Domani Rino Giacalone a giudizio per aver offeso la reputazione ad uno dei mafiosi più sanguinari del trapanese

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Rino GiacaloneEd eccoci, come promesso, pronti a raccontare uno dei tanti paradossi del sistema giudiziario italiano. Domani, infatti, inizierà il processo nei confronti del giornalista Rino Giacalone, presso il Tribunale di Trapani, accusato di aver offeso la reputazione del boss mafioso di Mazara del Vallo, Mariano Agate.

A rivolgersi ai magistrati è stata la moglie di Agate. La signora Rosa non avrebbe gradito alcune affermazioni rivolte al marito nell’articolo firmato dal giornalista e pubblicato dal blog Malitalia con il titolo “Don Mariano Agate è arrivato al capolinea”.

Nel pezzo, a conclusione di un breve racconto sulla storia personale del boss intrisa di sangue, di morti ammazzati e di tritolo inviato in tutta Italia, si traevano delle conclusioni apostrofandolo come un “pezzo di merda”, proprio sulla scorta delle idee di Peppino Impastato che definiva la mafia “una montagna di merda” e i mafiosi dei “pezzi di merda”.

Proprio il boss mazarese non rappresentava un qualunque affiliato a Cosa Nostra, di lui vi è traccia in molti delitti eccellenti nel trapanesi e nei grossi traffici di droga. A detta di molti se non ci fosse stata la famiglia Denaro nel trapanese il ruolo di capo assoluto della provincia sarebbe spettato a lui.

Domani mattina il giornalista trapanese dovrà rispondere all’accusa di aver offeso la reputazione di Don Agate dinanzi il Giudice Monocratico del Tribunale di Trapani, Dott. Visco. Ad assistere Giacalone ci saranno il suo legale Carmelo Miceli e Enza Rando, quest’ultima appartenente all’ufficio legale dell’associazione Libera.

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Marcello Contento
Marcello Contento, nasce a Palermo nel 1982, vive la sua vita tra la Sicilia e la Toscana. Giornalista, insegnante di economia aziendale e lettore incallito di Tex e Alan Ford.