Le scuole trapanesi ai tempi del coronavirus, tra “classi virtuali” e video-lezioni

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La didattica online per garantire la continuità. Ecco come si stanno organizzando alcune scuole della provincia trapanese: tra classi virtuali, video-lezioni e materiale sui gruppi Whatsapp. Ma si pensa sopratutto agli studenti più svantaggiati che non hanno accesso a computer e internet

Di Emanuel Butticè e Eros Bonomo

Le misure introdotte dal Governo con il Dpcm del 4 marzo e con il Dpcm ieri 9 marzo non hanno soltanto imposto la chiusura delle scuole fino al 3 aprile, ma principalmente la novità è rappresentata dalla didattica a distanza. Uno strumento utile per non fermare del tutto i lavori scolastici che potrebbero creare davvero molti problemi al sistema scolastico nazionale: rallentamento dei programmi e soprattutto difficoltà per i maturandi. Il Ministero dell’Istruzione guidato dalla Ministra Lucia Azzolina, ha predisposto delle piattaforme e degli strumenti online per continuare ad erogare la didattica. Ma il Paese è organizzato a queste nuove disposizioni? Tutte le scuole sono attrezzate per supportare le lezioni online? Abbiamo provato a chiederlo ad alcuni istituti scolastici della provincia di Trapani per cercare di capire come si sono organizzati per affrontare queste improvvise novità previste dal Governo per fronteggiare il diffondersi del Coronavirus.

Il Ministero ha integrato l’offerta di strumenti, community, chat e classi virtuali con una piattaforma interamente dedicata alla didattica a distanza, per assicurare a tutte le scuole che ne facciano richiesta la possibilità di avere gratuitamente strumenti e mezzi garantendo il diritto allo studio a tutti. La stessa Ministra Azzolina nei giorni scorsi ha affermato che “abbiamo lavorato da subito ad un’accelerazione del programma di didattica a distanza. In mezzo a tante difficoltà può rappresentare una grande opportunità. È una sperimentazione del presente che potrà lasciarci un patrimonio di esperienze importante per il futuro. Ma la scuola è molto altro. La scuola è condivisione, è stare assieme. La scuola in classe è insostituibile. E deve tornare presto. Questa situazione non ha precedenti. È una sfida per tutto il mondo della scuola. Viviamola con responsabilità e impegno. Diamo il massimo. Usciremo da questa situazione per tornare presto alla normalità. La scuola non si ferma”.

Anche le scuole di Alcamo si stanno attrezzando per la “didattica a distanza”

Anche le scuole di Alcamo si stanno attrezzando visto l’emergenza coronavirus. Come prima mossa, nei giorni scorsi, sospendendo le lezioni e poi predisponendo il necessario per dare continuità al percorso scolastico, attraverso vari strumenti: registro elettronico e piattaforme per video lezioni o le stesse però mettendo in collegamento più persone. Tutto questo sta causando dei problemi perché le scuole devono adeguarsi velocemente alla situazione avendo un tempo risicato, infatti alcuni dirigenti ci hanno parlato di interventi in atto e che saranno messi in campo nei prossimi giorni.

Per capirne di più cosa è “la scuola al tempo del coronavirus” abbiamo contattato vari dirigenti, professori e alunni. Il preside dell’Allmayer Vito Emilio Picciché ci ha dato notizia che ha disposto maggior pulizie, sanificazioni e dal punto di vista didattico l’utilizzo del registro elettronico attraverso il quale i docenti assegnano i compiti, inseriscono materiale didattico e dei video, così che i ragazzi possano consultarli, anche in un momento non coincidente e attraverso lo stesso strumento li trasmettono.

Altra dirigente di Istituto superiore, la preside dell’ITET G. Caruso Enza Mione ha sottolineato che sin da subito i docenti hanno iniziato a dialogare con i ragazzi mediate il registro elettronico su una piattaforma, alla quale tutte le famiglie possono accedere. In più è stata testata una piattaforma, “G Suite”, che consentirà di far collegare più persone contemporaneamente. Infine la Mione ha parlato di formazione necessaria, oltretutto l’Istituto è polo formativo per tutta la provincia.

Questi due esempi per le superiori, invece per le scuole medie abbiamo contattato la dirigente Enza Vallone della Nino Navarra, che ha dato disposizioni, sin da subito, all’animatore digitale e al team per l’innovazione. Il primo passo una programmazione, anche qua, mediante registro elettronico, ma la dirigente ha anche sottolineato che già c’erano delle classi pilota per l’utilizzo di “Classroom”, cioè video lezioni, un sistema che permette ai ragazzi di inserire i propri lavori. Però la dirigente ha anche affermato che si sta cercando di potenziarlo, così che tutti i docenti possano utilizzarlo. Anche in questo caso si evidenzia l’importanza della formazione, che Vallone dice è partita ad inizio dell’anno scolastico con “G suite”.

Una situazione particolare anche quella delle elementari, in questo caso abbiamo sentito il Dirigente scolastico della San Giovanni Bosco, prof. Giacomo Raspanti, che ha confermato la predisposizione della “didattica a distanza”, ma ha rimarcato che la situazione mette ancora più in evidenza il ruolo delle famiglie, perché, se per esempio si parla di prima elementare, è necessario che l’alunno sia affiancato da uno dei genitori, quindi la problematica è relativa all’organizzazione delle famiglie. Si può progettare, sottolinea sempre Raspanti, ma per rendere effettivi i progetti è necessaria più collaborazione con le famiglie. Anche in questo caso si mette in evidenza l’importanza della tempistica per realizzare tutto.

Fin qui, questi i provvedimenti tecnici, ma  nei nostri dialoghi si è messo in evidenza il lato umano e le problematiche riscontrate anche nel breve periodo, visto la mancanza di relazioni “face to face”. Dirigenti, professori e alunni, hanno rimarcato che il rapporto diretto, con la presenza fisica, è il sale della didattica, perché permette di relazionarsi meglio e mette in moto dinamiche di gruppo necessarie per crescere e permettere una didattica non fredda. Il pericolo di far venir meno un pilastro della didattica, nella situazione eccezionale del momento, si evidenzia di più, specialmente per quanto riguarda i più piccoli, infatti il dirigente Raspanti ci ha raccontato che hanno realizzato dei video, per spiegare ai più piccoli in particolare, cosa sta succedendo e di contro hanno ricevuto dei video commoventi realizzati dagli stessi bambini, dove si evidenziava ancor di più l’importanza della presenza nella didattica.

Un’altra problematica, che si è presentata in alcune scuole è quella che riguarda le famiglie che non hanno computer o non hanno linea internet a casa, in questi casi si parla di un sistema che vede i genitori andare a prendere delle cartelle nell’atrio della scuola con i compiti assegnati e queste vengono riportate con i compiti fatti.

In sintesi un metodo della didattica a distanza o simili che va bene, ma come testimoniatoci da ragazzi delle superiori: si il metodo per ora va bene, ma a lungo termine creerà qualche disagio, perché non è bello stare al computer 5 ore e non poter confrontarsi di presenza con i compagni e con i professori. Una situazione che in particolare, ci sottolineano alcuni ragazzi,  non giova certamente a coloro che saranno impegnati con gli esami di maturità.

“Preoccupati per gli alunni più svantaggiati: c’è chi non ha il computer”

Anche a Castellammare del Golfo e Buseto Palizzolo si provano le piattaforme per la didattica online, ma le difficoltà non mancano. “Anche nel nostro istituto abbiamo attivato tutte le procedure del Ministero e lavoriamo sulle piattaforme online, ma chiaramente le difficoltà non mancano”. Ad affermarlo la Dirigente dell’Istituto Mattarella-Dolci di Castellammare e Alcamo Dott.ssa Anna Bica. “Noi come scuola eravamo già attrezzati e molti avevano già intrapreso dei lavori con la piattaforma Fidenia, ma non tutti i docenti hanno questo tipo di esperienza e soprattutto per alcuni è più complicato adattarsi. Però sono convinta che lentamente riusciremo a superare questa prima fase preliminare. La difficoltà maggiore è quella di raggiungere tutti gli studenti, – sottolinea la Dirigente Bica ad Alqamah.it – quello che ci preoccupa è infatti non riuscire a coinvolgere tutti gli studenti. Per alcune materie, per esempio, la pratica è più complicata da gestire, per la teoria invece stiamo sperimentando delle “classi virtuali” in cui si incontrano studenti e insegnanti con registri delle presenze elettronici e possibilità di caricare materiali didattici. Il problema maggiore è riuscire a coinvolgere i disabili gravi e meno gravi che non hanno possibilità di utilizzare un computer o non hanno una connessione internet. Per questo confidiamo anche nei genitori, tutti siamo chiamati a dare un contributo, nella speranza di superare presto questo momento difficile” – ha concluso la Dirigente Anna Bica.

I docenti dell’Istituti Mattarella-Dolci intanto si stanno organizzando per raggiungere tutti gli studenti anche con gruppi Whatsapp. La piattaforma Fidenia a causa dei tanti accessi online è andata in crash e hanno realizzato delle “classi virtuali” con altre piattaforme. “Lentamente stiamo iniziando a vedere più studenti che si collegano alla piattaforma della scuola per seguire le lezioni e scaricare il materiale didattico, ma chiaramente non tutti hanno questa possibilità. Chi per motivi economici, chi per altri. Ma le difficoltà ci sono anche tra i colleghi, non tutti infatti hanno dimestichezza con questo tipi strumenti” – ha sottolineato una professoressa.

Sperimentazione in corso anche all’Istituto Autonomo Comprensivo Pitrè-Manzoni di Castellammare del Golfo e Buseto Palizzolo. Anche in queste scuole sono partite le condivisioni dei materiali online e il registro elettronico. Per le classi di 1° e 2° primo grado le difficoltà sono maggiori per la giovane età degli alunni, per questo la scuola ha chiesto la collaborazione anche dei genitori. “Attraverso le piattaforme messe a disposizione dal Ministero e tramite dei gruppi Whatsapp stiamo cercando di arrivare a più alunni, ma chiaramente non è semplice. Noi come scuola avevamo già sperimentato questo tipo di attività con successo, ma non tutti hanno avuto questa possibilità.” – ha sottolineato la Dirigente Grazia Sabella ad Alqamah.it – Per questo motivo chiediamo la collaborazione di tutti, è un momenti particolarmente complicato, certo, ma con il contributo di tutti, alunni, personale scolastico, docenti e genitori riusciremo a superare anche queste difficoltà. In questi giorni abbiamo già avviato le prime attività di didattica digitale con buoni risultati, serve ancora un po’ di tempo per perfezionare. Il problema però è riuscire ad includere tutti, anche chi non ha un computer”. Infatti il problema evidenziato da quasi tutte le scuole è arrivare a chi, per difficoltà economiche o per altri motivi, non ha la possibilità di usare un computer. “È questa la nostra principale preoccupazione: garantire la continuità didattica a tutti. – ha aggiunto Sabella – Ci sono alunni più svantaggiati e noi su di loro dobbiamo lavorare particolarmente. Perché garantire l’inclusione a distanza non è semplice.”

A Buseto prima video-lezione

A Buseto Palizzolo una docente ha già realizzato nei giorni scorsi la prima video-lezione alle elementari che ha poi distribuito ai suoi alunni. “È stata una prima lezione che ha riscontrato molto successo. Altre verranno replicate nei prossimi giorni. – ha sottolineato la Dirigente Sabella – Ma una cosa voglio che sia chiara: la scuola non sta abbandonando nessuno. Anche se le lezioni fisiche sono sospese, le attività continuano e non dobbiamo lasciare indietro nessuno. Dalle difficoltà possono nascere anche delle opportunità, siamo consapevoli che non è semplice, ma noi ce la stiamo mettendo tutta.” Alcuni docenti continuano a lavorare da casa, altri si recano a scuola per utilizzare gli strumenti come la LIM (lavagna interattiva multimediale). “Anche noi dirigenti stiamo attivando altre piattaforme per facilitare la didattica a distanza, adesso infatti siamo provando anche una piattaforma di Rai Education. Questa è un’emergenza educativa che potrà esserci utile anche per il futuro. Per questo motivo adesso occorre veramente la collaborazione di tutti.” Le misure adottate dal Governo sono comunque condivide dalle scuole, nessuno ha manifestato perplessità. “La sospensione delle lezioni è un atto necessario secondo me, anche se il personale di segreterie e ATA continuano a lavorare facendo dei turni. La sicurezza e la salute dei ragazzi viene prima di tutto: l’importante è non sentirsi soli” – ha concluso Sabella.

In arrivo anche piattaforma della Regione Siciliana

Un portale di didattica online per far fronte alla sospensione delle attività nelle scuole siciliane, a seguito delle disposizioni per contenere la diffusione del Coronavirus, arriva anche dalla Regione Siciliana. La realizzazione della piattaforma telematica è il risultato di un accordo tra il governo Musumeci e un’azienda siciliana, leader del settore, che l’ha promossa e resa disponibile a titolo gratuito. Il software sarà disponibile sul sito www.continualascuola.it, in fase di registrazione sul portale del Miur, nella sezione dedicata all’insegnamento a distanza. “Si tratta di un’iniziativa di sistema inedita per la Regione – evidenzia il presidente Nello Musumeci – e del tutto tempestiva, che viene messa a disposizione dei nostri istituti in un momento di particolare criticità per il sistema scolastico. Essa nasce dall’esigenza di mantenere, in questa fase emergenziale, il senso di comunità e il contatto tra docenti e studenti, per continuare ad alimentare il processo formativo ed educativo già intrapreso. È molto importante, infatti, ricreare la “classe online” e quindi mantenere la possibilità di interagire con gli allievi, stimolandone l’apprendimento”.

“Siamo consapevoli che questo nuovo sistema – aggiunge l’assessore Lagalla – soprattutto per alcuni istituti potrà comportare un ulteriore sforzo. A ragione di ciò, il governo Musumeci, attraverso questa iniziativa, si è posto l’obiettivo di sostenere e assistere il cambiamento del paradigma educativo, grazie a un’operosa collaborazione tra pubblico e privato. In ogni caso, sarà sicuramente un’esperienza utile per familiarizzare ulteriormente con le nuove tecnologie, legate ai più moderni sistemi di didattica online. Sono certo che, già dalle prossime ore, i dirigenti delle nostre scuole vorranno registrare il proprio istituto a questa o ad altre piattaforme, in modo da consentire agli studenti la prosecuzione di quell’impegno formativo che non può venir meno, neanche nei momenti più difficili per la vita delle nostre comunità”.

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