Monica Alagna contro il sistema di potere del pd trapanese

Pubblicato: sabato, 29 settembre 2012
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TRAPANI- Monica Alagna doveva essere nella lista dei sette candidati del Pd nella provincia di Trapani, e fino a qualche giorno fa era dato per certo che Crocetta la inserisse pure nel listino. Giovedì la smentita del listino e ieri al momento della presentazione ufficiale delle liste la notizia che l'avvocato di Marsala ha ritirato la propria candidatura.

A liste chiuse sfoga tutto il suo disappunto affermando: "Il segretario nazionale Pierluigi Bersani e gli elettori del Pd devono sapere che l’onnipotente senatore Papania, che da anni tiene in ostaggio con logiche staliniste il partito di Trapani, ha compiuto l’ennesimo atto di prevaricazione degli organismi territoriali”.

A questo, la componente della direzione regionale del Pd, aggiunge: “Pur di appropriarsi di un posto nel listino di Crocetta, Papania ha ordinato di inserire abusivamente nella lista provinciale del Pd a Trapani la marsalese Antonella Milazzo  che non era stata candidata né dal circolo territoriale né dalla direzione provinciale e che, fino a ieri, non aveva manifestato alcuna intenzione di candidarsi. Un’operazione, tanto antidemocratica quanto miope, concepita ed attuata nel politbureau costituito per approvare le liste del Pd alle elezioni regionali, nel quale hanno prevalso squallidi giochi di spartizione di potere, in barba alle scelte degli organismi di partito”.

I giochi di partito si sarebbero estesi oltre la provincia di Trapani: “C’è stato uno scambio scellerato all’insegna del killeraggio politico: qualcuno per ottenere il consenso di Papania all’esclusione dalla lista di Enna del deputato uscente Galvagno, ha consentito di escludermi dal listino di Crocetta dove ero stata inserita da Davide Zoggia, inviato di Bersani. Ritengo che un partito realmente democratico, che vuole intestarsi il primato del cambiamento, non può presentarsi con liste costruite volutamente al ribasso, utili solo a riconfermare la vecchia e deludente classe dirigente, né può avallare bieche strategie di ‘palazzo’, che alimentano i moti dell’antipolitica e continuano a creare sfiducia nelle giovani generazioni. Il segretario nazionale Bersani si renderà conto di quanto sia scellerata tale scelta quando saranno noti i voti di preferenza dei candidati”.

Non mancano le critiche neanche per gli altri candidati nella lista del Pd: “Avevo manifestato la mia disponibilità a candidarmi in una logica di rinnovamento e di apertura alla società civile ma verifico che la lista del Pd a Trapani è, purtroppo, caratterizzata dalla presenza di un deputato che ha già quattro legislature alle spalle, quindi non candidabile in base allo statuto, di un dirigente che è attualmente sotto processo, di un segretario provinciale da circa vent’anni tale (prima del partito popolare, poi della Margherita e infine del Pd) e di alcune candidature finte. Per questo ho ritirato la mia candidatura, pur confermando il mio impegno politico nel partito”.

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