Cambiamenti bacchetta Coppola sul depuratore

Pubblicato: venerdì, 24 aprile 2015
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CambiamentiCASTELLAMMARE DEL GOLFO. Una disamina degli ultimi avvenimenti riportati dal movimento Cambiamenti smentirebbero le parole di Coppola circa il depuratore. Il sindaco viene smentito da due lettere ufficiale del Dicam dell’Università di Palermo e dall’ingegnere Galbo.

Era il maggio 2013 quando la giunta presieduta da Bresciani incaricava il settore Servizi Pubblici per mandare subito in gara l’opera. A luglio, poco dopo l’elezione di Coppola si svolse la riunione alla presenza di: il RUP ing. Simone Cusumano e il consulente a supporto del RUP Ing. Simone Vuturo; il Prof. Gaspare Viviani, l’Ing. Michele Torregrossa e il Prof. Nicola Nocilla del DICAM; l’Ing. Damiano Galbo, progettista che ha redatto il progetto preliminare; il neo Sindaco Coppola Nicolò. Tale riunione servià perchè si affermasse la necessità di alcune modifiche al progetto originario. Nuovi incarichi, nuove consulenze e un progetto nuovo viene redatto.
A febbraio 2015 il Consiglio Comunale approva (Cambiamenti e l’opposizione si schierano contro) una delibera di presa d’atto delle esigenze di cambiamento del progetto.

“Che da tale confronto tecnico, su proposta del RUP, all’unanimità (-FALSO- aggiunge Cambiamenti) è stato ritenuto opportuno apportare alcune modifiche all’originario progetto preliminare […]”- questo uno stralcio del verbale di quella seduta.

Il 27 marzo e il 7 aprile scorsi vengono inviate due lettere alle cariche interessate proprio dai tecnici che hanno presieduto la riunione, queste lettere smentiscono quanto affermato dal verbale della riunione del 2013 piuttosto dichiarano:  “[…] né in quell’occasione né in altre è stato formulato dagli scriventi (Ing. Torregrossa, Ing. Nocilla, Ing. Viviani, Prof. F. Di Quarto) […]”. L’ing. Galbo nella sua missiva, oltre a dichiarare di non aver approvato le proposte lì formulate, addirittura afferma che “in quella sede si sono espresse le perplessità tecniche ed amministrative legate alla modifica sostanziale del progetto preliminare da ubicarsi in caverna […]”.

Da tali dati Cambiamenti puntualizza che è semplice evincere che: “il progettista del progetto preliminare del depuratore IN CAVERNA aveva diverse perplessità circa le proposte di modifica tecniche e amministrative avanzate dal RUP e non ha dato parere favorevole; i tecnici del DICAM non hanno espresso alcun parere sulle proposte di modifica avanzate dal RUP, di fatto non approvando tali proposte; il Sindaco Coppola era presente e al corrente del cambiamento di rotta imposto all’iter progettuale e amministrativo del depuratore; il Sindaco Coppola ha avallato e difeso strenuamente in Consiglio Comunale e pubblicamente una decisione scellerata, non condivisa dagli esperti incaricati dal Comune e che ha allungato pericolosamente i tempi delle procedure; a causa di tali allungamenti dei tempi, il Comune di Castellammare del Golfo corre il gravissimo e concreto rischio di non riuscire ad avere il creditore certo entro la data perentoria del 31.12.2015, che avrebbe come conseguenza la perdita dell’intero finanziamento”.

Una perdita tutt’altro che secondaria e che andrebbe attribuita al Sindaco e al rappresentate legale del Comune secondo Cambiamenti: “Nondimeno, le responsabilità vanno di pari passo attribuite anche alla maggioranza consiliare che sostiene l’amministrazione Coppola, che, in quanto organo di controllo dell’attività amministrativa, ha ciecamente e distrattamente avallato la scelta discutibile di cui sopra attraverso l’approvazione di una delibera sostanzialmente inutile. Ci aspettiamo sicuramente un tentativo maldestro – già tentato in verità – di scaricare tutte le responsabilità sui funzionari comunali e sui consulenti, ma ricordiamoci sempre che il Sindaco e il Consiglio Comunale sono responsabili, per i rispettivi ruoli, di tutto ciò che accade all’interno degli uffici comunali, anche quando questi ultimi agiscono senza dare adeguate comunicazioni. È dovere del Sindaco e della Giunta sovrintendere ed indirizzare l’attività burocratica e amministrativa degli uffici comunali, secondo il principio del buon padre di famiglia”.

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