Paceco, violenta aggressione in centro: 3 arresti

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PACECO. I Carabinieri della Stazione di Paceco, al termine di una mirata attività di indagine, hanno arrestato 3 persone, in esecuzione dell’Ordinanza applicativa di misura cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Trapani, poiché ritenuti responsabili dei reati di rapina pluriaggravata, incendio, danneggiamento e minaccia aggravata in concorso.

Le indagini dei Carabinieri sono state avviate in seguito all’aggressione con furto d’auto subita da una coppia di coniugi di 59 e 60 anni, avvenuta a Paceco all’inizio del mese di dicembre scorso. In quella circostanza tre giovani, a seguito di un precedente diverbio per futili motivi, si erano appostati sotto casa delle vittime colpendo con calci e pugni il portone d’ingresso in vetro e alluminio fino a sfondarne la vetrata. I tre, notato l’uomo che rientrava a casa a bordo della propria autovettura, poiché allertato di quanto stava accadendo dalla moglie, si sono avvicinati a lui costringendolo a scendere dall’auto in modo che, mentre due giovani lo inseguivano colpendolo ripetutamente con un manganello telescopico, il terzo complice si appropriava dell’auto lasciata incustodita con le chiavi inserite, quindi, facevano tutti perdere le loro tracce.

Successivamente l’uomo, accortosi di non essere più inseguito, ha chiamato i Carabinieri i quali, nel contempo, stavano eseguendo un intervento a seguito del ritrovamento di una autovettura completamente avvolta dalla fiamme con l’ausilio del Vigili del Fuoco: dagli accertamenti effettuati sul posto dalla pattuglia della Sezione Radiomobile di Trapani, è emerso che si trattava del medesimo veicolo rubato poco prima durante l’aggressione.

Le indagini dei Carabinieri, condotta anche con l’ausilio dell’analisi delle immagini di videosorveglianza, hanno permesso di identificare i presunti responsabili in R.P., cl.02, B.D., cl.99 e P.S., cl.01, tutti residenti a Paceco e di ricostruire compiutamente la dinamica dell’aggressione.

La competente Autorità Giudiziaria, condividendo in pieno gli esiti investigativi raggiunti dai militari dell’Arma, in considerazione della violenza con la quale hanno attuato il loro intento criminoso e il concreto pericolo di reiterazione di reato, ha sottoposto i tre giovani alla misura cautela degli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico.

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