“Classe-ghetto” a Marsala? Interrogazione al Ministro dell’Istruzione, Miceli (PD): “Quali iniziative nell’immediato?”

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Interrogazione del deputato nazionale del Partito Democratico, Carmelo Miceli, in relazione al caso del possibile caso di “classe-ghetto” in un istituto a Marsala, circostanza negata con forza dalla dirigente della scuola. Questa l’Interrogazione:

Al Ministro dell’Istruzione – Per sapere – premesso che: La Commissione d’inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia e della corruzione in Sicilia istituita presso l’Assemblea Regionale Siciliana ha condotto una inchiesta sulla condizione dei minori disagiati nell’Isola partendo dai dati di uno studio della fondazione Openpolis secondo il quale in Sicilia nel 2020 la dispersione scolastica ha raggiunto il 19,4%; secondo quanto riportato dalla relazione finale dell’inchiesta, nel corso del ciclo di audizioni (seduta n. 243 del 14 settembre 2021), il direttore dell’Ufficio di servizio sociale per i minorenni di Palermo e referente dell’Associazione «Libera» della provincia di Trapani, Salvatore Inguì, ha segnalato la presenza, presso l’Istituto Comprensivo «Sturzo-Asta» del quartiere Sappusi di Marsala (Trapani), di una classe di scuola primaria composta interamente da ventidue bambini «tutti figli di soggetti con gravi pregiudizi penali»; secondo la relazione, in una successiva audizione sulla vicenda (seduta n. 248 del 12 ottobre 2021), il direttore dell’Ufficio scolastico regionale per la Sicilia, Stefano Suraniti, ha dichiarato alla Commissione regionale Antimafia che «nella formazione delle classi tutte le scuole adottano dei criteri che sono poi quelli di creare classi al loro interno eterogenee. In alcune scuole però questo obiettivo è difficilmente raggiungibile perché probabilmente siamo nella condizione in cui c’è una più alta percentuale con svantaggio socio-economico, quindi nelle periferie ci può essere una maggiore incidenza di famiglie in difficoltà o di fatto assenti. E dove c’è una più alta incidenza di disagio e questo ovviamente incide anche sulla formazione, nel senso che sono classi più complesse da gestire. Ciò non toglie naturalmente che i nostri docenti abbiano gli strumenti relazionali, comunicativi ed anche didattici per cercare di gestire una classe complessa: ciò non toglie che il successo formativo di quella classe o di una parte della classe non è detto che sia raggiunto, proprio perché ci sono delle dinamiche esterne che influenzano il rendimento»; la vicenda sarebbe stata smentita dal dirigente scolastico dell’Istituto «Sturzo-Asta», Anna Maria Alagna, che ha dichiarato alla stampa di aver «adito le vie legali, a difesa del buon nome dell’ Istituzione scolastica, del gruppo di lavoro che si occupa di formare le classi nel rispetto di obiettivi e deliberati criteri, oltre che mio personale, per querelare Inguì per le dichiarazioni false, tendenziose e prive di fondamento rese alla Commissione regionale Antimafia»; ad avviso dell’interrogante, il ruolo educativo, culturale e sociale della scuola deve essere un punto fermo del nostro Paese, una certezza che non può mai venire meno e che, se la circostanza di una «classe-ghetto» per religione, razza o trascorso criminale dei genitori trovasse conferma, ci si troverebbe davanti a una intollerabile selezione in forza della vita personale dei genitori dei bambini o, peggio, di una raccapricciante presunzione «genetica» di delinquenza da fermare immediatamente –: di quali elementi disponga il Ministro interrogato in relazione ai fatti esposti in premessa. Se e quali iniziative di propria competenza intenda intraprendere nell’immediato per rilevare eventuali profili di responsabilità e per adottare i provvedimenti conseguenti. Se e quali iniziative di propria competenza, anche di carattere normativo, intenda intraprendere per garantire effettiva eterogeneità nella formazione delle classi scolastiche evitando che si possano verificare episodi di discriminazione nella fase di formazione delle stesse.

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