Perquisizioni anti terrorismo

4618

L’attentato a Nizza: ad Alcamo le ultime tracce di Brahim Aoussaoui

La Procura di Palermo ha disposto controlli e perquisizioni ad Alcamo alla ricerca delle tracce lasciate da Brahim Aoussaoui, il killer che ha colpito a Nizza. Gli agenti della Digos di Trapani e Palermo nel pomeriggio di ieri su ordine del Procuratore Aggiunto Marzia Sabella, che coordina il pool di magistrati dell’antiterrorismo, hanno eseguito ieri pomeriggio diversi controlli dopo che si è accertato la permanenza per due settimane del terrorista tunisino nella zona di Alcamo. E questo dopo una segnalazione arrivata in Procura da parte degli agenti dell’intelligence. Ieri i poliziotti hanno fatto irruzione in un bar di Alcamo, in via Mazzini, gestito da un tunisino che ha ospitato Brahim Aoussaoui. L’extracomunitario è stato sotto interrogatorio per diverse ore presso la Questura di Palermo. La Procura di Palermo sta cercando in questo modo di ricostruire la rete dei contatti siciliani del giovane tunisino che ha lasciato Alcamo lo scorso 25 ottobre per arrivare in Francia, a Nizza, dove ha messo in atto il suo piano terroristico di morte. “Sembrava una persona tranquilla, non ho mai avuto sospetti”, questo scrive oggi il quotidiano La Repubblica, riportando ciò che avrebbe detto alla Polizia sul contro di Brahim il tunisino risultato suo amico. “Mi ha spiegato soltanto che era in cerca di un lavoro – ha messo a verbale – qualcosa aveva trovato, raccogliendo olive per qualche giorno”. Al giovane sono stati sequestrati telefonino e computer. “Stiamo facendo tutti gli accertamenti necessari – conferma a Repubblica il procuratore capo di Palermo Francesco Lo Voi – un’attività complessa per provare a ricostruire quale tipo di rapporti ci siano stati fra l’attentatore di Nizza e la persona ascoltata dalla polizia”.

Nel trapanese poi Brahim pare abbia potuto trovare appoggi presso una delle organizzazioni che gestiscono i trasferimenti dei migranti in nord Europa. Brahim Aoussaoui sarebbe arrivato in Sicilia il dieci ottobre, in treno, da Bari. I controlli poi stanno riguardando altri tunisini arrivati a Lampedusa con Brahim Aoussaoui. C’erano ventidue persone su un barchino, due nuclei familiari sono stati già rintracciati. Brahim era arrivato a Lampedusa il 20 settembre, il 9 ottobre è stato trasferito a Bari e lì gli era stato notificato l’ordine di espulsione

CONDIVIDI
Commenti Facebook
Articolo precedenteCastellammare, la percentuale di raccolta differenziata balza al 77%. Ma resistono gli incivili: “Tolleranza zero”
Articolo successivoDeficit infrastrutture in Sicilia. Covid da problema a opportunità? VIDEO
Rino Giacalone
Rino Giacalone, direttore responsabile e cronista di periferia. Vive nel capoluogo trapanese sin dalla sua nascita. Penna instancabile al servizio del territorio e alla ricerca della verità.