“L’uomo nero” riflessione sulla mentalità mafiosa

Pubblicato: sabato, 16 aprile 2016
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SILVIA GIUFFRE' -  L'UOMO NEROAndrà in scena domenica 17 aprile alle ore 17.30 al Teatro Selinus di Castelvetrano, per la stagione 2015/2016, “L’uomo nero”, creazione e coreografia di Silvia Giuffrè, con Roberto Galbo, la stessa Silvia Giuffrè e Arabella Scalisi. Le musiche sono a firma di Gabriele Giambertone e Giuseppe Rizzo, la scenografia e disegno luci di Alessandro Montemaggiore; produzione Compagnia Omonia di Trapani.

“L’uomo nero”, spettacolo composito tra danza teatro e musica, prende vita da un’ampia riflessione sul retaggio della mentalità mafiosa come subcultura dei siciliani e racconta un punto di vista sul conseguente stato di “silenzio emotivo”. La convivenza con la mafia è un atteggiamento mentale, un’abitudine di secoli intessuta all’interno di una rete invisibile.

La cronaca racconta in merito di fatti e avvenimenti che attanagliano il nostro quotidiano di un “nero inchiostro” che invade i nostri spazi fisici e mentali. La libertà sembra venire a mancare. “L’uomo nero” è la creatura cattiva, misteriosa e oscura, che tutti i bambini hanno nel loro immaginario. La figura che opprime, incute timore, rapisce i sogni, che qui simboleggia non solamente l’uomo di mafia ma anche l’alone di mafiosità che incombe nel quotidiano della vita degli adulti, in modo costante e latente.

La scena si apre con una ninna nanna; la figura persuasiva e seducente di un uomo nero sembra capace di un disegno malvagio: l’insidia indossa volti diversi. Una donna non distingue il sogno dalla realtà e vive un’intima sensazione d’instabilità; un’improvvisa consapevolezza interrompe i suoi “sonni tranquilli”, che oscillano tra rassegnazione e ribellione contro il “pactum sceleris”.

Info e prenotazioni al numero 360549523

La Compagnia Omonia – Contemporary Arts nasce nel 2009 da un’idea di Silvia Giuffrè, danzatrice-performer e coreografa che, trasferitasi a Palermo, crea e sviluppa un progetto di interazione, contaminazione e sperimentazione tra le discipline performative, insieme ad Alessandro Montemaggiore, scenografo ed artista visivo, e Giuseppe Rizzo, musicista e compositore elettroacustico. Il gruppo lavora con l’intento e la necessità artistica di ricerca, produzione, promozione e divulgazione dell’arte contemporanea, ponendo la danza come disciplina di partenza. Il lavoro di ricerca coreografica ed espressiva, infatti, s’intreccia e si completa con gli altri linguaggi, i quali si influenzano tra loro, si ispirano a vicenda e si reinventano ristrutturandosi di volta in volta dal punto di vista dell’approccio metodologico e compositivo, maturando così un linguaggio specifico che fa della connessione tra le arti il centro e il punto di forza di ogni creazione.

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