PALERMO – Nel processo dell’ex generale dei Carabinieri, Mario Mori, entra una nuova circostanza aggravante: favoreggiamento aggravato per la trattativa tra mafia e Stato. I pm Antonio Ingroia e Nino Di Matteo hanno indicato come tale aggravante il fatto che nell’accordo tra Cosa Nostra e pezzi delle istituzioni vi rientra anche la mancata cattura del boss Bernardo Provenzano, oggetto iniziale del processo.
Tali affermazioni sono deducibili dai verbali delle dichiarazioni rese a settembre del 2009 e a gennaio del 2010 al pm di Caltanissetta dalla vedova del giudice Paolo Borsellino, Agnese. La moglie del magistrato ucciso nel ’92, prima dell’attentato, ricevette delle confidenze dal marito, che le parlò, tra l’altro, di colloqui in corso tra la mafia e pezzi dello Stato.