ALA: Avvocati e società civile insieme per il bene comune e contro i disservizi. Palermo e i rifiuti, ma non solo

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Nel novembre 2020 è nata ALA, l’Associazione Forense “Avvocati e Società Civile, Autorevolezza e Legalità”, con finalità legate alla professione, ma non solo, infatti in un documento della stessa si sottolinea che “tra le finalità di Ala, vi è quella di tutelare e difendere la Società Civile e che da decenni la crisi economica non accenna a diminuire ed i fondamentali diritti dei Cittadini subiscono duri e pericolosi contraccolpi”.

Nel documento inoltre si pone l’accento sul fatto che le Comunità sono costrette a vivere nelle città tra inaccettabili disservizi per l’incapacità della classe politica di rispondere ai bisogni dei Cittadini e di risolvere i problemi delle Città, che la comparsa del Covid-19 ha reso ancor più evidente”.

Da qui “l’impegno degli Avvocati possa servire per indicare la strada giusta per far nascere una vera coscienza civile, rispettosa dei doveri di ciascuno, dei diritti della Collettività e dell’Ambiente, vero bene comune globale”.

Andando poi nello specifico nel documento si evidenzia che “occorre non dimenticare che di recente Il Sole 24 Ore ha stilato l’elenco delle città italiane più vivibili ed il capoluogo siciliano resta in fondo alla classifica”, cioé Palermo.

E naturalmente parlando di problematiche del capoluogo siciliano nel documento non poteva non affrontarsi quella di rifiuti: “vicenda drammatica, perché Comune e Regione Siciliana non hanno mai concretamente affrontato il problema per risolverlo, studiando ed attuando soluzioni alternative rispetto al sistema “Bellolampo”.

E “l’amministrazione comunale di Palermo è inadempiente anche per non avere portato avanti il progetto della raccolta differenziata ed una efficace strategia di comunicazione per sensibilizzare tutti i cittadini, condomìni ed esercenti commerciali; non ha neppure organizzato un’attività seria di controllo del territorio per impedire la formazione di discariche abusive in tutta la città.
Tutti conosciamo le condizioni di Palermo e sappiamo bene che le strade sono diventate delle discariche a cielo aperto.
Periodicamente si blocca anche la raccolta ordinaria e la situazione in città diventa ancora più insostenibile mettendo a repentaglio la salute dei Cittadini, già in pericolo per la presenza del Covid-19; e dove vige “la raccolta differenziata” non sono stati presi provvedimenti per non alterare ulteriormente il decoro della città sui cui marciapiedi, ogni giorno, sono ammassati cumuli di sacchetti di spazzatura”.

“Chi amministra sconosce il significato di opere di manutenzione ordinaria.
Palermo è la città dei lavori pubblici che non finiscono mai (come quelli del Tram), spesso
inutili per renderla più vivibile;
delle strade piene di buche e avvallamenti, il cui manto stradale non viene ripristinato da oltre vent’anni ma solo sottoposto ad interventi a macchia di leopardo, così rendendo molto
pericolosa la circolazione stradale;
dei marciapiedi e delle aiuole eternamente dissestati e che costituiscono delle vere e proprie insidie per l’incolumità dei cittadini;
dei temibili allagamenti stradali dovuti alla cattiva esecuzione degli interventi di manutenzione ed alla mancata realizzazione di opere strategiche per il deflusso delle acque piovane, interventi progettati, finanziati da oltre un ventennio e mai realizzati. La scorsa estate le abbondanti piogge hanno trasformato le strade della città Metropolitana di Palermo in un fiume in piena con un livello di pericolo elevatissimo ed una forza distruttrice inarrestabile.

Palermo è la città delle finte di piste ciclabili;
di troppe vie stranamente tenute al buio per lungo tempo e di quelle ai cui lati crescono da anni enormi sterpaglie che restringono pericolosamente le carreggiate;
delle strisce pedonali appena accennate, quasi invisibili nella maggior parte delle
strade;
di un piano urbano di scorrimento stradale non gestito (soprattutto nelle ore di punta) che sembra realizzato per raccogliere il traffico piuttosto che per farlo scorrere;
degli incendi estivi prevedibili che divampano con una precisione svizzera ogni anno, tra luglio ed agosto, al primo vento di Scirocco e che hanno cancellato decine di ettari di boschi intorno a Palermo, roghi che nel recente passato hanno persino minacciato le abitazioni (alcune distrutte dal fuoco) e devastato persino il Monte Pellegrino;
dei ponti stradali molto pericolosi per i Cittadini che li attraversano quotidianamente, che non vengono sottoposti ad opere urgenti e di messa in sicurezza, come il Ponte Corleone sulla via Regione Siciliana;
dei finanziamenti UE per milioni di euro perduti per progetti presentati con superficialità dagli organi tecnici degli enti
pubblici (rigettati “per incompletezza della documentazione”;
di un Piano Regolatore Generale vecchio ed inadeguato per le esigenze di una grande Metropoli che avrebbe consentito
a “discutibili personaggi” di mettere in atto “strane operazioni” per finalità non facilmente comprensibili ai Cittadini.
Solo nel novembre del 2019 per la Città di Palermo è stato redatto un nuovo PRG che, alla data di redazione della presente, ancora giace sui tavoli del Genio Civile per il prescritto parere, ma il cui iter di approvazione si presenta pieno di ostacoli da superare per le strane ed imprevedibili lungaggini di una burocrazia che è sempre stata un cancro per i Cittadini di Palermo, costretti ad attendere tempi molto lunghi ed ingiustificati per il rilascio delle prescritte autorizzazioni.
Una delle città più belle del mondo è costretta a soccombere ad un’amministrazione nemica, inefficiente, incapace e troppo spesso inadempiente nei confronti dei Cittadini”.

Ed infine: “Per questi motivi abbiamo deciso di lavorare con determinazione insieme alla Società Civile per contribuire a risolvere i problemi ed i disservizi cronici di Palermo, anche denunciando abusi e inadempienze, omissioni ed inefficienze della pubblica amministrazione.
Siamo fermamente convinti che la crescita culturale, lo sviluppo economico-sociale ed occupazionale della Città siano strettamente collegati alla capacità ed alla competenza a conseguire gli obiettivi prefissati nell’interesse della Collettività.
E per queste ragioni, sarà nostro compito vigilare e segnalare ai Cittadini le gravi contraddizioni che bloccano la crescita della Sicilia.
Siamo già presenti presso le altre Corti d’Appello della Sicilia dove stiamo organizzando le sezioni territoriali dell’Associazione Forense.
Può chiedere di far parte dell’Associazione Forense non solo chi è Avvocato, ma anche chi è consapevole che per migliorare la nostra società occorre tutelare il Bene Comune”.

Avvocati e società civile gli obiettivi comuni

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