“Trapani dove regnano mafia e massoneria”

Pubblicato: mercoledì, 20 luglio 2016
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IMG_3693Seconda giornata di audizioni in prefettura a Trapani della commissione parlamentare antimafia, la presidente Bindi parecchio interessata alle faccende trapanesi

“Trapani conta molto nella organizzazione di Cosa nostra, qui resiste un forte sistema di potere”. Il presidente della commissione parlamentare antimafia on. Rosy Bindi con questa ferma e determinata convinzione ha cominciato stamane in prefettura a Trapani l’audizione dei magistrati e dei giudici delle Procure e dei Tribunali di Trapani e Marsala. “C’è qui una mafia che cerca una sorta di normalizzazione, mafia e massoneria sono spesso un tutt’uno per come emerge dalle indagini – aveva già detto ieri a Segesta la presidente Bindi prima della messa in scena della piéce teatrale “Giovanni e Paolo” – credo che oggi la società civile abbia un compito preciso quello di esprimere quando è necessario la giusta indignazione”. “Il pericolo – ha proseguito l’on. Bindi – è quello che la mafia possa oggi trovare utile complicità nella indifferenza della gente, oggi – ha concluso – bisogna prendere atto che c’è chi per proprio tornaconto cerca la mafia”. La prima mattinata in prefettura a Trapani è trascorsa con l’audizione del procuratore della Repubblica di Trapani, Marcello Viola, e dei sostituti procuratori Marco Verzera e Andrea Tarondo. La loro audizione è proseguita per circa tre ore, buona parte è stata sottoposta a decretazione. All’uscita fermato dai giornalisti il procuratore Viola ha generalmente fatto riferimento all’interesse della commissione parlamentare su alcuni temi, intanto quelli giudiziariamente definiti riguardanti i fatti storici della mafia trapanese come emergono da sentenze passate in giudicato. Le domande della commissione sono state anche riferite al processo per il delitto di Mauro Rostagno e quello sulla loggia massonica coperta Iside 2. I magistrati sentiti hanno anche fatto riferimento al processo nel quale è imputato il senatore trapanese Antonio D’Alì. Sebbene il primo grado si è concluso con una sentenza di prescrizione e assoluzione, ed è ora in corso il processo di appello fermo alla requisitoria del PG Gozzo che ha chiesto la condanna del parlamentare per concorso esterno in associazione mafiosa, nei faldoni processuali, hanno precisato i magistrati, si possono cogliere elementi anche a proposito di interferenze esercitate dalla massoneria nei confronti di pubblici funzionari e le pressioni che sarebbero state esercitate per trasferire funzionari di polizia. Adesso l’audizione sta proseguendo con il presidente della Corte di Assise di Trapani Angelo Pellino, il giudice, presidente della sottosezione dell’Anm di Trapani, Samuele Corso, successivamente verranno sentiti il procuratore di Marsala Vincenzo Pantaleo e il pm Anna Maria Sessa.

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