Lo sponsor era Costa

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Ditta Barone in amministrazione giudiziaria

La Direzione Investigativa Antimafia ha eseguito un provvedimento di prevenzione di amministrazione giudiziaria emesso dal Tribunale di Trapani – Sezione Misure di Prevenzione su proposta congiunta del Procuratore della Repubblica di Palermo e del Direttore della D.I.A nei confronti dell’ impresa di calcestruzzo Barone operante in San Vito Lo Capo. In particolare sono emersi i contatti con Giuseppe Costa, il boss di Custonaci tornato in carcere e che fu uno dei sequestratori del piccolo Giuseppe Di Matteo.
Il provvedimento di amministrazione giudiziaria previsto dall’art. 34 del cd. “Codice Antimafia” è un istituto preventivo individuato per contrastare la criminalità organizzata anemizzandone ogni ipotesi di profitto consentendo la bonifica dell’azienda e il suo recupero all’economia legale.
L’istruttoria è stata originata dall’ attività informativa svolta dal Gruppo Interforze Antimafia istituito presso la Prefettura di Trapani che ha valorizzato l’insieme delle informazioni provenienti dal territorio e raccolte dagli uomini della Direzione Investigativa Antimafia e dalle altre Forze di polizia operanti sul territorio.
Nei confronti dell’impresa interessata, operante in uno dei settori definiti dal cd. “Decreto liquidità” come tra quelli maggiormente esposti a rischio di infiltrazione mafiosa, sono stati individuati specifici e numerosi indizi, valutati dal Tribunale di Trapani come importanti elementi probatori tali da far ritenere che la stessa società fosse concretamente permeata da infiltrazioni e condizionamenti da parte di “Cosa nostra”.
È stato quindi disposto dal Tribunale della prevenzione un “tutoraggio” ad opera di un Amministratore Giudiziario, nominato dalla medesima Autorità, che per un periodo iniziale di 8 mesi eserciterà tutti i poteri di controllo sull’attività dell’impresa spettanti all’attuale gestione operativa strategica dell’azienda con il fine di eliminare le contiguità ed i condizionamenti mafiosi che gravano sulla sua esistenza economico-sociale così da scongiurare altre forme di controllo giudiziario ovvero giungere nei casi più gravi alla confisca.
Il compendio aziendale sottoposto a misura di prevenzione, situato geograficamente in una zona più prossima all’agglomerato urbana di San Vito Lo Capo è costituito da un impianto di produzione di calcestruzzo con annesso un capannone, diversi automezzi e mezzi speciali di trasporto ed impiego della malta nonché una cava di approvvigionamento delle materie prime per un valore stimato prossimo al milione di euro.

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