In questi giorni cruciali per la vita della nostra città i laici cattolici devono partecipare pienamente e lealmente al dibattito pubblico

Pubblicato: mercoledì, 21 giugno 2017
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Al termine della celebrazione cittadina del Corpus Domini, domenica scorsa il vescovo Pietro Maria Fragnelli si è soffermato in una breve riflessione con i fedeli invitandoli ad alimentare con la preghiera per la nostra città l’impegno di donazione e di condivisione celebrato con la Santa Messa e poi con la processione eucaristica per le strade della città.

“Non è mio compito offrire indicazioni tecniche, politiche o giuridiche ma in questo momento di grande tensione nella vita cittadina è fondamentale che ciascuno di noi s’interroghi con onestà intellettuale e cuore aperto: le radici antiche dei problemi di oggi, comunque le si chiamino, impongono, per il bene della città, che si chiarisca la diagnosi e s’intervenga con profonda e coraggiosa coscienza democratica. La nostra società può rinascere se non mancheranno trasparenza e spirito di servizio in tutti coloro che desiderano occuparsi della cosa pubblica. C’è un motivo di speranza soprattutto se abbiamo il coraggio d’investire molto sulle nuove generazioni desiderose di voltare pagina, nella consapevolezza realistica che non sarà facile mettere in discussione il potere economico, più o meno occulto che condiziona la nostra storia, limitare le mistificazioni alimentate dalle contrapposizioni, arginare tentazioni di indifferenza sociale e politica a cui molti sembrano rassegnarsi. Infine un appello desidero rivolgerlo agli uomini e alle donne del mondo cattolico – ha continuato mons. Fragnelli. In questi giorni da più parti ho avvertito il tentativo di tirare il vescovo e la comunità ecclesiale, come se fosse un blocco monolitico, da una parte o dall'altra. Da parte mia come rappresentante di un’istituzione del territorio è mio dovere manifestare e sostenere la comune fiducia sia nella rappresentanza degli organi di governo sia nella magistratura. Ai fedeli laici ricordo le parole del Concilio Vaticano II sul dovere dei laici di sviluppare perizia e competenza ed esercitare la specifica “autorità” nel campo sociale e politico. “I laici che hanno una formazione cristiana autentica, non dovrebbero aver bisogno del vescovo-pilota, o del monsignore-pilota o di un input clericale per assumersi le proprie responsabilità a tutti i livelli”, ci ha ricordato tempo fa papa Francesco. In questi giorni cruciali per la vita della nostra città mi auguro che dalle donne e dagli uomini del mondo cattolico sorga ancora più ardente la passione per partecipare pienamente e lealmente al dibattito pubblico offrendo contributi e proposte non solo emotive ma serie, che sostengano la ricerca del bene comune, aiutino a ridurre le distanze e ad alimentare la fiducia, a superare sterili contrapposizioni e arroganti posizioni predefinite. Con tutti coloro che desiderano il bene della nostra città domandiamoci come possiamo servire l’umanità e scegliamo responsabilmente e con coscienza.

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