La banda del flex, cinque colpi in pochi giorni tra Palermo e Trapani

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La banda del flex con cinque colpi in pochi giorni tra Palermo e Trapani crea allarme. Con questo strumento vengono prese di mira le colonnine dei distributori di carburante della cassa automatica; un fenomeno che preoccupa chi lavora ma anche chi va a rifornirsi. I primi assalti da parte della banda sono stati messi a segno, sempre di notte, a Palermo nella borgata marinara di Mondello (tre), poi a Castelvetrano, in provincia di Trapani e l’ultimo a Ciminna, nel Palermitano, dove oltre al furto c’è stata l’aggressione al custode che ha cercato di reagire.

La mappa dei colpi
I primi tre colpi erano stati messi a segno in altrettanti impianti nella borgata di Mondello, in viale Margherita di Savoia. Con il flex erano state aperte le colonnine della cassa del distributore Eos, Ip e Eni, questi ultimi due sono uno di fronte all’altro. Poi, lo scorso 21 novembre, nuovo furto a Casteldaccia dove i ladri hanno forzato la cassa automatica dell’impianto Esso in via Alliata. Infine, il 23 novembre, ultimo colpo messo a segno a Ciminna presso il distributore Esso sulla statale 121. Qui hanno anche aggredito il custode, rubando le chiavi del bar e portando via il registratore di cassa dell’attività e numerose stecche di sigarette. È stato lo stesso custode, poi portato all’ospedale Buccheri La Ferla, ad allertare i carabinieri.

Le indagini
Le indagini sono serrate e hanno il massimo riserbo. Sui furti indagano polizia e carabinieri che hanno già acquisito le immagini dei sistema di videosorveglianza posti nei pressi degli impianti. Saranno acquisiti anche i filmati nelle zone vicine per cercare di ricostruire da dove giungano e fuggano i ladri. Adesso al vaglio degli inquirenti c’è anche la testimonianza del custode dell’impianto Esso di Ciminna che nel tentativo di reagire è stato aggredito: si sa che ad entrare in azione sono stati in tre, incappucciati e armati.

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