Rischio ricusazione

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Mafia: a Marsala il difensore del boss Tumbarello ferma il processo

Rischia di ripartire da zero il processo contro Matteo Tamburello, presunto boss accusato di aver tentato di riorganizzare la famiglia mafiosa di Mazara del Vallo. Per lui i pm della Dda di Palermo, nello scorso mese di luglio, hanno già chiesto al Tribunale di Marsala la condanna a 20 anni di carcere. Ma nei giorni scorsi il legale dell’imputato, Luigi Pipitone, ha avanzato un’istanza di ricusazione nei confronti dell’intero collegio dei giudici (presidente Vito Marcello Saladino, a latere Andrea Agate e Francesca Maniscalchi) sono tra i relatori di una sentenza sulla mafia marsalese, emessa lo scorso 9 aprile è stata depositata lo scorso 6 ottobre, in cui venne tracciato il profilo di Tamburello. L’istanza di ricusazione è stata sottoposta alla Corte d’Appello di Palermo, competente per il circondario di Marsala, che si esprimerà nelle prossime settimane. Nell’udienza di ieri il presidente del collegio, il giudice Vito Marcello Saladino, ha preso atto della richiesta, avanzando l’intenzione di chiedere l’astensione dei tre giudici al presidente del Tribunale di Marsala. Il processo è stato rinviato al prossimo 11 novembre, quando potrebbe essere definito un nuovo collegio giudicante. Resta in carcere Matteo Tamburello, detenuto dal dicembre 2018 quando venne sottoposto a fermo – poi convalidato dal gip – nell’ambito del blitz Eris della Dda di Palermo. Nell’ottobre 2006 era stato arrestato dai carabinieri di Trapani assieme al padre Salvatore, condannato per essere stato il reggente della famiglia di Mazara del Vallo, retta da Mariano Agate che all’epoca era detenuto. Nel novembre 2015 tornò in libertà, ma secondo la Dda di Palermo, aveva ripreso le vecchie frequentazioni. Nel corso della requisitoria del pm Pierangelo Padova inoltre erano stati tracciati i rapporti con alcuni esponenti mafiosi del territorio, come Vito Gondola, detto ‘Coffa’ (ex autista di Totò Riina e pizzinaro a disposizione di Matteo Messina Denaro, arrestato nell’agosto 2015 nel blitz Ermes) morto in carcere per cause naturali nel luglio 2017 e capo della famiglia di Mazara del Vallo dal 2013 quando morì Mariano Agate).

fonte Agi – Marco Bova

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