Campi E!state Liberi! in Libera Terra nell’Alto Belice Corleonese. Ben 9 con 115 partecipanti.

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SAN GIUSEPPE JATO. Per il quattordicesimo anno consecutivo si sono svolti i campi di impegno e formazione E!state Liberi! nel territorio dell’Alto Belice Corleonese. Un impegno ormai divenuto una costante dell’offerta formativa messa in piedi dalla rete di Libera Associazioni, Nomi e Numeri contro le mafie che da 24 anni opera con l’intento di sollecitare la società civile nella lotta alla criminalità organizzata e di favorire la creazione di una comunità alternativa alle mafie stesse.

I campi di impegno e formazione della durata di una settimana ciascuno, attivati da Libera e ospitati dalle cooperative Libera Terra che operano nell’Alto Belice Corleonese, sono stati complessivamente 9 ed hanno coinvolto 115 partecipanti provenienti da molte regioni italiane e dall’estero.

Nello specifico durante il corso dell’estate 2019 hanno partecipato all’iniziativa due delegazioni di studenti della LUISS Guido Carli di Roma, una delegazione internazionale di studenti dell’Atlantic College istituto di alta formazione che agisce in grande sintonia con le Nazioni Unite, una delegazione di Giovani di Brunico e Merano in provincia di Bolzano e tre delegazioni di soci e dipendenti di alcune delle più importanti Cooperative di consumo italiane quali Coop Alleanza 3.0, Coop Lombardia e Unicoop Tirreno.

Sono stati inoltre dedicati due campi agli aderenti singoli, uno dei quali è stato tematizzato con l’obiettivo di approfondire la conoscenza del fenomeno mafioso e del movimento, teso all’ottenimento di diritti che ha da sempre contraddistinto la storia della Valle dello Jato.

Appuntamenti importantissimi del percorso formativo affrontato dai campisti sono state le visite al Giardino della Memoria, luogo in cui nel 1996 venne ucciso e poi sciolto nell’acido il piccolo Giuseppe Di Matteo, e al Memoriale di Portella della Ginestra, scenario della prima strage di Stato del 1 maggio del 1947.

Altro momento fondamentale per la conoscenza approfondita del lavoro svolto dalle cooperative sociali ed agricole, aderenti a Libera Terra, che gestiscono le terre liberate dalle mafie è l’attività di impegno nei campi che ha la finalità di conoscere da vicino il mondo agricolo, con l’affiancamento dei campisti ai diversi soci durante le operazioni che si svolgono sui beni agricoli.

Insomma settimane intense che lasciano nei campisti una gran voglia di approfondire il fenomeno e di custodire come un prezioso bagaglio culturale tutte le informazioni che hanno ricevuto durante queste settimane, come ci raccontano loro stessi:

VALENTINA: “Grazie a tutti voi! Mi reputo fortunata di avervi potuto incontrare e conoscere. Spero di far crescere forte e in salute il seme che mi è stato consegnato, per poter generare altri semi e avere la possibilità di condividerli e, se sarò brava, di farli fruttare, l’unione fa la forza!!”

OLIVIERO: “Grazie a tutti i personaggi mitici incontrati, che mi hanno fatto sentire un combattente della mafia, facente parte della squadra dell’antimafia, come è stato giustamente sottolineato più volte. Auguro a tutti un felice rientro nella propria vita e la possibilità di ritrovarci, per poter riparlare di questa splendida esperienza”

ENZO: “Il Campo E!State Liberi a San Giuseppe Jato con i soci Unicoop Tirreno della provincia di Livorno, promosso insieme al nostro Presidio di Libera di San Vincenzo/Castagneto C.cci, è stata un’esperienza emozionante e importante per conoscere la storia delle mafie, che tanto condiziona tutto il nostro Paese. Sono stati i testimoni diretti a raccontare: parenti delle vittime e protagonisti dell’impegno per costruire una società senza le mafie. Il lavoro fatto nei beni confiscati dal Consorzio Libera Terra ci ha coinvolti: dalla vendemmia alla visita della cantina di San Cipirello. Abbiamo potuto “toccare con mano” il processo produttivo che porta i prodotti sani e liberi sugli scaffali dei nostri negozi Coop”.

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Eva Calvaruso
Eva Calvaruso, classe 1984, vive ad Alcamo, spirito da ventenne e laurea in Economia. Animo hippie e fan sfegatata di Guccini. Curiosità, passione e una continua ricerca della verità l’hanno spinta a diventare una giornalista.