Rt in Italia sale a 1,06. “Notevole accelerazione”

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La cabina di regia prevede presto un’incidenza sopra 250 casi per 100mila abitanti, soglia per la chiusura delle scuole. Cresce la pressione sugli ospedali. Verso diversi cambi di colore fra le Regioni

di Luciana Matarese*

L’indice RT di trasmissibilità torna sopra 1 dopo sette settimane e secondo la Cabina di regia “in pochi giorni l’incidenza media (i positivi per 100.000 abitanti, ndr) aumenterà dagli attuali 200 a 250 per 100.000”. Proprio la soglia limite fissata nel Dpcm che entrerà in vigore domani, sabato 6 marzo, per far scattare la chiusura delle scuole nell’area di rischio arancione. A breve, dunque, potrebbero essere disposte altre restrizioni sulla scuola.

Lo scenario è in peggioramento, scienziati e tecnici della Cabina di regia, riuniti come ogni venerdì per analizzare l’evoluzione del contagio sulla base dei dati aggiornati alla settimana tra il 10 e il 23 febbraio, hanno registrato una “notevole accelerazione del virus”. Sulla curva pesa sempre di più l’incidenza delle varianti. La inglese, già diventata prevalente, che nelle previsioni degli studiosi a breve sarà sostituita dalla brasiliana, ancora più contagiosa.

L’incremento dell’Rt rilevato nel monitoraggio settimanale di Istituto di Sanità e Ministero della Salute, che sarà presentato nel pomeriggio, indica un rapido aggravarsi della diffusione del virus. Tra marzo e dicembre 2020 si sono registrati 108.178 decessi in più rispetto alla media dello stesso periodo degli anni 2015-2019 . Dall’inizio dell’epidemia e fino al 31 dicembre 2020 – secondo i dati del rapporto di Iss e Istat sull’analisi della mortalità – l’incidenza dei decessi Covid sulla mortalità per il complesso delle cause per ripartizione tra aree geografiche è stata del 14,5% al Nord, del 6,8% al Centro e del 5,2% al Sud. La Cabina di regia ha registrato anche un forte incremento del numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione: 41.833 contro i 31.378 della settimana precedente. Scendono, invece, le percentuali dei casi rilevati attraverso il tracciamento dei contatti (28,8% rispetto al 29,4%) e di quelli rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (35,2% contro i 36,1% della settimana precedente).

Cresce la pressione sugli ospedali con l’incremento del numero dei ricoverati per Covid e aumenta la percentuale di occupazione dei reparti di terapia intensiva. “Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è complessivamente in aumento (al 26% dal 24% della scorsa settimana). Il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in aumento: dai 2.146 del 23 febbraio 2021 ai 2.327 del 2 marzo 2021. Sale anche il numero di persone ricoverate in aree mediche: da 18.295 a 19.570 nello stesso periodo. Preoccupa molto il dato dell’incidenza nazionale, che – si legge nella bozza del report – “si allontana da livelli (50 per 100.000) che permetterebbero il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti e anzi si avvicina alla soglia di 250 casi per 100mila abitanti”. Di qui la necessità sottolineata da scienziati e tecnici “anche alla luce dell’aumento sostenuto dalla prevalenza di alcune varianti virali a maggiore trasmissibilità di mantenere una drastica riduzione dell’interazioni fisiche ed è necessario un rafforzamento su tutto il territorio nazionale al fine di ottenere rapidamente una mitigazione del fenomeno”.

In questo scenario si annunciano diversi passaggi delle regioni ad aree di rischio più alto. Da lunedì 8 marzo il Veneto entrerà in fascia arancione. Potrebbero passare nella stessa fascia Calabria e Friuli Venezia Giulia, insieme alla Puglia, mentre il Lazio dovrebbe restare in fascia gialla. Potrebbero raggiungere invece l’area rossa Abruzzo e Campania. Emilia – Romagna, Marche, Toscana e Province Autonome di Bolzano e Trento sono in bilico.  Mentre la Sicilia resta in area gialla e la Sardegna l’unica regione in zona bianca

* fonte Huffpost

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