“Un ragazzo forte e determinato”

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TRAPANI. Ieri i funerali in Cattedrale a Trapani del pilota Fabio Antonio Altruda. In chiesa le parole della mamma. Il Vescovo Fragnelli: “Un uomo che ci lascia i valori della Pace”. Alla cerimonia il ministro Crosetto

Si sono svolti ieri nella Cattedrale «San Lorenzo» a Trapani i funerali del capitano dell’Aeronautica militare Fabio Antonio Altruda, 33 anni, morto nell’incidente aereo di martedì scorso mentre rientrava da una esercitazione sul suo Eurofighter. Il rito funebre è stato officiato dal vescovo di Trapani, monsignor Pietro Maria Fragnelli. Alla cerimonia insieme ai genitori, al fratello, ai familiari, amici e colleghi del capitano erano presenti, il ministro della Difesa Guido Crosetto, il vice presidente della Camera dei Deputati Giorgio Mulè, il capo di Stato Maggiore della Difesa ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone e il capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica militare generale di squadra aerea Luca Goretti. Ai funerali ha partecipato anche il presidente della Regione Sicilia Renato Schifani. Comovvente l’intervento di Marilena Altruda, madre di Fabio Antonio che ha partecipato alle esequie col marito e padre del pilota e il figlio più giovane: «Ho chiamato e mi hanno risposto che non erano autorizzati a dare risposte, solo alla terza insistente chiamata mi hanno detto che si trattava di mio figlio e che al momento era disperso», ha raccontato. La donna ha ripercorso le drammatiche ore del 13 dicembre. Accanto al feretro del figlio ha letto tre pagine fitte. «Fabio per chi non lo conosceva adesso è conosciuto da tutti, perché in questi giorni i tg nazionali hanno parlato di lui considerandolo eroe – ha detto – Lui svolgeva il suo lavoro con umiltà e passione, non gli piaceva apparire, in tanti hanno scoperto solo ora che lavoro facesse». «Fabio oltre ad essere umile era un ragazzo ambizioso e determinato per questo è arrivato dove tanti figli di papà non sono stati capaci di arrivare», ha aggiunto.

«A 14 anni aveva espresso la volontà di frequentare la scuola militare della Nunziatella. Fabio qui tutti ci dicono che per entrare ci vuole una forte raccomandazione, noi non conosciamo nessuno, tu lo vuoi fare lo stesso?, gli dissi. Si, mi disse, mi impegnerò con tutte le mie forze e ci riuscirò. Superò tutte le fasi del concorso. Il 2 settembre 2004 varcò la soglia di quella scuola. La sera quando lo andammo a trovare aveva i capelli rasati e la mimetica addosso» ha concluso.
Toccanti le parole pronunciate nella sua omelia dal Vescovo Pietro Maria Fragnelli: ““Quello che stiamo vivendo è un dolore istituzionale ma anche un dolore familiare. Mai avremmo voluto vivere questa giornata”.Appartieni al mondo dell’aeronautica militare e civile, hai contribuito a fare di questa terra un ponte di dialogo con il resto del mondo, dell’Europa e dell’Africa innanzitutto. Ti consegniamo alla terra come chicco di grano che, proprio nella morte, diventa fecondo. È un duro, terribile distacco. Mai avremmo voluto vivere questa giornata, mai avremmo voluto parlarti senza avere da te un cenno di risposta. Ma tutta la tua storia è una risposta, forse anche una domanda: cosa può e deve fare l’umanità per vivere i suoi giorni nella pace? Tu pare ci rispondi con i valori che hanno ispirato la tua vita e che continuano a riscaldare questa comunità”.

«Un pilota non muore mai, vola solo più in alto» è stato invece  il messaggio di cordoglio, espresso anche attraverso un tweet, «da parte della famiglia della Difesa e del ministro Guido Crosetto per l’ultimo saluto al capitano pilota, Fabio Antonio Altruda, dell’Aeronautica Militare, servitore del Paese caduto in servizio. Cieli blu Fabio».

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