Direttivo del Pd di Alcamo e rischio fuoriuscite

Pubblicato: giovedì, 25 luglio 2013
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ALCAMO. Si è tenuto l'altro ieri il direttivo del PD di Alcamo ad altissima partecipazione, convocato dal segretario cittadino Vincenzo Cusumano, per discutere dei recenti avvenimenti all'interno del PD e di quelli che hanno interessato l'amministrazione Bonventre.

In merito all'inchiesta sul presunto voto di scambio e le intercettazioni che vedono coinvolto l'ex-Senatore del PD, Nino Papania, il direttivo esprime chiaramente la sua posizione: "Sulla questione morale non accettiamo di essere secondi a nessuno, e per questo esprimiamo sostegno e gratitudine alla Magistratura e gli organi inquirenti, per lo sforzo con cui si impegna nella ricerca della verità, in un clima di forte tensione mediatica. Siamo fiduciosi che gli Organi giudiziari possano serenamente arrivare alle loro conclusioni. Per quanto ci riguarda e sono sicuro per tutti noi il voto di scambio ci fa schifo ed è lontano anni luci dal nostro modo di essere".

Il direttivo del PD ha anche chiesto di incontrare il Sindaco, per dei chiarimenti, sulle motivazioni politiche che lo hanno portato alla scelta dei nuovi Assessori e di iniziare un lavoro per il rilancio di un progetto politico per il prossimo futuro, indicandone le priorità, al fine di preparare un documento programmatico per la Città.

"Siamo rimasti con un solo assessore del PD - si legge nella nota - l’altro assessore si ricondurrebbe alla lista Insieme per Alcamo. A nostro parere la scelta opportuna era quella del cambio del solo “assessore tecnico” quello dell’urbanistica, in quanto sollecitato dalle aziende dai cittadini per l’increscioso scontro tra i settori tecnici dello stesso comune e dalle lobby dei tecnici che orbitano in questo settore".

"Più volte è stata rappresentata al sindaco la necessità di mettere mano al settore urbanistico e pertanto possiamo condividere la scelta del tecnico di fiducia, in uno dei settori più delicati e pertanto condividiamo la scelta di dare nuovo impulso all’urbanistica, soprattutto in questo particolare momento di crisi dell’edilizia e degli altri settori produttivi. Questo aspetto comunque non può colmare la mancanza di riunioni di maggioranza e non semplici o fugaci e incontri individuali, nei quali per quanto ci riguarda abbiamo suggerito di spostare l’intera sostituzione della compagine politica in Giunta, in un secondo momento".

Il direttivo del PD chiede un cambio di passo del proprio partito e dell'azione politica da intraprendere.

"In questo momento - concludono - diventa prioritario rilanciare il progetto politico, chiarire l’appartenenza di ogni singola forza politica che compone il consiglio e la Giunta e soprattutto dettare l’agenda politica".

Un piccolo tentativo, quello del Segretario Vincenzo Cusumano e del direttivo cittadino, che prova a riavvicinare dirigenti, eletti, amministratori e simpatizzanti alla casa dei democratici e fare chiarezza sulla democrazia interna del PD. Iniziativa che rischia di non star bene a molti consiglieri e big del PD che in quest'ultimo periodo non si sentono più tutelati dal partito. Altri ancora, invece, non si sono mai interessati alla vita di partito e per questo il rischio di alcune fuoriuscite dal PD, semmai ne fossero veramente mai stati parte, potrebbero avvenire nel più breve tempo possibile.

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  1. Alessio ha detto:

    No alla MAFIA
    NO a figli e nipoti di mafiosi
    NO a chi ha costituito imperi ed aziende con soldi mafiosi.

    E’ giusto che il SINDACO e la giunta prendano posizione netta su questi sacrosanti principi di legalità.

  2. alcamonondorme ha detto:

    di seguito l’articolo apparso su IL FATTO QUOTIDIANO di RINO GIACALONE:
    “Adesso mi dimetto”. “No, non mi dimetto più”. A parlare così, nell’arco di pochissime ore, è stato il sindaco di Alcamo, Sebastiano Bonventre (Pd), da un anno in carica. Un articolo di ilfattoquotidiano.it su una serie di intrallazzi elettorali avvenuti alle ultime amministrative, oggetto di indagine della Procura di Trapani, lo aveva indotto alle dimissioni. Le aveva anche scritte (la lettera era comparsa sul web e poi è sparita ma il sito Marsala.it è riuscito a riprenderla). Poi ci ha ripensato, dopo un incontro con il procuratore di Trapani, Marcello Viola, e un vertice con la sua maggioranza.

    Per la Procura di Trapani nell’elezione di Bonventre c’è stato voto di scambio. L’inchiesta però non riguarda il sindaco, ma il suo maggiore referente politico, l’ex senatore Pd Nino Papania. Tutto è emerso da un’indagine su un attentato da lui subito. Intercettazioni rivelatrici: “Lui è stato servito e straservito, ora deve a me servire”; intercettazioni nelle quali si parla di denaro da dare in cambio di assunzioni e del “prezzo” di ogni voto.

    Ma per la maggioranza a sostegno del sindaco “sono solo illazioni”. Si va avanti, hanno deciso. Il sindaco Bonventre è rimasto “fedele” a Papania, ha rifatto la Giunta trovando nuovi alleati, fuori dal centrosinistra. Estromessa Sel, dentro assessori espressione di altri “potenti”, come Massimo Melodia, vicino al senatore Pdl D’Alì, e il medico Giuseppe Simone (un passato nel centrodestra). Lo ha indicato un consigliere, Francesco Ferrarella, è del Pd, ma proviene dal biancofiore cuffariano ed è indicato in quota al “proposto” sorvegliato speciale Pino Giammarinaro, il “rais” della Salemi di Sgarbi. Ma deus ex machina resta sempre il senatore Papania che “comanda” ancora nonostante l’esclusione dalla competizione nazionale. Fu definito “impresentabile”, oggi pare pronto a schierarsi con Matteo Renzi.

    Il nome del senatore Papania lo si ritrova in diverse indagini, come quella che ha visto l’arresto per mafia del suo factotum Filippo Di Maria, o ancora in un’inchiesta palermitana sull’Aimeri (società per la raccolta dei rifiuti): avrebbe evitato che l’impresa fosse multata per gravi disservizi, in cambio avrebbe avuto garantite assunzioni e “una penna col diamantino”. Attorno al sindaco Bonventre poi ci sono altre ombre. Tra i firmatari della mozione a suo favore c’è Antonio Fundarò, si è dovuto dimettere da capogruppo Pd ma è rimasto consigliere nonostante una condanna per avere ottenuto col trucco una cattedra e con precedenti per furto, atti osceni, e molestie.

    In questo clima i consiglieri della maggioranza ad Alcamo hanno gettato alle ortiche le indagini e si sono detti solidali con Bonventre, ma gli hanno scritto l’agenda dei prossimi mesi: ”piani costruttivi dell’edilizia”, “spesa dei finanziamenti europei” e infine “welfare cittadino a misura d’uomo”. Ovviamente tutto in nome del bene cittadino, come dicevano già in campagna elettorale, mentre c’era chi comprava i voti.

  3. Il Cittadino Vigile ha detto:

    PD & PDL insieme !!!
    …Questa è la verità… punto e basta !!!
    …Un Fatto davvero Vergognoso !!!

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