non addirittura indifferente, dei giovani nei confronti della politica. Ad oggi, benchè esista ancora un forte sentimento di disaffezione e di diffidenza nei confronti delle figure politiche,  ciò che appare chiario di certo è la voglia di essere coinvolti, invece, nelle scelte decisionali che riguardano l'amministrazione del Paese e delle realtà più piccole come quelle cittadine. In particolar modo le esperienze più  rappresentative di questo fenomeno di diretto coinvolgimento dei giovani vedono come protagonisti i renziani e i grillini, a livello nazionale e locale, nonchè la scorsa esperienza di ABC e dei giovani del PD, in una prospettiva limitata al contesto alcamese.

La politica, ad Alcamo, sceglie di non ignorare l'importanza di questa esigenza e i consiglieri comunali del Gruppo del Partito Democratico, nelle persone di Antonio Fundarò, Francesco Ferrarella ,  Alessandro Longo, Stefano Milito  (62), Giuseppe Scibilia, Giuseppe Stabile e Marianna Vario, hanno deciso di proporre all'amministrazione comunale di istituire un Consiglio Comunale dei ragazzi che ha lo scopo di creare dei cittadini attivi che hanno la possibilità di interagire con le istituzioni dando voce alle proprie problematiche. Gli stessi scrivono: " si tratta di un’opportunità per i ragazzi di vivere una concreta esperienza educativa, rendendoli protagonisti della vita democratica del proprio paese attraverso il coinvolgimento nelle scelte che li riguardano creando “l’abitudine” alla partecipazione; un luogo, quindi, di espressione e di azione dove i ragazzi elaborano le proposte, esprimono le loro opinioni confrontano le loro idee e imparano a discutere liberamente nel rispetto delle regole".

L'idea del Consiglio Comunale dei ragazzi si affianca ad una collaborazione con la scuola che modula e gestisce la didattica al fine di creare un circolo virtuoso. Gli obiettivi da raggiungere in tal senso, come scrivono gli stessi consiglieri,   sono quelli di " promuovere sul territorio la cultura della partecipazione e della legalità, rivalutare la politica istituzionale, sostenere la formazione civica nelle scuole e far acquisire il concetto di salvaguardia del patrimonio collettivo,  creare relazioni di collaborazione e confronto fra i ragazzi e fra i ragazzi e gli adulti a partire da problemi reali, portare i giovani ad essere protagonisti delle decisioni che li riguardano e quindi stimolare il senso di appartenenza alla comunità. Dunque, il gruppo propone al sindaco e alla Giunta  la coistituzione di un gruppo di lavoro, che comprenda le rappresentanze delle diverse parti consiliari per l'attuazione del progetto.

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  1. città che cambia ha detto:

    Grazie al Partito Democratico ci si sveglia un po’ in questo paese. Ma chi lo dice che non vogliamo fare politica? Chi lo dice che la politica fa schifo? Noi vogliamo fare politica e lanciare proposte concrete e giuste. Non ci frega nulla di fare proteste, di gridare la nostra rabbia o peggio di annientare chi ci ha preceduti. Essere diversi significa pure avere metodi diversi. Non nasconderci dietro nomi e cognomi ma portare avanti proposte ed idee. Grazie al Pd che si è ricordati di Noi. Mi spiace solo che i giovani del PD, oggi in riunione, si siano dimenticati di invitare proprio i Consiglieri comunali, Dimenticanza? Che vogliono tagliare, nel tentativo di rinnovarsi, pure con loro? Ecco, questo metodo non va. Oggi parlano a chi? Io forse andrò, ma chi sarà il nostro interlocutore?

  2. Il Cittadino Vigile ha detto:

    …tanto rumore x nulla !!!

  3. cittadinoribelle ha detto:

    U. Maggi N. Iannaccone nel pregevole volume “I consigli dei ragazzi. Esperienze e metodi di educazione alla cittadinanza attiva”, edito nel dicembre scorso (2012), chiarisce, nelle sue 128 splendide pagine, la differenza tra un “baby” consiglio, importante ma pur sempre limitato alle classi della scuola primaria, ed il CCR riservato agli studenti superiori (14-17) che, neppur lontanamente, può essere assimilato alla proposta odierna, egregio dottore Culmone. Al già capogruppo de la Margherita, ricordo, infine, che durante tutta la sua ultima permanenza quinquennale al Consiglio Comunale nessuno, neppure lui, aveva sollecitato una pur così semplice procedura di indizione di elezioni per la ricomposizione del baby consiglio e l’elezione del baby sindaco. Mi chiedo se tutto fosse così semplice, perchè l’ex consigliere Savallo e l’ex assessore Culmone, negli ultimi 7 anni non hanno ritenuto necessario indire le elezioni? Allora, come adesso, c’erano cose più importanti da fare, ma spulciando le carte dell’ultima consiliatura, non mi pare che ci siano state proposte tanto entusiasmanti e rivoluzionarie da alcuno dei consiglieri comunali. Ecco, siamo così grazie anche a loro.

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