Un professionista del peculato

Pubblicato: venerdì, 30 settembre 2016
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Sotto inchiesta funzionario Inail, creava falsi incidenti sul lavoro e intascava gli indennizzi, spariti 200 mila euro

Tribunale TrapaniLe indagini della sezione di pg della Guardia di Finanza lo hanno incastrato. C’era stata una denuncia della direzione Inail e i finanzieri coordinati dal pm della Procura di Trapani, Franco Belvisi, sono riusciti a risalire al sistema con il quale Nicola Serra , 47 anni, originario di Mazara ma residente a Valderice, ha fatto sparire oltre 200 mila euro dalle casse del proprio ufficio, l’istituto che si occupa di infortuni sul lavoro. E’ indagato di peculato. Si occupava delle pratiche risarcitorie per i lavoratori coinvolti in incidenti sul lavoro e sfruttando le procedure burocratiche interamente informatiche ha messo in atto la propria azione criminosa. Nei suoi confronti il gip del Tribunale di Trapani, Caterina Brignone ha emesso una misura cautelare di sospensione dal servizio, l’Inail ha avviato le procedure per il licenziamento. La Procura si appresta a chiedere il processo. Serra ha agito su due diversi livelli. O inventava del tutto i casi per ottenere i risarcimenti, o sfruttava casi veri, aumentando però le percentuali di invalidità. Si era anche munito di un ricettario, sottratto al proprio medico di fiducia. Nove in tutto i casi individuati dai finanzieri della sezione di polizia giudiziaria, tutti commessi tra il febbraio 2015 e il febbraio 2016. Serra sarebbe riuscito a creare una serie di falsi infortuni, inventando di sana pianta le relative “vittime”, o anche avendo tra le mani gli incartamenti di veri incidenti, inseriva le certificazioni mediche ad hoc compilate per attestare percentuali di invalidità meritevoli di risarcimento. Le procedure infatti prevedono che le procedure amministrative, dall’inizio alla fine, cioè sino alla liquidazione, almeno per gli incidenti sul lavoro che non avvengono in mare, vengono condotte attraverso il solo sistema informatico, gli incartamenti cartacei restano invece negli archivi dell’ufficio, al momento della liquidazione la direzione chiede al funzionario che ha trattato la pratica se tutto è in regola e ovviamente la risposta di Serra era sempre positiva. Serra aveva poi a disposizione una serie di carte Postpay, e ovviamente indicava le relative coordinate per l’accredito delle somme determinate per indennizzare gli infortuni. La carte di Postpay sono state individuate dai finanzieri, sono risultate intestate a Serra ma anche ad altri soggetti le cui posizioni sono al vaglio della magistratura. In totale su questi conti sono transitati circa 200 mila euro, soldi intascati da Serra e totalmente spesi. Si preoccupava poi di inventare indirizzi, così che , sopratutto nel caso delle vere vittime, le certificazioni (i Cud) finivano con il non essere recapitati, e il tutto finiva nel dimenticatoioTutto per Serra è filato liscio però fino a quando non ha fatto un errore, ossia l’erronea trascrizione di un codice fiscale relativo ad una delle vittime inesistenti, un errore di digitazione. Una segnalazione di errore data dallo stesso sistema informatico che però non è sfuggita alla direzione, che quando ha chiesto spiegazioni al Serra, per accertare i dati sul cartaceo, si è sentita rispondere che il fascicolo non si trovava più e che era sparito, forse rubato, insieme ad altri fascicoli. E così dalla denuncia per furto di documenti, i finanzieri sono risaliti alla vera attività di Serra.

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