L’eterno dilemma: il Centro storico di Alcamo

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incontro centro storicoALCAMO. Domenica delle Palme, domenica di incontri che si attendevano da tempo. Dopo mesi di critiche e di battaglie a suon di raccolte di firme e aspri commenti su Facebook, si è svolto ieri mattina l’ennesimo incontro, proposto dall’Amministrazione, con le associazioni, i movimenti politici e i liberi cittadini. Un momento per parlare della  viabilità alcamese e del tanto discusso centro storico. Nonostante nei mesi appena trascorsi il dibattito chiusura/apertura del Corso stretto abbia conquistato il primo posto nella classifica delle “top news”, la partecipazione da parte di chi ha immediatamente criticato tutte le scelte del’amministrazione si è dimostrata debole. Un’ occasione sprecata: l’incontro era volto ad offrire a tutti la possibilità di poter esprimere le proprie proposte e idee sulla viabilità e, più nello specifico, sul Centro storico.

Ad aprire l’incontro il Mobility Manager di Alcamo, l’Architetto Francesco Amodeo, che ha illustrato una serie di iniziative, già avviate, ha presentato le ultime novità. Tra queste, anche l’avvio del servizio di “Car sharing”, creato con la collaborazione con l’azienda Amat di Palermo che prevede l’utilizzo delle autovetture, messe a disposizione per il servizio, con la formula “One way” che faciliterà il trasporto per le zone fuori i confini alcamesi. Altra importante iniziativa approderà a breve in Consiglio comunale dove, dopo l’eventuale approvazione, il Comune potrà provvedere ad un incentivo per l’acquisto di biciclette classiche e a pedalata assistita.

Se c’è chi ha criticato le scelte di un’amministrazione che, nel bene o nel male, sta provando a cambiare qualcosa in questo senso, c’è anche chi si abbandona ad atteggiamenti di paura, tipici di fronte ad una proposta di cambiamento. A questo proposito, anche le parole del Sindaco hanno sottolineato la necessità di un’evoluzione in questo senso: “Dobbiamo capire come una vivibilità diversa faccia fare un salto di qualità alla città. Avere paura di un cambiamento è solo un problema culturale”. A sostenere questa tesi anche il ricordo di eventi non troppo lontani del tempo; in passato, infatti, anche la chiusura di Piazza Ciullo al traffico aveva destato scalpore e  malumori in città, ma oggi risulterebbe impensabile ritornare indietro. “Bisogna disincentivare l’utilizzo delle automobili- dice Ignazio Filippi del Big Bang- Alcamo deve guardare al futuro. Il Centro storico non è di pochi, ma di tutti”.

Diverse le proposte fatte a proposito dell’organizzazione dell’asse Est-Ovest della città che va da Piazza Bagolino a Piazza Ciullo. I rappresentanti di Modi, Francesco Ruvolo e Antonino Vallone, si sono dichiarati assolutamente sfavorevoli alla convivenza di pedoni e macchine, ma auspicherebbero un ritorno alla già sperimentata chiusura totale durante il fine settimana.

Le problematiche da affrontare cambiano a seconda della soluzione che si intenderà adottare. Una chiusura totale, durante il fine settimana dovrà essere certamente supportata dalla programmazione di una serie di eventi, così come proposto dal Preside dell’Istituto Magistrale, Vito Emilio Piccichè, che possano portare gli alcamesi e gli eventuali turisti ad affollare e usufruire della zona pedonale. Allo stesso tempo, Vincenzo Raspanti, della Fiab, ha posto l’accento sull’importanza dell’apertura di nuovi esercizi commerciali laddove, ad oggi, ci sono soltanto delle saracinesche abbassate. Come fare? In tempi di crisi, solo gli incentivi ben programmati possono spingere ad aprire nuovi negozi e quindi attirare più persone in quella zona.

L’amministrazione ha nelle mani un sfida che disegnerà l’assetto urbanistico e culturale di un’intera città. Fino a questo momento, le risposte da parte degli alcamesi hanno sostanzialmente dimostrato una poca maturità in questo senso. Allora, come portare l’adolescente Alcamo a crescere?

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