Papania e i dubbi sul Governo Lombardo

Pubblicato: giovedì, 6 gennaio 2011
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Quanto è bella la politica, finalmente qualcuno nel Pd che ne dice quattro a Lombardo, il nostro eroe di oggi si chiama Antonino Papania, Senatore della Repubblica. Il Senatore è chiaro e senza mezzi termini, questo Governo tecnico non va e Lombardo sta mettendo di lato il PD, facendone un'appendice di poco conto della politica siciliana, era meglio un Governo fatto da politici, così da mettere in evidenza il ruolo cruciale del PD nelle politiche regionali. Queste critiche sembrano avere come destinatari Cracolici e Lumia, grandi sostenitori del Governo tecnico.

A noi non resta che plaudire alle parole del Senatore Papania, che forse esprime il malumore di un'intera città, Alcamo, e del territorio trapanese, verso il Governo Lombardo.

Però come non fare qualche appunto alla posizione del Senatore! Perché Papania risulta essere stato uno dei più accaniti sostenitori della linea pro Lombardo e pro UDC, contro Lumia e co. che erano scettici sull'unione con l'UDC e magari credevano che un Governo Tecnico tenesse fuori dall'amministrazione regionale gli affarismi tipici dei partiti che vanno al Governo. Non è che la barca sembra affondare e qualcuno se ne vuole uscire pulito? Certo non è il caso del Senatore Papania, ma dai malumori interni al PD, sembrerebbe che qualcuno forse sta capendo che il PD sta perdendo voti a sinistra, visto che Sinistra e Libertà e L'Italia dei Valori ogni giorno tentano di incamerare il malcontento a sinistra per l'appoggio a Lombardo, e in più il PD sembra perdere anche nel campo moderato, perché questo governo non ha portato grandi risultati amministrativi fino ad ora. Insomma questi dirigenti del PD che hanno voluto l'appoggio a Lombardo e al Governo tecnico sembrano da rottamare, come direbbe il sindaco di Firenze, ma non vogliamo che i rottamatori siciliani vadano poi a cena con Silvio!

Il PD siciliano sta cadendo nello psicodramma nazionale del partito, che nella crisi dei dirigenti, oggi al vertice, invece di rigenerarsi con nuove leve si autodistrugge, perché l'interesse dei vecchi e nuovi sembra solo il proprio piccolo orticello da coltivare anche a discapito dell'intera comunità di cui si fa parte.

Da cittadino non si può altro sperare che ognuno si prenda le proprie responsabilità e ci sia un rinnovamento vero della politica, che non passa dalla lotta ingiusta contro dirigenti che hanno preso le proprie decisioni e hanno seguito una via, magari avranno sbagliato, ma almeno hanno avuto la serietà e il coraggio di rischiare. Poi il rinnovamento non passa da una rottamazione da parte di chi non ha il coraggio di continuare un percorso che era stato avallato a maggioranza compatta, la politica non si fa con la paura di arrivare fino in fondo.

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