Porto di Castellammare, riapprovato il contratto per il secondo stralcio. Il Sindaco: “Una buona notizia”

Pubblicato: martedì, 3 maggio 2016
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porto2CASTELLAMMARE DEL GOLFO. È stato riapprovato il contratto d’appalto per il secondo stralcio di completamento dei lavori al porto di Castellammare. I lavori, finanziati con circa quindici milioni di euro, saranno effettuati dall’associazione temporanea d’imprese Sics.

La Sics nei mesi scorsi aveva complicato il quadro, già abbastanza ingarbugliato, a causa di un indagine che in provincia di Messina ha coinvolto alcuni imprenditori siciliani e tra questi anche l’ex titolare della Sics.  Ma i lavori del porto di Castellammare sono totalmente estranei a questa vicenda. Oggi infatti la Sics è un impresa rinnovata e proprio nei giorni scorsi è stato riapprovato il contratto firmato l’anno scorso per i lavori del secondo lotto, finanziati con circa 15 milioni di euro.

Oggi finalmente la Regione ha riapprovato il contratto d’appalto: “Per i lavori di questo secondo lotto dovremmo essere in fase di partenza – afferma il sindaco Nicolò Coppola -. Il dirigente dell’assessorato regionale delle Infrastrutture, l’architetto Carmen Lo Cascio, ha comunicato a me ed al RUP, l’architetto Gaspare Motisi dell’ufficio del genio Civile di Trapani, e alle ditte che avvieranno i lavori, l’associazione temporanea Sics, che la Regione ha provveduto a riapprovare il contratto d’appalto dei lavori di completamento del porto. Il precedente decreto del 30 giugno 2015, ha fatto presente il funzionario regionale, era stato gravato da un rilievo della Corte dei Conti. Adesso il contratto d’appalto, in data 29 aprile 2016, è stato riapprovato e sarà registrato alla Corte dei Conti, che nello scorso anno aveva chiesto integrazioni. Si tratta di una buona notizia: ci rassicura sull’avvio di questo secondo stralcio di lavori. Per quanto riguarda invece la messa in sicurezza e la ripresa dei lavori del primo lotto -prosegue il sindaco Nicolò Coppola- si continua a lavorare nel tentativo di trovare una soluzione con l’impresa per cercare di salvaguardare quanto già realizzato. Come ho già fatto presente, se non si troverà una soluzione probabilmente si dovrà procedere con un nuovo appalto.  Speriamo che si pervenga ad una soluzione condivisa nell’interesse della città che ha già subito troppi danni per questa vicenda. Ricordo anche che -conclude il sindaco – ci siamo costituiti parte civile nel procedimento penale che riguarda 4 persone indagate per i lavori al porto perché la vicenda ha creato un danno economico e di immagine ingentissimo: il cantiere è fermo da anni con danni ai lavori realizzati e serie difficoltà per la ripresa”.porto castellammare

Il primo stralcio di lavori che riguarda la messa in sicurezza del porto è stato  finanziato per un importo di oltre 24 milioni di euro. Nel 2010 i lavori sono stati fermati per il sequestro del cantiere per l’ipotesi di reato di utilizzo di cemento impoverito. Nel 2013 la Procura della Repubblica ha disposto il dissequestro e la restituzione delle aree, ma i lavori non sono mai ripresi. Oggi il Sindaco Coppola, sentito da Alqamah.it, ci spiega che per il primo lotto ci sono ancora piccole complicazioni ma che per fine anno si dovrebbe sbloccare anche questo fronte.

Nei mesi scorsi intanto i pubblici ministeri della Procura di Trapani Anna Trinchillo e Andrea Tarondo hanno chiesto il rinvio a giudizio per i 4 indagati con l’accusa di “frode nelle pubbliche forniture”. Si tratta di Mario Giardina, direttore del cantiere del porto, Leonardo Tallo, direttore dei lavori nominato dall’assessorato regionale ai lavori Pubblici, Rosario Agnello, legale rappresentante della società consortile “Nettuno” (della quale faceva parte anche la coop Cea) e Domenico Parisi, rappresentante dell’associazione temporanea d’imprese composta dalle imprese Coveco (Consorzio Veneto Cooperativo, coinvolto anche nello scandalo MOSE di Venezia), Comesi e Cogem.

Tanti gli interessi della mafia locale nel cantiere del porto emerse durante le indagini. Interessi da parte di alcuni mafiosi palermitani come i Lo Piccolo, dell’imprenditore valdericino Tommaso Coppola e dell’imprenditore Vito Tarantolo, a cui sono stati confiscati beni immobili, conti correnti, società che operavano nel campo dell’edilizia, tra queste la “Cogeta srl” di Trapani che si era aggiudicata l’appalto per il rifacimento del porto di Castellammare del Golfo.

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