Non solo indie (ma praticamente si). Si intitola così il primo album del cantautore alcamese Marcello Vella.

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ALCAMO. “Niente di serio, canto per gli stonati” è così che si presenta su Spotify Marcello Vella, giovane cantautore alcamese che da circa un anno ha cominciato a fare capolino nel mondo della musica. Con più di diecimila stream, le sue canzoni raccontano la sua generazione, con storie e situazioni che possono capitare ad un ragazzo di 17 anni. Con un’aria da sognatore ma con i piedi ben ancorati a terra, chitarrista, al quarto anno di liceo scientifico e al sesto di conservatorio, Marcello ci regala nel suo album “Non solo indie (ma praticamente si)“, otto brani da ascoltare uno dietro l’altro.

Marcello, come hai iniziato a scrivere canzoni?

La musica è parte integrante della mia vita, ma non ho pianificato di iniziare a scrivere canzoni. Tutto è cominciato durante il primo lockdown. Per la quarantena ero obbligato a stare con me stesso, a riflettere e cercare di ascoltarmi… e beh, ogni canzone nasceva quasi da sola! Ho iniziato solo per divertimento ma più passava il tempo più cercavo di attenzionare quello che stavo facendo. Ho un amico più grande, Piergiorgio Bambina, che sta fuori, gli ho mandato quello che stavo buttando giù e lui mi ha dato innumerevoli consigli e incoraggiamenti su quello che stava prendendo forma.

E invece come ti è venuta l’idea di registrare un vero e proprio album?

Sempre durante la quarantena ho chiesto a mio padre un microfono a condensatore e una scheda audio che servono per le registrazioni. Grazie a questo ho iniziato a capire effettivamente cosa significa registrare un brano, con tutti i tecnicismi che sono necessari per arrivare ad un buon risultato. Quindi ho iniziato a buttare giù un miliardo di idee ed ho cominciato a vedere le canzoni sotto un altro punto di vista. Piergiorgio, oltre ad aiutarmi nella registrazione di alcune parti musicali, mi ha dato moltissimi consigli, quindi ho cercato di sistemare le canzoni sulla base di questi. I primi brani che ho registrato e pubblicato come singoli su Spotify sono stati Google Maps e Cobalto: la qualità era bassa ma la soddisfazione era tantissima!

Che emozioni hai provato nel rendere pubbliche le tue canzoni?

Sicuramente gioia e soddisfazione, poi la cosa più strana che ho provato è stata sentire quello che mi dicevano gli altri. Ho apprezzato molto sentirmi dire che quello che avevo scritto era la stessa cosa che molti miei amici vivevano e provavano ed è stato bello confrontarmi sui testi delle mie canzoni. Ho ricevuto tantissimi feedback positivi soprattutto dai miei coetanei anche perché riesco a scrivere solo di quello che vivo quotidianamente nei miei 17 anni e questo si sente nelle mie canzoni.

Dopo aver pubblicato i due singoli come hai proseguito?

Dopo aver pubblicato i due brani mio padre mi ha fatto conoscere Gabriele Mancino, un suo amico che ha uno studio di registrazione migliore del mio. C’è stata sintonia da subito e voglia di iniziare a lavorare insieme, quindi, anche se non sapevamo bene come fare, abbiamo cominciato a registrare delle canzoni. Per le musiche ho chiesto aiuto ad un mio amico bassista Raffaele Balistreri e a mio fratello Michele Vella, prossimo alla laurea in pianoforte al conservatorio, che mi ha aiutato anche con le seconde voci. In più ho avuto il piacere di cantare una canzone con la bravissima Alessandra Coraci che mi ha accompagnato nel brano Non sono io. Abbiamo proseguito a vederci quasi ogni pomeriggio per tutta l’estate registrando le prime idee che ci venivano in mente e tutto ciò mi ha divertito moltissimo! Alla fine avevamo tutto pronto. Abbiamo deciso di non aggiungere effetti e di lasciare tutto in acustico senza l’utilizzo di sintetizzatore.

Quando avete pubblicato l’album?

Il 28 agosto 2020 è uscito l’album Non solo indie (ma praticamente si). Questa non è stata la prima scelta del titolo. Inizialmente volevo chiamarlo Controtempo ma poi, visto che non volevo prendermi troppo sul serio, ho optato per questo. Il disco è stato tutto un esperimento, portato a termine per divertirmi e per divertire. Anche la realizzazione della copertina dell’album è stata uno spasso, con gli scatti fatti per le strade di Alcamo da Rosario Dara e i ragionamenti sulla grafica fatti con Simone Randes.

Ci sono altri lavori discografici all’orizzonte? Che progetti hai per il futuro?

Intanto sono molto soddisfatto per come sia andato questo lavoro. Non studio canto al conservatorio e quindi essere riuscito a pubblicare un album con un discreto successo mi ha soddisfatto tantissimo. Per il momento ho solo intenzione di continuare a divertirmi senza neppure pensare ai “fan”, se arriveranno ne sarò  felice ma non ne faccio una priorità.

E quali sono le tue priorità?

Sicuramente lo studio. Quindi diplomarmi e scegliere un corso di studi universitario che faccia per me. Penso che la mia strada nella vita sia un’altra ma la musica sarà sempre parte fondamentale della mia vita!

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Eva Calvaruso
Eva Calvaruso, classe 1984, vive ad Alcamo, spirito da ventenne e laurea in Economia. Animo hippie e fan sfegatata di Guccini. Curiosità, passione e una continua ricerca della verità l’hanno spinta a diventare una giornalista.