Atto indirizzo Consigliere Santo Sacco sugli uffici giudiziari di Castelvetrano

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TRAPANI – Di seguito è riportato l’atto di indirizzo del Consigliere Provinciale Santo Sacco, in merito alla soppressione degli uffici giudiziari di Castelvetrano.

Dice “no” alla soppressione degli Uffici Giudiziari di Castelvetrano (Giudice di Pace e Sezione staccata del Tribunale), con accorpamento sic et simpliciter a Marsala, voluti dal Governo nazionale con legge delega n. 148/11, l’apposito atto di indirizzo presentato dal Consigliere Provinciale Santo Sacco e indirizzato al Presidente della Repubblica, al Ministro di Grazia e Giustizia, ai Presidenti del Senato e della Camera dei Deputati, ai Presidenti dei Gruppi Parlamentari del PDL, al Presidente della Regione Siciliana nonché ai Presidenti della Provincia e del Consiglio Provinciale di Trapani.
Nel suo lungo e articolato documento, il Consigliere Sacco afferma, fra l’altro, che la soppressione degli Uffici Giudiziari per la città di Castelvetrano e di tutto il territorio belicino rappresenta una grave menomazione non solo dal punto di vista logistico giudiziario ma rappresenta anche lo smantellamento di un importante presidio di legalità nel territorio più a rischio di criminalità mafiosa della Sicilia perché regno del potere mafioso. La succitata legge delega, che doveva basarsi su criteri oggettivi e omogenei, ancora una volta – sottolinea Sacco – ha disatteso tali principi lasciando spazio alle lobbies ed ai poteri occulti di ieri e di oggi, mentre la soppressione degli Uffici Giudiziari di Castelvetrano non produrrà alcun beneficio né alla migliore organizzazione dell’assetto giudiziario né alla organizzazione della gestione della giustizia in Sicilia. Anche da un punto di vista economico non ci sarà alcun beneficio stante che i locali del Tribunale di Castelvetrano sono di proprietà del Comune e stante che il territorio è servito da un carcere mandamentale di nuova costruzione, di una Tenenza della Guardia di Finanza e di un Commissariato di PS con sedi realizzate dal Comune su terreni confiscati alla mafia. Il mantenimento del Tribunale di Castelvetrano – prosegue l’atto di indirizzo – anche come sede staccata di Marsala, avrebbe invece rappresentato un forte segnale di presenza della legalità nel territorio e di lotta alla mafia, baluardo sul quale si è basato anche il provvedimento che ha salvato il Tribunale di Sciacca “… anche e soprattutto perché insiste in contesti territoriali caratterizzati da un’alta densità criminale … ”.
Si è però preferito mantenere il Tribunale di Marsala (conquistato solo per motivi politici in tale città oltre trent’anni or sono a scapito di Castelvetrano, sede naturale per tutto il territorio belicino) non tenendo conto che a soli 30 chilometri insiste il Tribunale di Trapani e senza tener conto che il carico giudiziario del Tribunale di Marsala è per la maggior parte rappresentato da quello di Castelvetrano e Mazara del Vallo.
Per Santo Sacco, inoltre, la legge delega, così come promulgata, ha leso la Costituzione e violato lo Statuto Siciliano che prevedono, per la promulgazione di tali provvedimenti, l’intervento obbligatorio e non facoltativo del Presidente della Regione Siciliana che non è stato minimamente convocato o sentito, mentre a nulla sono valse le blande ed insignificanti lamentele del Sindaco di Castelvetrano che si è limitato a semplici lettere di occasione. Il Consigliere Sacco, pertanto, a tutela del territorio e di tutti i cittadini che rappresenta, avanza vibrata protesta ed investe del grave problema l’intero Consiglio Provinciale perché si faccia interprete – conclude l’atto di indirizzo – delle esigenze tutte del territorio di Castelvetrano che, se lasciato scoperto dal punto di vista giudiziario organizzativo, potrebbe diventare sempre di più terra di conquista per poteri forti e criminalità organizzata.

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