Favignana: Baglio Camperia e Palazzotto Florio aperti per Salvalarte

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FAVIGNANA – Il 5 e il 6 Ottobre il Circolo di Legambiente Egadi apre le porte del Baglio Camperia e del Palazzotto Florio di Favignana nel primo di una serie di appuntamenti dedicati alla campagna Salvalarte. Salvalarte è, la campagna che Legambiente dedica alla tutela e valorizzazione del patrimonio di arte e cultura fuori degli itinerari turistici tradizionali e sconosciuti al grande pubblico, ma non per questo meno importanti.

“La scelta di aprire alla fruizione pubblica dei beni architettonici,  profondamente simbolici per la storia di queste isole – si legge in una nota del circolo Legambiente Egadi -, nasce dall’esigenza di dare al visitatore una visione complessiva dell’intervento di trasformazione, che i Florio fecero negli anni successivi all’acquisto delle Egadi. Il nostro secondo obiettivo, non certo meno importante, è quello di porre l’accento sulla necessità di recupero e valorizzazione dell’intera area.”
I due complessi architettonici, che si affacciano sul Piano della Marina e che costituiscono un sistema architettonico organico e compiuto, vengono restituiti nelle due mattinate del 5 e 6 Ottobre allo sguardo dei viaggiatori e dei residenti dopo anni di chiusura, grazie al lavoro dei volontari di Legambiente Egadi, alla disponibilità dei rispettivi proprietari, Vittorio Parodi e Giampiero De Luca, nonchè al sostegno logistico dell’Amministrazione Comunale di Favignana.
All’interno degli edifici saranno presenti due mostre fotografiche, relative al lavoro in tonnara e alle cave: “Pirrere” di Emiliano Milanesi e “C’era u tempu di tunna e tunnaroti” – realizzata con materiale (foto di Giò Martorana) dell’archivio fotografico del Rais Salvatore Spadaro  a cura di Paolo Balistreri e Manfredi Parasporo. Le mostre prevedono una visita guidata.

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Eva Calvaruso
Eva Calvaruso, classe 1984, vive ad Alcamo, spirito da ventenne e laurea in Economia. Animo hippie e fan sfegatata di Guccini. Curiosità, passione e una continua ricerca della verità l’hanno spinta a diventare una giornalista.