Lombardo, mai fatto favori alla mafia, è una campagna mediatica

Pubblicato: sabato, 20 novembre 2010
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Il Presidente della Regione Lombardo (con accanto gli assessori della giunta regionale e diversi esponenti politici) nella tanto attesa conferenza stampa delle 15 si è difeso spiegando punto per punto i fatti che gli si attribuiscono. Per quanto riguarda la frequentazione di alcuni esponenti legati alla mafia, Lombardo, ha detto di alcuni di non conoscerli e di frequentazioni occasionali e fortuite riguardo ad altri. Il Presidente ha ribadito che non vi sono indagini sul suo conto e su quello del fratello Angelo e che tutto potrebbe avere una matrice politica, anche se il presidente precisa che: "Non so se ci sia un nesso tra le mie vicende giudiziarie e quelle politiche. Ho detto solo che il Tg1 da un po' di tempo mi concede delle attenzioni che prima non aveva. Non so se c'è un nesso tra questa attenzione e scelte dell'Mpa nei confronti del governo Berlusconi e qui in Sicilia con il Pdl".

Ma altrettanto sottolinea che la Procura di Catania ha fatto emergere questa possibilità della natura politica di fughe di notizie e in più la stessa procura così si è espressa: "la propagazione di queste notizie ha quasi sempre una matrice politica, pubblicazione determinata da interesse e contrapposizioni di natura politica”.

Dal punto di vista politico, in pratica, Lombardo si è soffermato sul fatto che non gli si può certo dire che ha fatto favori alla mafia, infatti il suo Governo ha bloccato il bussines del’eolico, dei termovalorizzatori e  dei rifiuti, che vedevano la mafia in prima fila nell’accaparrarsi questi settori per guadagnare e quindi ancora una volta tenere la Sicilia sotto scacco.

Il Presidente della Regione si è difeso con decisone e ha spiegato con precisione la sua posizione, è stata una conferenza stampa che ha risposto alle aspettative. Alcune domande rimangono senza risposta però, come quella se è normale che molti politici siciliani frequentano, anche occasionalmente, personaggi vicini alla criminalità organizzata? non si pretende che debbano sapere chi è che gli sta accanto quando prendono un caffè in un bar in cui si trovano casualmente, ma si dovrebbe pretende che sappiano almeno chi sono gli esponenti locali del proprio partito e gli imprenditori che frequentano.

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