Forum Antimafia a Castellammare del Golfo: diciamo NO alla mafia e ai suoi rapporti con la politica (VIDEO)

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CASTELLAMMARE DEL GOLFO. Buona la prima! Si è svolto ieri, a Castellammare del Golfo, il Forum Antimafia in cui si invitavano tutti i cittadini a dire il proprio NO alla mafia. L’iniziativa nasce a seguito di una vasta e lunga operazione antimafia che, nella notte del 15 e 16 giugno, ha portato all’arresto di tredici persone e raggiunto da avviso di garanzia altre undici persone.

Nell’indagine oltre agli arresti di volti noti appartenenti a cosa nostra castellammarese, come Francesco Domingo e Maurizio Gaspare Mulè, sono stati coinvolti anche uomini della politica locale. Tra questi il primo cittadino, Nicola Rizzo, raggiunto da un avviso di garanzia per concorso esterno in associazione mafiosa. Un’accusa gravissima, supportata da episodi documentati, come l’incontro del primo cittadino con il boss Francesco Domingo presso la casa del suocero. Incontro che, a detta di Rizzo, sarebbe stato del tutto casuale.

Tornando all’incontro di ieri, tutti gli interventi sono stati scanditi da un sonoro NO alla mafia. Molte le associazioni e i liberi cittadini che hanno preso anche una posizione coraggiosa sui fatti che riguardano il primo cittadino, denunciando nella migliore delle ipotesi un’imperdonabile ingenuità da parte del Sindaco Rizzo. Di conseguenza si chiede al primo cittadino di fare un passo indietro per il bene della città e per la sua persona in modo da poter dimostrare la sua estraneità ai fatti da libero cittadino.

Ad aprire l’incontro Mariangela Galante “l’idea del forum è partita dopo l’operazione antimafia “cutrara” e l’avviso di garanzia al primo cittadino, oltre che dalle polemiche scaturite dall’articolo del direttore di Alqamah.it, Rino Giacalone. Giornalista che io ringrazio perché alla fine queste polemiche ci hanno indotto a fare una profonda riflessione e uscire allo scoperto più di quanto fatto prima.

 “Di questo fatto – commenta Tiziana Ficalora – è stato dato eco a livello nazionale. Fermo restando ai principi di garanzia che una persona è innocente fino al terzo grado di giudizio, il fatto che il primo cittadino incontri un personaggio di quel tipo è di una gravità inaudita. Nel caso in cui l’avesse fatto ingenuamente si tratta di un’imperdonabile ingenuità. Io mi associo a quelli che chiedono un passo indietro al Sindaco, così lui possa difendersi serenamente e  dare un’immagine diversa. Il fatto che il Sindaco incontri personaggi di quel tipo mi inquieta, mi riporta indietro di 27 anni”.

 “Io e mio fratello – commenta Giovanni Palmeri – andiamo da anni nelle scuole a fare memoria di mio padre. Oggi mi fa piacere vedere tutte queste associazioni castellammaresi che tutti uniti dicono no alla mafia. Sono sicuro che da domani inizieremo un percorso di sensibilizzazione di questo problema mafioso presente nel nostro territorio”

Per Enza Valenti del CIF “siamo qui per dire no al silenzio e ai silenzi della mafia e sulla mafia. Si al diritto della parola contro la mafia e sulla mafia”.

L’Associazione Fiore Daphne, attraverso Roberta Maimone, nel suo intervento ha letto un testo sulla lotta alla mafia.

“I fatti accaduti – commenta Paolo Arena del circolo Metroplis – evidenziano due aspetti. Il primo è la permanenza nel tempo del fenomeno mafioso. Il secondo aspetto è la permeabilità del mondo politico alle sirene delle mafie. Ma questo lo vediamo da decenni. Due rappresentati, o ex rappresentati, sono coinvolti in questa vicenda. Ma il fatto che ci ha fatto sobbalzare è l’incontro del nostro primo cittadino con un capomafia di Castellammare del golfo. Un incontro che il primo cittadino definisce casuale. Un fatto che se rimane isolato potrebbe non avere rilevanza processuale, ma che dal punto di vista politico diventa centrale. Proprio perché il primo cittadino deve essere sopra ogni sospetto. Noi pensiamo che lui abbia minimizzato un fatto politicamente molto rilevate. Noi cittadini abbiamo aspettato circa un anno per conoscere questo fatto e non dal primo cittadino ma dalla magistratura. Io penso che ci sia una superficiale di cosa sia il fenomeno della mafia. Noi abbiamo avanzato la richiesta di dimissioni per salvaguardare le istituzioni. Oggi no alla mafia lo possono dire tutti, bisogna aggiornare la lotta alla mafia”.

Gregory Bongiorno: “Ho riflettuto tanto su quanto scritto sui social nei giorni scorsi. Mi ha fatto strano leggere tanta gente ignara e indignata per un articolo, sicuramente gente in buona fede che si indigna per l’immagine data al paese, ma gente che non conosce i fatti nel concreto e non solo riguardanti quest’ultima operazione antimafia. Probabilmente se avessero avuto opportunità di leggere avrebbe avuto un altro approccio alla questione. Una mafia che diventa mediatrice sul territorio. L’altra volta sentivo una ragazza che diceva che la gente non denuncia per paura. Per cambiare le cose dobbiamo modificare il diritto di avere paura in diritto di avere coraggio”

“Ritengo – dichiara Giovanni Lo Cicero – importantissima questa iniziativa. E’ necessario prendere posizione e che ci siano una serie di scelte coraggiose. Perché c’è un problema etico e un’altro economico da affrontare. La mafia soffoca l’economia sana. Dico anche a chi amministra che non può continuare ad amministrare indipendentemente o meno che si possa dimostrare la propria estraneità. In questo momento il primo cittadino non può essere garante di tutti i cittadini”.

Sergio Vitale: “non possiamo solo dire che non abbiamo nulla a che fare con la mafia. Glielo dobbiamo dire in faccia che non vogliamo avere nulla a che fare con loro”.

L’associazione Genitori di buona volontà, rappresentata da Antonino Polizzoto e Rosario Bambina, dichiarano tutto il proprio diniego alla mafia.

Piero Rappa, di Cittattivarsi, chiede maggior responsabilità: “abbiamo bisogno di cittadini che fanno il proprio dovere, di passare dalle parole come quelle di oggi in azioni concrete”

Vincenzo Desiderio Libera: “Per noi è importantissimo un incontro come questo. In questi anni tantissime persone non ci hanno messo la faccia, quindi ben vengano iniziative come questa. Cosa nostra è una società di servizi. Non possiamo soprassedere su certe situazioni che alimentano questa società di servizi. Non possiamo nasconderci dietro scuse del tipo “è venuto lui”, “ci siamo incontrati per caso”, “ha pagato il suo conto con la giustizia”. Se continuiamo a fare così questa società di servizi continuerà a proliferare, occorre isolarla e togliergli consenso.

Rossella Barbara, Contaminazioni, ha letto un brano di Paolo Borsellino. “Io come insegnante – commenta Barbara –  posso testimoniare che sono cambiante tante cose nella scuola. L’educazione alla legalità è un valore che impegna tutti i docenti”.

Stella Bica, Dirigente Scolastica, ha illustrato tutte le attività scolastiche messe in campo per l’educazione alla legalità, la conoscenza del fenomeno mafioso e il contrasto.

Domenico Grassa, di Castellolibero, “La mafia è cambiata dai tempi di Piersanti Mattarella, o forse è tornata ad essere quella di prima: quella che non spara ma che tenta in tutti i modi di fare accordi con il potere politico, una mafia sempre pronta a rigenerarsi, certamente forte e radicata in questa terra, collegata a certi mondi imprenditoriali e finanziari, in continua ricerca di referenti politici che ne possano garantire la continuità e il controllo del territorio. Dopo il sacrificio di Piersanti Mattarella: Quanti deputati e senatori abbiamo visto fare accordi con la mafia? Che responsabilità abbiamo noi? abbiamo avuto la capacità di scegliere bene i nostri referenti politici? Sono domande a cui non ho risposte certe, ma tanti dubbi. La mentalità mafiosa è quella che porta al lavoratore a rivolgersi al mafioso per una vertenza di lavoro, o per il recupero di un trattore rubato, al riconoscimento di una autorità e autorevolezza a uomini che non meritano una tale considerazione. Siamo cresciuti nel tempo, in parte diversi rispetto agli anni passati, ma tanto ancora deve esser fatto”.

Davide Gandolfo, dell’Associazione Oltre: “ringrazio il forum perché da la possibilità, al contrario di quanto detto da un articolo di giornale, che la mafia non è di casa. A chi oggi vuole condannare il nostro Sindaco voglio precisare che si tratta semplicemente di un’ipotesi di reato, che il sindaco ha già chiarito la propria posizione nelle sedi opportune e al livello politico, attraverso il consiglio comunale, ha già scelto”

Per Vincenzo Borruso, neo presidente di Cambiamenti:  Abbiamo raccolto l’invito a partecipare a questa iniziativa mossi dalle parole del magistrato Paolo Borsellino: «Parlate della mafia, parlatene alla radio, in televisione, sui giornali, però parlatene…» Oggi vogliamo ricordare le sue parole e lo vogliamo fare ponendo sotto l’attenzione di tutti parte dell’articolo del giornalista Rino Giacalone pubblicato qualche giorno fa nell’Editoriale di Alqamah Quotidiano: «Tra pochi giorni, ci sarà il coro sui 28 anni della strage di via d’Amelio dove morirono Paolo Borsellino ed i cinque della scorta. Ma di borsellino si continua a non ricordare le sue parole con le quali sollecitava i cittadini a partecipare e promuovere la lotta culturale contro la mafia , con le quali diceva che: c’è chi può uscire assolto dalle aule giudiziarie ma anche in assenza di responsabilità penale, quando sussiste quella etica e morale, la cittadinanza dovrebbe diffidare da quel soggetto. Abbiamo svolto il nostro intervento all’insegna del magistrato Borsellino, vogliamo concluderlo con una sua citazione: «Politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio: o si fanno la guerra o si mettono d’accordo».

Ligotti in rappresentanza dell’Amministrazione: “Noi diciamo che il no alla mafia ti salva sempre, ma consentitemi di dire che il Si alla mafia deve essere dimostrato non con indizi ma con sentenze. Lo dico sia da avvocato che da cittadina”.

Al seguente link la diretta streaming completa: Link Facebook

Di seguito la scaletta di tutti gli interventi

FORUM ANTIMAFIA 2020

INTRODUZIONE : MARIANGELA GALANTE

FAMILIARI DELLE VITTIME: TIZIANA FICALORA – GOVANNI PALMERI

CIF

DAPHNE

INSIEME SI PUò

METROPOLIS

GREGORY BONGIORNO

GIOVANNI LO CICERO

SERGIO VITALE

GIORGIA SACCHERI

GBV

CITTATTIVARSI

LIBERA

CONTAMINAZIONI

DOTT. STELLA BICA (DIRIGENTE MATTARELLA DOLCI)

ANGELO BERTUCCI

DAVIDE GANDOLFO

ROBERTO ODISSEO

CASTELLO LIBERO

GEI

TRINART

CAMBIAMENTI

SEI DI CASTELLAMMARE SE

ACAL

RINO GIACALONE

RAPPRESENTANTE AMMINISTRAZIONE (Ligotti e D’Angelo)

MONICA PLENDENBURY

MASSIMO FUNDARò

ENZO DI PASQUALE

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Marcello Contento
Marcello Contento, nasce a Palermo nel 1982, vive la sua vita tra la Sicilia e la Toscana. Giornalista, insegnante di economia aziendale e lettore incallito di Tex e Alan Ford.