Arrestati tre prestanomi a Partinico e Borgetto. Gestivano l’Euro Calcestruzzi per conto della Mafia

Pubblicato: lunedì, 28 aprile 2014
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Arresti Partinico - Giaimo Scrozzo - ValenzaPARTINICO. Si trattava di un vero e proprio punto di riferimento per le Province di Trapani e Palermo nel settore della produzione di Calcetruzzi. L' “Euro Calcestruzzi” era però completamente nelle mani della Mafia. Un' operazione importante quella dei Carabinieri di Partinico che hanno arrestato Benedetto Valenza, Filippo Scrozzo e Giuseppe Giaimo per concorso nella fittizia intestazione di beni. Un intervento forte contro la criminalità organizzata che scaturisce dalle operazioni  “Benny” e “Benny 2” condotta dai Carabinieri di Partinico e Monreale, conclusesi nell’anno 2009 e 2012 con l’arresto di diversi imprenditori, operanti nel settore della produzione e trasporto di calcestruzzo, prestanomi di  Benedetto Valenza, imprenditore di Borgetto nel settore della produzione e fornitura di calcestruzzo, figlio di Salvatore e nipote di Erasmo, esponenti di vertice della famiglia mafiosa di Borgetto nonché vittime di lupara bianca, nel 1983, poiché uomini d’onore legati al gruppo di Gaetano Badalamenti. A Valenza erano già stato confiscato, infatti, l'impero industriale nel 2001 perchè considerato, negli anni '90, come punto di riferimento nella produzione di calcestruzzi delle famiglie mafiose dei Vitale e dei Brusca. L'uomo era stato favorito all'interno del libero mercato, raggiungendo una posizione di monopolio grazie alla protezione di Cosa Nostra.

Nel 2012, poi, durante l'operazione "Benny 3", i Carabinieri avevano notato un ritorno di Valenza nella gestione di questo genere di attività. L'impianto, allora appena nato, l' “Euro Calcestruzzi di Scrozzo Filippo & C. snc” si occupava proprio di mantenere questa gestione attraverso Filippo Scrozzo, ex-dipendente della ditta di calcestruzzo “Camilli Flora”, eeuro calcestruzzi formalemente intestatario dell'impresa. Insieme a Scrozzo, socio amministratore titolare del 50,50 % delle quote societarie, anche Giuseppe Giaimo si occupava del restante 49,50 % delle quote. Ad avvalorare l'ipotesi di una falsa intestazione di beni hanno concorso diversi sospetti riguardanti la nascita di questo nuovo impianto proprio in un’area dove in passato operava un altro impianto di calcestruzzo denominato “Calcestruzzi s.p.a.”, la presenza tra i soci della ditta “Euro Calcestruzzi snc” di Scrozzo, ex-dipendente di Valenza e l’incasso da parte di Scrozzo di crediti vantati dalla società “Camilli Flora”, sebbene la citata ditta si trovasse sotto amministrazione giudiziaria ed l'uomo non avesse alcun titolo giuridico a farlo. Le intercettazioni hanno inoltre fatto emergere  l'indiscusso ruolo di gestione di Valenza, presso l’impianto di Borgetto, presente per discutere con i fittizi titolari, Scrozzo e Giaimo, concernenti fatture e pagamenti ricevuti in assegni da clienti per la fornitura del calcestruzzo.Era lui l'unico referente per i pagamenti e la contestazione dei prezzi e qualsiasi controversia con i clienti era risolta da lui e solo da lui.

Ufficialmente Valenza non avrebbe avuto nessun titolo nella gestione dell'impianto: risultava, infatti, assunto come geometra dalla ditta Cucinella di Partinico impegnata nella commercializzazione di ferro, la cui produzione è sempre abbinata, nella realizzazione di opere edili, a quella del calcestruzzo. Con tale stratagemma, adottato per eludere le tecniche investigative delle forze dell'Ordine, l’indagato, non solo si adoperava nella commercializzazione del ferro, rispettando così il “contratto di lavoro”, ma talvolta si occupava per alcuni clienti del pacchetto completo, fornitura sia di ferro che di calcestruzzo. Era un tipo che la sapeva lunga e agiva anche con intimazioni attraverso le parole dei suoi collaboratori. Infine, gli accordi e le offerte vantaggiose venivano chiuse dallo stesso Valenza.

       
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