Omicidio Rostagno, legale Virga ‘ricorso contro ergastolo per errore di fatto’. La risposta dell’avvocato di parte civile

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Presentato per “errore di fatto” il ricorso straordinario alla sentenza definitiva all’ergastolo del capomafia trapanese Vincenzo Virga, condannato come mandante dell’omicidio del giornalista e sociologo Mauro Rostagno. E’ quanto afferma – secondo quanto appreso dall’Adnkronos – l’avvocato di Virga, Stefano Mezzadini, nel ricorso presentato alla Suprema Corte di Cassazione. Nel 2020 Virga è stato condannato in via definitiva. In particolare, il legale nel provvedimento lungo sette pagine, fa riferimento all’escussione di Renato Porcu, un ospite della comunità Saman. I giudici avevano “censurato come affetto da motivazione apparente quella della Corte del secondo grado in ordine al rigetto della richiesta di rinnovazione istruttoria dibattimentale avente ad oggetto l’escussione, tra l’altro, di Renato Porcu – scrive il legale- la motivazione della Corte si fondava su una sintesi di ciò che questi avrebbe dovuto riferire considerata pletonica”. Il legale poi spiega che la frase in questione è che “nei giorni antecedenti l’omicidio in Comunità Saman ‘si respirasse un’aria molto pesante'”. E riporta quanto avevano detto i giudici della Cassazione nelle motivazioni: “Il diniego di rinnovazione istruttoria per l’esame di Antonio Fiorentino, di Renato Porcu e di Giuseppe Alastra non può essere valutato secondo il prospettato vizio dell’omessa assunzione di prova decisiva. Le richieste di prova furono avanzate ai sensi dell’articolo 507 cpp, sicché l’omesso accoglimento della sollecitazione di parte alla rinnovazione istruttoria in appello può essere valutato unicamente ai sensi dell’articolo 600 cpp. Sul punto però le argomentazioni della sentenza impugnata sono adeguate, coerenti e hanno dato compiuta risposta alle doglianze difensive”. Appresa la notizia è intevenuto l’avvocato Fabio Lanfranca, difesore della sorella di Mauro Rostagno, Carla. “L’estremo tentativo della difesa di Virga di riattualizzare il tema della pista interna definitivamente smentito in tre gradi di giudizio”, dice il legale all’Adnkronos – “la matrice mafiosa dell’omicidio è chiara così come il ruolo di mandante dell’omicidio Rostagno svolto da Vincenzo Virga”. Anche la figlia del sociologo e giornalista assassinato nelle campagne di Lenzi, Maddalena Rostagno, contattata dall’Adnkronos ha commentato il ricorso straordinario presentato dal legale del boss Virga contro l’ergastolo definitivo. “A quanto pare si insiste sulla pista interna. Di tutte le angherie che sono state dette, scritte e fatte in questi anni, una di quelle che mi lascia più impotente – ha detto Maddalena Rostagno – è quando mi tocca leggere che mentre sparavano a mio padre mia madre si trovasse nella sua stanza con un altro uomo. So esattamente dove mi trovavo quando ho sentito le raffiche degli spari, ero sola in camera di mia madre, e le avevo parlato cinque minuti prima per chiederle di aiutarmi nei compiti di matematica, ma lei era in ufficio”. “Quanta pazienza che ci vuole, quanta pazienza…”, ha concluso la figlia del giornalista e sociologo.

Immediata la replica all’Adnkronos di Fabio Lanfranco, l’avvocato di parte civile del processo per l’omicidio di Mauro Rostagno. “A mio giudizio il ricorso straordinario presentato dal boss Vincenzo Virga è solo un tentativo di riaprire la pista interna definitivamente smentito in tre gradi di giudizio. La matrice mafiosa dell’omicidio è chiara così come il ruolo di mandante dell’omicidio Rostagno svolto da Vincenzo Virga”. Lanfranca rappresentava nel processo Carla Rostagno, sorella del sociologo ucciso da Cosa nostra. Secondo il legale il boss vorrebbe “recuperare la testimonianza di uno degli ospiti della comunità Saman, in totale controtendenza rispetto a tutti gli altri che sono stati sentiti nel lunghissimo dibattimento, e che è stato correttamente inquadrato nell’insieme delle risultanze probatorie”.

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