Controllo del territorio, una denuncia ed un arresto

Nell’ambito di mirati servizi di controllo del territorio personale il commissariato di P.S. di Alcamo, nella serata del 28 maggio u.s. denunciava a p.l. G. M. cl. ’73, pluripregiudicato, già sottoposto alla misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale della P.S., per possesso ingiustificato di chiavi alterate, per ricettazione e rifiuto di sottoporsi all’accertamento dello stato di ebrezza.

L’uomo, fermato alla guida di un’autovettura RENAULT CLIO per un regolare controllo appariva, immediatamente, in evidente stato di ebrezza, infatti oltre ad emanare un forte alito vinoso, proferiva frasi sconnesse e non riusciva a reggersi in piedi.

Sulla scorta del comportamento tenuto dal G. M. all’atto del controllo ed in considerazione dei gravi pregiudizi penali per reati contro il patrimonio in carico allo stesso, il personale operante procedeva alla perquisizione personale e del veicolo rivenendo numerosi oggetti di effrazione atti allo scasso, oggetti vari e un sostanziale quantitativo di rame, il tutto di presunta provenienza furtiva.

Il G. M. veniva, quindi, deferito in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria per i reati di cui sopra nonché per il reato di cui all’art. 186 co. 7 C.d S. per essersi rifiutato di sottoporsi agli accertamenti sullo strato di ebrezza. Allo stesso venivano inoltre contestate numerose violazioni al Codice della Strada.

Nel primo pomeriggio del 30 maggio c.a., personale dipendente eseguiva un ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa in pari data dal Tribunale per i Minorenni di Palermo a carico del diciottenne P. G.; secondo la predetta Autorità Giudiziaria la misura custodiale si rendeva necessaria per le continue violazioni che il giovane arrestato aveva posto in essere rispetto alla misura cautelare personale del collocamento in comunità alla quale risultava essere sottoposto dai primi giorni del mese di aprile poiché indagato per furto aggravato.

Dopo essere stato scarcerato dal carcere minorile di Palermo il giovane veniva collocato in una comunità laddove rimaneva solo qualche giorno per poi allontanarsi senza fare più rientro.

Il P. G. nei giorni scorsi è salito alla ribalta della cronaca giudiziaria per aver attraversato una processione religiosa con un veicolo risultato essere rubato, creando nella circostanza panico tra i fedeli che seguivano in corteo la funzione religiosa. Nell’arco di ventiquattrore il guidatore del veicolo veniva rintracciato ed identificato proprio nell’odierno arrestato P. G. il quale veniva deferito in stato di libertà all’A.G. competente.

Le ripetute violazione alla misura cautelare del collocamento in comunità e la comprovata pericolosità sociale, venivano fatte oggetto di una attenta valutazione da parte della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Palermo il quale avanzava formale richiesta al G.I.P. competente di aggravamento della misura cautelare personale.

Il P. G. non è nuovo ad episodi del genere atteso che gia nel 2018 personale dipendente eseguiva analogo provvedimento emesso dalla medesima A.G. sempre in relazione a ripetute violazione della misura cautelare personale del collocamento in comunità.

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