Giornalisti, il sindacato siciliano: a fianco dei colleghi Martorana, Trovato e Bova per la libertà d’informazione

Pubblicato: giovedì, 16 giugno 2016
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informazioneGiulietti, Fnsi: intoccabile il diritto a tutelare la fonte. Oggi processo a Giacalone per pubblicazione di intercettazioni

Il Consiglio regionale dell’Associazione siciliana della Stampa, riunitosi a Palermo il 15 giugno 2016, esprime preoccupazione per la decisione della Procura generale di Caltanissetta, che ha impugnato in appello le assoluzioni dei colleghi Giulia Martorana e Josè Trovato, emesse dal Tribunale di Enna il 24 marzo 2015, e per il recente rinvio a giudizio del collega di Trapani Marco Bova. I colleghi ennesi erano imputati per pubblicazione di atto coperto dal segreto istruttorio e favoreggiamento personale nei confronti di ignoti, per essersi rifiutati, in virtù del segreto professionale, di declinare le generalità della fonte confidenziale che aveva fornito loro una notizia. La Procura, in virtù di un articolo del codice di procedura penale, non aveva riconosciuto il loro diritto a mantenere riservata la propria fonte confidenziale, perché giornalisti pubblicisti e non professionisti. Adesso, a seguito del ricorso della Procura generale, è stata fissata un’udienza, dinanzi alla prima sezione penale della Corte d’appello di Caltanissetta, per il prossimo 19 luglio. E in quella data, il segretario regionale dell’Assostampa Alberto Cicero ha già annunciato una giunta straordinaria del sindacato, che si svolgerà a Caltanissetta, al fine di ribadire, pure in quella sede, sostegno ai colleghi, come già avvenuto il 15 marzo 2010, in occasione dell’apertura del processo di primo grado, al Tribunale di Enna. Il collega Bova sarà sotto processo a partire dal prossimo 15 dicembre, dinanzi al Tribunale di Trapani, per false dichiarazioni a pubblico ministero, con la stessa motivazione: essersi rifiutato, in virtù del segreto professionale, di rivelare la fonte di una notizia confidenziale. “Siamo preoccupati per l’orientamento della magistratura nei confronti della stampa e della libertà d’informazione – afferma il segretario Cicero – ma al tempo stesso abbiamo fiducia nei confronti della Corte d’appello che dovrà decidere sul ricorso della Procura generale. La preoccupazione, inoltre, riguarda la vicenda del collega di Trapani Marco Bova, a cui va la nostra solidarietà e pieno e convinto sostegno”. Sugli stessi episodi si sono pronunciati anche il segretario generale e il presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti. «La Federazione nazionale della stampa italiana – scrivono in una nota – condivide le preoccupazioni espresse dal consiglio regionale dell’Assostampa siciliana in relazione alle vicende che hanno coinvolto i colleghi Giulia Martorana, Josè Trovato e Marco Bova. In particolare non è accettabile il rinvio a giudizio di Marco Bova, collega pubblicista accusato di non aver voluto rivelare le sue fonti». Per i vertici della Fnsi, infatti, «la tutela delle fonti è un presupposto necessario per garantire non solo la libertà del cronista, ma anche il diritto del cittadino ad essere informato. La Fnsi, d’intesa con l’Associazione Siciliana della Stampa, si metterà a disposizione di Marco Bova e a tutela di un principio, quello della tutela delle fonti, “non negoziabile”», concludono Lorusso e Giulietti. Stamane intanto a Trapani nuovo processo nei confronti del giornalista Rino Giacalone, direttore della nostra testata. E’ imputato di pubblicazione di atti coperti da segreto. Si tratta delle intercettazioni dell’indagine nei confronti dei presunti autori di intimidazioni ai danni dell’ex senatore del Pd Nino Papania. Alqamah pubblico in diverse puntate il contenuto delle intercettazioni successivamente alla chiusura dell’indagine e all’avvio dell’udienza preliminare. Per la Procura di Trapani , pm Penna, Giacalone avrebbe commesso reato /684 codice penale). Nella fase istruttoria Rino Giacalone ha rivendicato il corretto esercizio del diritto di cronaca peraltro esercitato quando tutte le parti erano a conoscenza degli atti e, dinanzi all’eclatanza del fatto, si è rispettato il diritto-dovere di informare.

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