Fazio sulle responsabilità di Damiano sulla TARES

Pubblicato: domenica, 15 dicembre 2013
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TRAPANI. L'ex sindaco di Trapani, Girolamo Fazio, accusa il suo successore Vito Damiano. Stavolta la questione si sposta sulla vicenda TARES.

"Il Sindaco, Vito Damiano - si legge in una nota stampa del parlamentare - è arrivato dove nessun altro è riuscito. Quanto accaduto oggi all'inaugurazione del nuovo mercato ittico, l'aperta protesta nei suoi confronti, è il segno che il limite è stato raggiunto. Damiano ha portato il paziente popolo trapanese alla contestazione aperta, alla sollevazione contro una imposizione di tributi aumentati ogni oltre ragionevole limite. La vicenda della TARES è emblematica del modo di amministrare di questo sindaco, incapace di ascoltare il Consiglio Comunale, la sua stessa maggioranza che ha indotto a votare un atto blindato, ma soprattutto incapace di ascoltare la città, di avvertirne gli umori e l'intimo sentire. Come ha già dimostrato in occasione della imposizione della ZTL, non si può amministrare senza avere questa sensibilità, senza una minima capacità di interlocuzione, con la freddezza dei ragionieri, mistificando perfino sui conti. Damiano continua a ripetere come un disco rotto che la colpa è degli altri: della precedente amministrazione che gli avrebbe lasciato buchi di bilancio. Una bugia che mi vedrà costretto, se continua a ripeterla, alla tutela presso ogni sede e a denunciarlo per diffamazione. In questa delirante e puerile menzogna spalleggiato da una maggioranza imbelle e incapace di assumersi una pur minima responsabilità. Consiglieri che hanno votato la delibera della TARES e che, di fronte alle legittime proteste dei trapanesi, trova funzionale sposare la tesi di comodo di un capro espiatorio e, quindi, tutti a nascondersi dietro l'ombra della precedente amministrazione".

Fazio sfida Damiano chiedendo di essere giudicato dai cittadini: "se, come sempre sostiene Damiano "è colpa di Fazio", che si faccia da parte, si dimetta e lasci che mi sottoponga al giudizio dei trapanesi. Saranno loro a dire di chi è la colpa; loro a giudicare il mio operato di sindaco. Favoleggiano, Damiano e la sua maggioranza, di conti in rosso del comune di Trapani negando la realtà dei fatti. I conti consuntivi dei bilanci da me presentati sono sempre stati chiusi con avanzi di amministrazione. Lo sforamento del patto di stabilità, è stato responsabilmente operato dalla mia amministrazione per realizzare una serie di infrastrutture e per pagare le imprese che hanno operato per il Comune, consentendo loro di affrontare una crescente crisi economica; una decisione che ha generato una sanzione che però è stata dichiarata illegittima dalla corte costituzionale e che quindi non ha prodotto conseguenze sui bilanci del Comune. L'aumento della TARES nella misura che i trapanesi possono apprezzare dagli avvisi che stanno ricevendo in questi giorni, contrariamente a quanto Damiano ed i suoi consiglieri asseriscono, non era indispensabile e, soprattutto, non è indipendente da una piena volontà della amministrazione che egli presiede e che i consiglieri improvvidamente sostengono. Avrebbe potuto, l'amministrazione Damiano, come altri Comuni hanno scelto di fare, mantenere la Tarsu, contenere l'aumento entro limiti ragionevoli. Come io stesso avevo suggerito, durante una delle prime sedute del Consiglio comunale sulla possibile introduzione della Tares, appellandomi al buon senso e sottolineando come le già stremate tasche dei trapanesi non avrebbero potuto reggere oltre modo le conseguenze di una diffusa crisi economica". L'affondo più duro arriva nella conclusione della nota stampa: "Non convince la giustificazione dell'aumento legato al 100% della copertura del costo del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani; non convince la contrazione dei trasferimenti di Stato e Regione; non convince il suo continuo addossare ad altri responsabilità che sono proprie e che vanno ricercate in una superficiale predisposizione dei suoi bilanci. A fronte di minori trasferimenti del 2011, del 2012, del 2013 Damiano avrebbe dovuto compensare riducendo la spese invece di andare a ricercare nell'aumento dei tributi, nelle tasche dei trapanesi, il pareggio di bilancio. I cittadini trapanesi sono stanchi di essere spremuti come limoni e, soprattutto, sono stanchi di non essere tenuti in nessun conto dall'algida indifferenza di chi li dovrebbe rappresentare, Damiano, e dall'insipienza di chi dovrebbe tutelare i loro interessi, una maggioranza appiattita e colpevole tanto quanto il sindaco che sostiene. Damiano è indegno della fiducia che i trapanesi hanno riposto in lui, ed ha tradito il patto di lealtà che ogni sindaco dovrebbe rispettare con i suoi cittadini".

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