Alcamo, Consiglio Comunale tra verde e socialisti

Pubblicato: venerdì, 8 luglio 2011
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Il consiglio comunale svoltosi ieri sera ha avuto come protagonista l’ideologia e l’utilizzo di aree del verde pubblico. L’inizio si è basato sull’adesione del consigliere Trovato al Partito Socialista, corredata da comunicato in cui spiegava cosa lo ha spinto a sposare la causa socialista, in particolare perché la sua sensibilità su argomenti che toccano il sociale combaciano con la lotta socialista. Ironico è stato l’intervento di Canzoneri, capogruppo del PD, che ha sottolineato come Trovato cambi idea spesso e volentieri, e si è augurato che il consigliere conosca bene la storia dei socialisti alcamesi e non solo. Trovato, visibilmente adirato dalle parole di Canzoneri, ha risposto che conosce bene la storia dei socialisti e del PSI. A difesa di quanto espresso da Canzoneri è intervenuto anche il consigliere Scala, che nel suo intervento ha fatto notare che, magari, questa adesione di Trovato al partito socialista poteva avvenire in altra maniera, come per esempio parlandone con loro che sono stati i compagni di viaggio del consigliere Trovato.

Dopo Scala è intervenuto Zuppardo, che vede in questa adesione di Trovato, un’altra riprova del nervosismo interno alla maggioranza e l'ormai certa crisi.

Naturalmente il tutto è finito in questa breve, anche se intensa, diatriba, infatti si è iniziato a parlare di un emendamento all’art. 22, che regolamenta l’insediamento in ville e verde pubblico di strutture amovibili e temporanee, e in più, in deroga al regolamento, permettere l’insediamento in tali posti di esercizi commerciali, come per esempio chioschi.  Queste strutture non possono superare i 50 metri quadri.

Il primo ad intervenire è stato il Vicesindaco, Fundarò, che ha letto in alua l’emendamento . Alla lettura dell’ultimo comma si è scatenata una polemica, prima Cammarata G., poi Daidone (che ha preso la paternità di questa proposta di emendamento da parte dell’ufficio tecnico) e Parisi, hanno richiesto un chiarimento, cioé a quale regolamento si fa riferimento, a quello commerciale o urbanistico; il vicesindaco ha spiegato che era evidente che si facesse riferimento a quello commerciale, ma la comunicazione tra quest’ultimo e i consiglieri è sembrata non funzionare, infatti sia Daidone che Parisi hanno accusato Fundarò di essere troppo nervoso. A mettere un po’ di ordine e rasserenare gli animi è stato l’intervento del Sindaco Scala, che ha ribadito come si stesse parlando di regolamento commerciale. Sia Daidone che Parisi hanno voluto rinadire che la loro richiesta di chiarimenti era dovuta e giusta. Cammarata è stato meno critico nei confronti di Fundarò, anche se ha sottolineato che per votare bisogna aver chiaro ciò che si sta votando e che quindi era dovere di Fundarò spiegare e chiarire. Fundarò ha risposto subito che lui ha solo letto l’emendamento e non ha dato interpretazioni, quindi le accuse di essere nervoso sono del tutto fuor di luogo, lui ha voluto solo sottolineare che si capiva da come era scritto l’emendamento che si stesse parlando di regolamento commerciale.

Alla fine tutti si sono trovati d’accordo, con qualche precisazione, come quella di Parisi che ha giudicato poco lo spazio dato in gestione ( massimo 50 metri quadri), ma subito gli ha risposto il Sindaco Scala, che reputa il limite giusto, visto che in ville e simili, sarebbe assurdo permettere strutture enormi, perché alla fine queste attività hanno solo il ruolo di dare un servizio ai cittadini e rendere più attraente per i turisti i luoghi in cui saranno insediati.

Particolarità di questa riunione del consiglio comunale è stata la partecipazione attivissima del Sindaco Scala e il fatto che le opposizioni sono andate via facendo venir meno il numero legale.

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