Berlusconi sbarca a Lampedusa, compra casa e promette: due tre giorni ed è tutto risolto!

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Dopo settimane di emergenza il Premier, giunto ieri a Lampedusa, si rivolge così agli isolani esasperati: “Il vostro premier ha il vezzo e l’abitudine di risolvere i problemi. Fino a ieri non avevo la soluzione al problema chiara e quindi non mi avevate ancora visto. Poi ho messo a punto un piano, già scattato dalla mezzanotte di ieri. Con Tremonti abbiamo trovato i mezzi per la soluzione del problema. Ed oggi eccomi qui a raccontarvelo”. Già “raccontarvelo”, per una volta il premier sembra aver usato proprio la parola giusta, il “racconto” infatti è ciò che a Berlusconi riesce meglio, gli elementi ci sono tutti, Propp docet: “l’eroe” (la cui identità è chiara a tutti), “l’antagonista” l’invasione dei migranti, “il mezzo magico”, e qui inizia il lungo elenco di soluzioni e provvedimenti che costituiscono il piano a cui il Premier sembra essere improvvisamente giunto. Sei navi – forse sette – che provvederanno allo sfollamento di massa dei migranti nel giro di 48-60 ore, una moratoria fiscale per un anno, servizi tv pro isola su Rai e Mediaset, un casinò, un campo da golf e la candidatura di Lampedusa al premio Nobel per la pace, e a garanzia del mantenimento dei suoi impegni Berlusconi ha comprato una bella villa sulla quale ha dichiarato che i Lampedusani potranno sfogarsi imbrattandola in caso di scontento. Insomma meglio di così…Data comunque la breve scadenza dei provvedimenti non ci vorrà molto a verificarne l’attuazione, intanto però preme ricordare che la situazione dell’immigrazione in italia non è da considerarsi emergenziale (gli immigrati giunti sono in tutto poco più di una decina di migliaia) ma che la situazione è, sì, divenuta emergenziale a Lampedusa perchè è gravata quasi solo ed esclusivamente sull’isola e su altri centri del Sud Italia, e che, se si è promesso che i profughi giugeranno anche al nord, non si è saputo dire però dove (e inoltre si consideri che a Lampedusa non ci sono, se non in una piccola percentuale, profughi, ma semplici migranti tunisini), diciamo allora che nel 150 dell’Unità d’Italia, la nazione è tenuta sotto scacco da una “Lega” che ha impedito una risoluzione tempestiva del problema e il cui pensiero sincero e fuori dall’ipocrisia del Palazzo è ben esemplificato dal suo leader Bossi: “Fora da i ball…Meglio tenerli vicino a casa loro”. Speriamo solo che alla fine del racconto non si debba ancora una volta assistere allo “smascheramento del falso eroe”.
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