Trapani, i migranti e le polemiche

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A bordo di nave Azzurra anche 38 minori. Tranchida: “siamo pronti ad accoglierli” e poi manda a dire a Salvini che le solidarietà strumentali non gli interessano. Miceli (Pd): “Il disastro è colpa dei decreti dell’ex ministro”

Mentre si polemizza sulle ordinanze dei sindaci e nessuna di queste è un divieto all’accoglienza ma una decisione legata alle norme sulla prevenzione dal contagio Covid 19, a Trapani la vera crisi migranti è dietro l’angolo. Rappresentata da 500 tunisini che lunedì prossimo finita la quarantena potranno sbarcare dal traghetto “Azzurra” della Gnv, in rada da due settimane. Questi migranti sono destinati al rimpatrio, ma rimpatriarli non è cosa facile. Intanto lunedì una parte del porto, quella opposta alla banchina destinata agli imbarchi turistici per le Egadi, sarà blindata, presidiata dalle forze dell’ordine, e la crisi sarà come palpabile. E non a caso da Trapani che si è acceso uno scontro politico sul tema migranti.

La nave quarantena. Mentre la nave della Snav “Aurelia” arrivata giovedì mattina in rada a Trapani è stata nella stessa sera dirottata ad Augusta, con il carico dei suoi 250 migranti imbarcati a Lampedusa e posti in quarantena, resta in rada davanti la costa nord trapanese, il traghetto “Azzurra” della compagnia Gnv, con a bordo 602 migranti, solo un centinaio provenienti dall’area Subsahariana, gli altri tutti tunisini. Lo spostamento di “Aurelia” da Trapani, deciso dal Viminale dopo numerosi contatti tra il prefetto di Trapani Ricciardi e il capo di gabinetto del ministro dell’Interno, prefetto Frattasi, però non ha risolto del tutto la crisi migranti che da qualche settimana in Sicilia vede Trapani protagonista, alla pari di Lampedusa. Sono ripresi gli sbarchi cosiddetti fantasma sulle coste tra Mazara e Marsala e ci sono arrivi continui sull’isola di Pantelleria. L’ultimo gruppo di migranti è giunto su quest’isola appena ieri mattina in tutto 54 e tutti ancora tunisini. Per adesso sono trattenuti nel locale centro di accoglienza.

L’accordo con la Tunisia. Nonostante l’accordo bilaterale sottoscritto tra Italia e Tunisia, dalle coste del nord Africa continuano dunque a partire gruppi di clandestini, messi apposta dai trafficanti di essere umani su imbarcazioni già in partenza destinate al naufragio, perché rese ingovernabili. Così da far scattare le operazioni di soccorso, la cui riuscita non è scontata. Clandestini che vengono forzati a salire su barche o gommoni malmessi, per loro una sola drammatica certezza, quella di morire annegati. Una fortuna per loro è l’essere salvati. “Non sono pochi – dicono dalla Guardia Costiera – i naufragi che non conosciamo”. La presenza di controlli nel Mediterraneo, scomparse quasi del tutto le navi delle Ong, è affidata al dispositivo Frontex. Molto debole. Uno di questi mezzi di Frontex è dislocato nel porto di Mazara…si tratta di un gommone.

Appuntamento a lunedì. La crisi prossima è prevista per lunedì 24 agosto. Quando nave “Azzurra” farà ingresso nel porto di Trapani, per far scendere a terra i suoi passeggeri. I migranti a bordo del traghetto della Gnv lunedì avranno infatti concluso il loro periodo di quarantena. Sarà un bel problema da gestire. In prefettura a Trapani già da qualche giorno si susseguono incessanti e continue riunioni del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza. Il prefetto Ricciardi praticamente presiede riunioni ininterrotte. Ma spesso da Roma dal dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione non sempre arrivano risposte. Il problema sarà quello della ricollocazione di questi 602 migranti. Per un centinaio di questi, quelli giunti dalle zone povere e di guerra dell’area Subsahariana, si profila l’applicazione delle procedure per riconoscere loro lo status di rifugiati politici. Sono nuclei familiari arrivati da Ciad, Ghana, Senegal, Mali, aree segnate da carestie e lotte tra bande. Il resto dei passeggeri è di nazionalità tunisina, destinati al rimpatrio. Lunedì prossimo quindi ci sarà la “prova del nove” per vedere se reggerà l’accordo dei rimpatri tra Italia e Tunisia. Ma in ogni caso è scontata l’impossibilità del rimpatrio immediato dei 500 tunisini. Se non verranno ricollocati in centri di trattenimento, avranno notificato un foglio di via, l’intimazione a lasciare entro 48 ore il territorio nazionale. Facile presupporre che in tanti si riverseranno verso la stazione ferroviaria.

Lo scontro politico. Sulla situazione che si è determinata è stato severo contro il Governo il sindaco di Trapani Giacomo Tranchida, area Pd, che ha contestato la scelta di dislocare a Trapani le navi-quarantena, “scelta – ha affermato – che colpisce un territorio turistico, una terra votata all’accoglienza ma a tutto c’è un limite”. Tranchida ha firmato già due ordinanze per vietare lo sbarco dei migranti, “provvedimento assunto – ha ribadito – per le misure anti Covid, ma chi non ha diritto all’accoglienza non deve essere accolto”. Le ordinanze dei sindaci da più parti sono state presentate come una volontà a non dare accoglienza. Ma le cose non stanno in questa maniera, sono misure precauzionali contro la diffusione del Covid 19. Lo conferma lo stesso Tranchida: “l’ordinanza che riguarda Nave Azzurra verrà revocata lunedì in presenza di risultati tangibili sul fatto che nessuno sia positivo al virus”. Le parole di Tranchida contro il Governo hanno ringalluzzito l’ex ministro Salvini che ritenendo di ritrovare il sindaco tra i sovranisti gli ha dato solidarietà, accusando il Governo di non frenare l’arrivo di migranti. “La solidarietà – ha però replicato Tranchida – è un sentimento importante se non impiegato ai fini di strumentalizzazione politica ..diciamo dunque grazie , ma che sono sereno con la mia coscienza di sindaco di una comunità , notoriamente aperta ed inclusiva ma non per questo marginalizzata a periferia del paese Tant’è che già come Comune ci stiamo preparando ad accogliere i 38 minori non accompagnati presenti sul traghetto Azzurra”. Sulla questione è anche intervenuto il responsabile nazionale sicurezza del Pd, on. Carmelo Miceli al quale non sono piaciute le parole del sindaco di Trapani contro il Governo: “Serve – dice – maggiore collaborazione istituzionale, e non gongoli l’ex ministro Salvini perché quello che sta accadendo è provocato proprio dalla fragilità dei suoi decreti che, a breve, saranno solo un pessimo ricordo. Insieme agli alleati di governo e al Ministro Lamorgese, abbiamo già definito il nuovo decreto immigrazione sul quale è in atto un confronto con Regioni e Comuni. Quanto a Trapani, insieme al ministro Lamorgese abbiamo seguito e continuiamo a seguire costantemente la situazione. Quando sarà scaduta la quarantena a bordo della nave Azzurra e sarà acquisita la certezza che i suoi passeggeri non sono positivi, saranno avviate le procedure di sbarco e quelle di ricollocamento in vista dei rimpatri, il tutto in piena sicurezza e senza alcun rischio per la Città, a conferma dell’attenzione e della serietà con cui si sta gestendo la situazione”.

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Rino Giacalone
Rino Giacalone, direttore responsabile e cronista di periferia. Vive nel capoluogo trapanese sin dalla sua nascita. Penna instancabile al servizio del territorio e alla ricerca della verità.