Martinico presenta “il buono, il brutto e il figlio del cattivo” nella sua Castellammare

Pubblicato: sabato, 17 maggio 2014
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nelson-martinico-il-buono-il-brutto-il-figlio-del-cattivo-0.png CASTELLAMMARE DEL GOLFO. Questo pomeriggio alle 17:30 sarà presentato al castello arabo-normanno il libro di Nelson Martinico, al secolo Giuseppe Elio Ligotti, autore che da anni vive a Roma ma che vanta origini castellammaresi. Un libro già abbondantemente recensito da Repubblica, Corriere della Sera e tanti altri. Alle 17:30 a presentarlo vi sarà Enzo di Pasquale in una manifestazione patrocinata dal Comune di Castellammare. Un libro che ha riscosso un buon successo al punto da vedere nella storia già una buona sceneggiatura per un film di Tarantino.

"Una leggenda del cinema. Ora avete fra le mani un romanzo che narra le vicende dei tre memorabili personaggi di Leone, vent’anni dopo. Il primo dei tre, Tuco, il Brutto, sta per uscire dalla prigione dove ha saputo che il Biondo, cioè il Buono, ha assunto un nuovo nome e fatto fortuna come impresario circense e autore di romanzetti western: è lui che ha dato a Buffalo Bill i soldi per mettere su il Wild West Show e creato il suo mito. Ma quando Tuco esce di galera, lo aspetta il figlio di Sentenza (il Cattivo). È un tipo pieno di vanità, di fisime religiose: vuole ritrovare la tomba del padre (in cui Tuco, prima di essere arrestato, ha nascosto la sua metà del tesoro) e sfidare il Biondo per dimostrare di essere il pistolero più veloce del West. Ma il Biondo al circo di Buffalo Bill non c’è più. Tra viaggi, sparatorie, morti redivivi e una sarabanda di scene divertenti e ironiche, questo libro ci restituisce tutta l’atmosfera polverosa del West, la sua musica e i personaggi che la animarono, maschere della memoria che non smettono di raccontare la storia di chi li ha amati… Sfide e duelli che ci hanno fatto sognare e riflettere sul tempo che passa inesorabile e sulla nostalgia di un’epoca eroica segnata dalla violenza ma anche dall’elogio dell’amicizia e dello spirito di avventura. Un tributo a quel cinema, all’effervescenza picaresca di Tuco, al gusto beffardo e tagliente della battuta del Biondo, ma anche alla letteratura che ebbe per padre Mark Twain. Un omaggio al grande Sergio Leone a 25 anni dalla sua scomparsa”.

   “Nelson Martinico (nom de plume), siciliano, vive tra Roma e il trapanese. Dopo una folgorante quanto effimera carriera da giovane promessa del pallone – interrotta a un passo dal professionismo in seguito a uno sfortunato incidente – ha fatto di tutto: barman, primattore in circoli universitari, stuntman in una dozzina di spaghetti-western del periodo declinante. Infine ha insegnato latino e greco. Ha scritto per anni soltanto versi; ha nel cassetto diversi canti in terza rima dantesca. Conduce laboratori itineranti di tecnica della poesia nei mercati rionali”.

 (Fonte: Ufficio stampa Bompiani)    
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