Falsi testi, si va verso la discussione

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Processo per il delitto Rostagno: ieri le richieste di pm e difese per l’ultima parte del dibattimento dove sono imputati 10 persone per aver reso testimonianza non veritiera dinanzi alla Corte di Assise di Trapani

Udienza ieri pomeriggio del processo che si svolge dinanzi al giudice monocratico Nodari e dove sono imputati 10 presunti falsi testimoni, sentiti nel corso del dibattimento di primo grado, dinanzi alla Corte di Assise di Trapani, per il delitto del sociologo e giornalista Mauro Rostagno. Un delitto che risale al 26 settembre del 1988, e che solo nel 2011 è arrivato dinanzi ai giudici. Un omicidio ordinato da Cosa nostra. In primo grado sono stati condannati all’ergastolo i due imputati, i famigerati, conclamati boss mafiosi, Vincenzo Virga, capo della famiglia mafiosa di Trapani sino al suo arresto nel 2001 dopo sette anni di latitanza, e il valdericino Vito Mazzara, riconosciuto killer fidato di Cosa nostra trapanese. In appello è stata confermata la sola condanna per Virga e Mazzara fu assolto. Il prossimo 27 novembre ci sarà l’udienza in Cassazione. Intanto è un rivolo del processo di primo grado quello che è in corso dinanzi al giudice monocratico di Trapani. I giudici della Corte di Assise individuarono infatti tra i numerosi testimoni sentiti, 10 presunti falsi testimoni. Tra questi l’ex luogotenente dei Carabinieri di Trapani Beniamino Cannas, il massone già citato agli atti del processo Iside 2 contro la massoneria segreta trapanese, Natale Torregrossa e Leonie Chizzoni Heur, la vedova del generale dei servizi segreti di origine trapanesi Angelo Chizzoni. Nell’udienza di ieri è stato acquisito un verbale di sommarie informazioni rese di recente dinanzi all’autorità giudiziaria di Torino da parte di Carla Rostagno, sorella del sociologo e giornalista ucciso dalla mafia, a proposito di alcuni suoi appunti circa un colloquio avuto nell’immediatezza del delitto con il maresciallo Cannas. La pm Sara Morri ha chiesto l’acquisizione di un rapporto redatto dalla Digos a metà degli anni ’90 circa la identificazione della signora Leonie Chizzoni Heur che all’epoca era solo indicata genericamente all’interno dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Trapani, come una donna che aveva avuto una relazione con Rostagno e moglie di un dirigente dei servizi segreti. La Digos accertò che si trattava dell’odierna imputata che però in Corte di Assise negò assolutamente rapporti e frequentazioni con Rostagno. Nella prossima udienza fissata per l’11 dicembre potrebbero essere sentiti l’allora dirigente della Digos di Trapani, l’attuale primo dirigente e capo della divisione anticrimine della Questura di Palermo, Giovanni Pampillonia e l’ex ispettore della stessa Digos, Pietro Amodeo. Altri due testi sono stati chiesti dall’avvocato Elio De Felice che difende Natale Torregrossa. Si tratta di due appartenenti alla massoneria trapanese, Nicolò Formusa e Giovanni Guitta. Conclusa questa fase il processo dovrebbe avviarsi verso la discussione, ma per molti dei dieci imputati, tutti accusati di falsa testimonianza, si prefigura lo scenario della prescrizione.

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