I pizzini scritti nei “post-it”

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Mafia: processo Cutrara, prosegue la testimonianza del maggiore Del Sole

Ancora una udienza dedicata alle trascrizioni delle intercettazioni condotte dai Carabinieri durante le indagini che sfociarono nel giugno 2020 con gli arresti di una serie di persone ritenute appartenenti alla cosca mafiosa di Castellammare del Golfo. Tra i principali arrestati del blitz denominato “Cutrara” ci fu Francesco Domingo, detto don Ciccio Tempesta, che era riuscito a mettersi al comando della famiglia locale di Cosa nostra. Nell’udienza di oggi il pm della Dda di Palermo, Francesca Dessì, dinanzi al collegio del Tribunale presieduto dal giudice Enzo Agate (a latere Edoardo Bandiera ed Enrico Restivo), ha proseguito l’esame del maggiore Giuseppe De Sole che durante le indagini condotte tra il 2016 e il 2018, coordinò il gruppo di investigatori del nucleo operativo provinciale impegnati a seguire le dinamiche mafiose castellammaresi. Sostanzialmente così come già fatto nella precedente udienza, il maggiore Del Sole ha fornito i nomi dei diversi interlocutori e protagonisti delle intercettazioni ambientali e telefoniche che frattanto sono state depositate nel dibattimento in corso. Alcune delle intercettazioni trattate hanno riguardato anche i contrasti esistenti nella congrega mafiosa tra Ciccio Domingo e Mariano Saracino, quest’ultimo personaggio parecchio importante dentro Cosa nostra, imprenditore, condannato per mafia e oggetto di confisca di beni, arrestato da ultimo nel marzo 2016. Tra i nomi citati quelli del castellammarese Mariano Asaro, che secondo le indagini dell’arma è stato reggente della famiglia mafiosa di Castellammare del Golfo, e di Giuseppe Gennaro, a capo della cosca di Calatafimi. Un particolare emerso nel corso della testimonianza quello che l’allora capo del mandamento mafioso di Alcamo, che comprendeva anche la cosca di Castellammare del Golfo, e cioè Ignazio Melodia detto “u dutturi”, proprio per via della sua professione di medico, era solito usare come “pizzini”, per veicolare messaggi, dei post-it, i biglietti adesivi. Ancora una volta è emerso che una casa in campagna, nella contrada Gagliardetta di Castellammare del Golfo, era scelta solitamente da don Ciccio Tempesta per i summit. In questa casa fu intercettato anche un consigliere comunale di Castellammare del Golfo, Francesco Foderà, che andò a rivolgersi al “padrino” di mafia , don Ciccio Domingo, per riottenere un trattore che gli era stato rubato. La testimonianza del maggiore Del Sole proseguirà il prossimo 14 marzo. Intanto a fine udienza il Tribunale ha stralciato la posizione di Francesco Ancora, suocero del sindaco di Castellammare del Golfo Nicola Rizzo, in quanto l’imputato è deceduto nelle scorse settimane. A casa di Ancora avvenne un incontro tra Domingo e il sindaco Rizzo, circostanza che vide il primo cittadino finire indagato e poi assolto dall’accusa di favoreggiamento reale.

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Rino Giacalone
Rino Giacalone, direttore responsabile e cronista di periferia. Vive nel capoluogo trapanese sin dalla sua nascita. Penna instancabile al servizio del territorio e alla ricerca della verità.