LA FAVOLA DELLE REGIE TRAZZERE DI SICILIA – CAPITOLO XI – PARTE III – ALCAMO

2121

di Antonino Messana

Seguendo il “librone di Statistica del 1845” tratterò qui di seguito  delle seguenti contrade: contrada Palmeri usurpate e pagate metri quadrati 10.261,8642, invece l’Ufficio Trazzere puta caso non la riconosce Regia Trazzera; contrada Nuccio Scio usurpate e pagate metri quadrati 5.080,4390; tuttavia con  un solo “Decreto” (protocollo 452) l’Ufficio Trazzere crea trazzere armentizie in due quartieri: nell’intera zona che abbraccia la  Via Porta Palermo [da  Porta S. Francesco alla contrada Forche], nell’intera zona che interessa la strada Nuccio Scio e S. Leonardo; [Trazzera Regia n. 452 raddrizzata proprio in contrada Forche sulla Via Scio]); contrada Molinelli usurpate e pagate metri quadrati 544,2344;  contrada Croce usurpate e pagate metri quadrati 51,0216 e infine contrada Sasi usurpate e pagati metri quadrati 1.483,8782.

CONTRADA PALMERI

         Il feudo Palmeri è circoscritto dalle seguenti contrade: a Nord-Ovest dalla contrada Canalotto a Sud dal Vallone di Nuccio, ad ovest dalla contrada San Gaetano e ad Est dalla contrada Calatubo. L’intera contrada è attraversata dall’omonima ed unica importante Via che collega tutt’oggi Alcamo con Alcamo Marina arrivando alla spiaggia. Nella spiaggia del Canalotto c’era un “Caricatore Baronale” che ammassava ed esportava una grande quantità di frumento della contrada Calatubo. La strada certamente era di proprietà della Corona cioè una “Regalia”. Tanto è vero che è stata elencata nel libro delle usurpazioni. Riporto qui sotto uno stralcio della carta IGM 1852 e la mappa di Mortillaro e del Catasto.

IGM stradale 1852

 

Vincenzo Mortillaro 1832 – data approssimativa

Catasto 1938

Catasto

La Via Palmeri pur essendo una strada importante per il territorio, puta caso e con soppresa non è stata riconosciuta dall’ex Ufficio Trazzere Regia Trazzera. Re Ferdinando invece ha misurato l’usurpazione corrispondente a metri quadrati 10.261,8642 e incassato la correlativa somma.

I proprietari usurpatori elencati nel Collettivo sono stati di numero 4 e  tra questi il maggiore usurpatore è stato il principe Valdina. La famiglia Papè Valdina possedeva alcuni feudi in territorio di Alcamo fra questi la contrada Rincione e Calatubo con il castello e oltre 400 salme di terreno. Ecco stralcio del Colletivo.

1 Bisacce….                       = 4.366,0000  mq

Tumuli        3 x1.088,000 =3.264,0000 “

Mondelli           9×272,1152=2.449,0368 “

Carrozzi         10 x 17,0072 =    170,0720 “

Quartigli           3 x 4,2518   =       12,7554 “

TOTALE metri quadrati        10.261,8642

Leggiamo qui sotto che la più antica usurpazione risaliva a dodici anni. E’ quasi incredibile che l’ex Ufficio Trazzere l’abbia saltata. Spero che questo mio scritto non sia causa di ravvedimento.

CONTRADA DEL VALLONE DI NUCCIO

 Proprio in questo territorio di Nord-Est, attorniato dalle  contrade Molinello, Sasi, Forche e Palmeri, l’ex Ufficio Trazzere vince un tombolone; voglio significare che per ogni contrada appena citata con un semplice decreto trasforma in trazzere armentizie larghe quasi metri 38  numerose altre strade che non sono Regie Trazzere, ma Vie pubbliche o Vie vicinali. Queste Vie divenute Regie Trazzere sono generalmente strade di campagna, ma anche vicoli e sentieri che tra l’altro si collegano o solo con bivii, o addirittura presentano salti non essendo  allineati in una retta via. In altre parole le Regie Trazzere diventano “saltimbanco”. E’ un esempio colossale la  Regia Trazzera demanializzata in questa contrada Valle di Nuccio che reca il n. 452 Trapani-Palermo. A tal fine comincio l’argomento riportando qui sotto il Decreto ove leggeremo che la trazzera dalle Terme Segestane entra nel territorio di Alcamo arrivando al bivio Setterino e puta caso ci accorgeremo che da questo bivio la trazzera fa un salto ed arriva a Porta S. Francesco. Infine il decreto dispone e autorizza l’Ufficio Tenico Speciale di accertare la “consistenza della trazzera medesima”.

Scorrendo l’intera “Relazione di Demanialità” della Trazzera 452 non si incontra nel cammino da Trapani a Palermo in nessun territorio alcuna consistenza, anzi più parti detta trazzera è riconosciuta come strada Consolare larga palmi 40 (Vedi capitolo [X] XI-parte II, pubbilcato il 28 settembre 2019). Ecco un esempio.

Ecco il frontespizio della Relazione di Demanialità

A dimostrazione del cammino “saltimbanco” della Trazzera n. 452 riporto in basso il quadro unico disegnato dall’Ufficio Trazzere.

Con linea di colore giallo ho segnato l’intera strada vicinale Nuccio Scio che fa quadrivio in contrada Sasi con la Regia Trazzera n. 108 Partinico-Trapani e continua fino a coprire l’intera contrada Molinelli.

La carta mostra a chiare lettere che la trazzera 452 si allaccia alla Regia Trazzera n.390 Alcamo-Castellammare esattamente in contrada San Leonardo che fa bivio con una strada in salita che lambisce la proprietà del Convento dei Cappuccini segnata  come Regia Trazzera 390, evidenziata con linea di colore verde. A questo punto la trazzera 452 scompare e riappare in altro punto completamente opposto a Sud-Ovest grosso modo in contrada Setterino senza un percorso continuo e in linea retta. Ecco la piena dimostrazione di trazzera “saltimbanco”.

Le mappe antiche Schmettau, IGM e quelle moderne dimostrano a chiare lettere che la trazzera entra in città, percorre l’intero Corso principale fino all’estremo punto della città (denominato Porta Trapani o spiazzo della Madonna della Grazia) e imbocca la strada per Trapani.

Ecco i due percorsi che osserviamo nella sottostante carta del Catasto segnati rispettivamente con linee di colore rosso (strada vicinale Nuccio Scio e il cammino che attraversa la città) e con linee di colore verde il groviglio di bivii ben nove vie e trazzere del percorso stabilito dall’Ufficio Trazzere.

Qualcuno mi può segnalare che quest’ultimo percorso – segnato con linee di colore rosso e verde – di una antichissima strada armentizia è corretto e proponibile? A mio giudizio è un massacro! Infatti il cammino copre almeno cinque kilometri di vicoli e strade vicinali non allineati. Per altro verso voglio ricordare che per la “dottrina Romana” le strade erano “servitù di passaggio (res mancipi)” e le “vie vicinali” erano strade padronali perché costruite da singoli privati. Le strade pubbliche erano invece quelle costruite dallo Stato con denaro pubblico. Scommetterei che la lunga strada che dalla contrada Fico si chiude in contrada S. Gaetano (Spirito Santo) lunga grosso modo Km. quattro è sorta come padronale o baronale perché si ha notizia che esisteva fin dal XIV secolo la contrada masseria Scio appartenente alla omonima famiglia.

In tutte le eventualità la trazzera in parola non può essere pagata due volte perchè è già stata accertata, consacrata nel libro di Statistica e pagata al re Ferdinando.

Il corretto e antico cammino della trazzera 452 è pienamente confermato dalla sottostante carta coreografica del Mortillaro (1832). Pertanto la Via Consolare Trapani-Palermo (Via Valeria) – già segnata col numero 452 – che dal bivio Gaggera (Castellammare) entra nel territorio di Alcamo attraverso il ponte Marcione e fa bivio in contrada Setterino arrivando allo spiazzo Madonna della Grazia; da qui taglia il cuore della città fino a Porta S. Francesco  marciando fino al confine della contrada Molinello seguita dalla contrada Fico con il ponte Finocchio che separa il territorio di Alcamo con Partinico. Ecco la maestosa carta (1832) del marchese Mortillaro di Villarena.

Per chiarezza di lettura delle strade riporto uno stralcio della mappa Mortillaro rielaborata dall’architetto Vera Messana.

Ad ulteriore conferma riporto in basso la carta IGM con i percorsi segnati che mi astengo di commentare per non ripetermi.

Infine riporto in basso la carta Schmettau 1720 ove ci accorgiamo ad occhio nudo che la strada che cammina da Partinico ad Alcamo entra nel cuore della città ed esce dall’estrema punta opposta per andare a Trapani attraversando il fiume.

Ecco la mappa

In seguito in occasione di illustrare le usurpazioni di contrade (Timpi Russi, Gammara, Fontana Pietra, ecc) l’argomento in parola verrà approfondito.

Un’ultima infame dimostrazione che comprova la malafede e l’estro di rubare denaro a innocenti proprietari la troviamo nella “Relazione Demanialità redatta e firmata dall’ex Ufficio Trazzere” ai punti 34 e 35 del territorio di Alcamo che più avanti riporto lo stralcio. Da tenere presente che detta “Relazione” supporta, sostiene e giustifica in pieno il decreto voluto e firmato dall’Assessore.

Adesso leggiamo nello stralcio del Decreto  la seguente frase: “VISTA la relazione…dell’Ufficio Tecnico Speciale per le Trazzere di Sicilia, dalla quale risulta, in base a numerosi titoli ed “ inoppugnabili titoli probatori” che la trazzera Trapani-Palermo… .

La frase merita una nota di biasimo non da me voluto, ma dettato dall’articolo 113 della nostra Costituzione  che riporto integralmente. Ecco l’appena nominato articolo 13 ricavato dal sito senato.it:

www.senato.it – La Costituzione – Articolo 113:

La costituzione italiana

Articolo 113

Contro gli atti della Pubblica Amministrazione è sempre ammessa la tutela giurisdizionale dei diritti e degli interessi legittimi dinanzi agli organi di giurisdizione ordinaria o amministrativa.
Tale tutela giurisdizionale non può essere esclusa o limitata a particolari mezzi di impugnazione o per determinate categorie di atti.
La legge determina quali organi di giurisdizione possono annullare gli atti della Pubblica Amministrazione nei casi e con gli effetti previsti dalla legge stessa.

Conoscendo questa norma costituzionale, come una molla scattante mi viene in mente  questa osservazione: quella parola “inoppugnabile” scritta in un decreto che dopo la pubblicazione in Gazzetta diventa legge non solo è anomala, ma estranea e aggiungerei pericolosa e aberrante. E’ possibile che un Assessorato Regionale in quanto organo legislativo periferico dello Stato, non conosca l’articolo 113 della Costituzione? Inaudito e assurdo! Tuttavia, la mia l’attenzione sull’argomento non è stata mai trascurata fino a quando non ho trovato la seguente palese giustificazione: il “Decreto” dichiara la demanialità della trazzera, cioè l’appartenenza della strada armentizia alla Regione; invece la “Relazione” ha ricercato e accertato le prove della demanialità di ciascuna delle 690 trazzere tramite documenti ed anche affermazioni verbali, cosicché li trascrive generando un inutile decreto Assessoriale. Perché inutile? Ho la certezza assoluta che nessuna persona di questo mondo  può contestare o mettere in dubbio la demanialità di una qualsiasi strada pubblica sia pure una viuzza? Tutti sappiamo bene che le strade di città o di campagna, vicoli, cortili, spiazzi, piazze, larghi, ecc. sono demaniali. Pertanto da questo punto di vista sia il “Decreto” che la “Relazione” sono sicuramente inoppugnabili.  Intanto per chiarezza riporto lo stralcio del Decreto e della Relazione e affermo pure che i Decreti e le Relazioni  sono carte inutili da stracciare perché  ingannatori, raggiratori e tergiversano o eludono l’onere di provare la trazzera come strada armentizia larga quasi metri 38.

Da tenere presente che tutte le leggi del Regno d’Italia in materia di trazzere hanno imposto di ricercare e provare non la demanialità di ciascuna trazzera, ma la loro larghezza per la caratteristica particolare di strade armentizie diverse dalle strade ordinarie ordinate in parallelo con i Tratturi di Puglia. L’argomento demanialità delle strade oltre ad essere sancito dal Codice Civile (articolo 822) è richiamato da tutte le leggi speciali dei lavori pubblici a partire dal 1865 e in primissimo luogo da N\ormanni (1100) che hanno addirittura coniato la parola con le REGALIE (le strade sono proprietà esclusiva del Re che ne fa “regalo” alla collettività-(Vedi capitolo I-parte VII pubblicato il 31 ottobre 2015 ed anche il capitolo II-parte IV pubblicato il 5 marzo 2016).

Ritornando alla “trazzera 452 Trapani-Palermo” riguardante il tratto che attraversa la contrada Nuccio Scio le giustificazioni sono del tutto false. Infatti, la descrizione riportata nella Relazione che giustifica il Decreto risulta in piena contraddizione con il percorso che abbiamo visto nel quadro unico che  per facilitare la lettura lo ripropongo in basso.

Osserviamo a chiare lettere che la 452 attraversa l’intera contrada Nuccio Scio segnata con linea di colore giallo; continua in linea evidenziata con un tratto di penna di colore viola e infine si congiunge in contrada San Leonardo con la 390 segnata con linea di colore verde; nel seguito scompare e ricompare a Sud-Ovest con tre bracci che arrivano al Fiume Freddo, segnate con cerchi di colore rosso. Con questo cammino la trazzera attraversa la campagna a Nord e non entra ne attraversa il cuore della città di Alcamo, ma compie un bel salto in lungo di numerosi kilometri.

Vedremo qui in basso che la Relazione di Demanialità è stata scritta in pieno contrasto e in antitesi con la carta del quadro unico che abbiamo appena visto. Infatti leggeremo tra poco nella Relazione con parole inequivocabili che la trazzera inizia il cammino dalla Porta S. Francesco per arrivare al Ponte Finocchio che unisce i territori di Alcamo e Partinico. Pertanto la trazzera Trapani-Palermo per sbarcare a Porta S. Francesco e diretta al ponte Finocchio non può mai congiungersi con la Trazzera 390 Alcamo-Castellammare. Il percorso della mappa che abbiamo sopra osservato è falso e subdolo e persegue lo scopo preciso di evitare di incriminare il corso principale di Alcamo (attraversato dalla S.S. 113) come vecchia Regia Trazzera e di inventare numerose  altre strade nei dintorni e nelle vicine periferie (trazzera Nuccio Scio dopo l’incrocio della trazzera di Calatubo e altre trazzere fuori le mura sottostanti il Corso che marciano dalla Porta S. Francesco) .

Adesso osserviamo la bellissima contraddizione  descritta a chiare lettere e senza alcuna possibilità di commettere errori di interpretazioni e nei punti 34 e 35 della “Relazione” che in basso riporto lo stralcio.

Leggiamo quanto appresso: …”La trazzera (452) NOMINATA FORCHE CARICA E SCARICA che comincia dalla porta S. Francesco della città di Alcamo e conduce al Vallone Grande…(confine) del territorio di detta città e di Partinico…”

“Detta trazzera arrivando alle Forche fa braccio che si chiama la trazzera di Calatubo….

La trazzera di cui trattasi resta interessata per il tratto compreso tra Alcamo e il ponte Faranna Scio (ponte Finocchio)”.Ecco il testo originale fotocopiato

La Porta S. Francesco è il più comodo ingresso lato Nord-Est perchè accede direttamente al Corso  principale della città (cuore della città), appositamente aperta nel 1616 denominata  Porta Palermo; a poca distanza e in parallelo lato Sud-Est (metri 50 circa già esisteva Porta Corleone che tenava lo stesso cammino della Via Porta Palermo chiamata anche nei secoli passati Porta Trapani antica (riportata nella carta di Alcamo 1770).

Ecco una vecchia cartolina di conferma

Altra foto della Piazza antistante il Corso

Piazza Bagolino: si nota la Porta S. Francesco, a sinistra la Via Florio che incrocia dopo pochi metri di distanza dalla fine della vista in alto la strada “Porta Corleone” (altra Regia Trazzera n. 57 Alcamo-Bivio Reitano per Corleone).

Stando così le cose ecco la carta Catastale del 1938 che indica il percorso della S.S. 113 che dalla contrada Furchi fa gomito ed arriva alla Porta S. Francesco e attraversa il Corso 6 aprile.

Ecco altra carta del Catasto chiarissima ove ho evidenziato la Via Nuccio Scio (non citata ne nominata nella Relazione che abbiamo appena letto) dopo l’incrocio con la trazzera di Calatubo (segnata come strada comunale e strada nazionale Alcamo-Palermo), la contrada Furchi e il braccio di strada nazionale che sbocca alla Porta S. Francesco.

Resta accertato e rimane un punto fermo che la Regia Trazzera “incomincia dalla Porta S. Francesco fino ad arrivare al ponte Faranna Scio” (ponte Finocchio) e confina con il territorio di Partinico.

         Continuando la lettura della “Relazione al punto 7” leggiamo: …”TROVASI DESCRITTA LA TRAZZERA CHE ESCE DALLA MADONNA DELLA GRAZIA PER ANDARE A TRAPANI la quale conduce al fiume…nella medesima dove si estende il territorio di Alcamo…”.

Infine ecco lo stralcio originale rilasciato dall’Ufficio pure i bollo.

Ecco la mappa del Catasto Borbonico con la Chiesetta della Madonna e il Monastero delle Suore alla fine del Corso 6 aprile e infine la strada per Castellammare che è la strada per Trapani che incrocia grosso modo a metri cento il bivio per Castellammare e scende al Fiume Freddo.

L’affermazione che la trazzera 452 esce dalla Madonna delle Grazie conferma pienamente che detta trazzera cammina così:dalla contrada Furchi alla porta S. Francesco, prosegue attraversando il Corso 6 aprile ed esce dalla Madonna delle Grazie e scende al Fiume Freddo.

Altra carta che conferma la precedente è la sottostante carta Catastale del 1938.

Concludo soprattutto per stanchezza che la “Relazione” azzera, annulla e ci dice senza ombra di dubbi che il percorso che riporta nel quadro unico sottostante che ripropongo per comodità di lettura è falso.

Il reale percorso segnato con tratto di penna di colore verde è confermato in quest’ultima analisi dalla sottostante carta IGM 1852 e nega il percorso falso segnato con penna di colore rosso.

AUTORIZZAZIONE a pubblicare N° 6816 del 29/01/2015

In definitiva posso azzardare l’affermazione che  la strada Nuccio Scio non è la Regia Trazzera 452 Trapani-Palermo e non solo le mappe IGM, la carta Schmettau 1720, lo schizzo del territorio di Alcamo del Mortillaro e le carte Catastali 1938  lo dimostrano a pieno titolo, ma è negata anche dalla Relazione di Demanialità che riporto in basso nuovamente e integralmente per una ulteriore meditazione per i miei cari lettori.

Da quanto abbiamo letto e riletto nella Relazione di Demanialità ricaviamo subito senza ombra di dubbi  che l’ex Ufficio Trazzere ha “predicato bene (meglio ha scritto bene), ma ha razzolato male”; infatti dichiarando la Via vicinale Nuccio Scio (peraltro nasce strada privata) demaniale e allargata la strada armentizia (fino a raggiungere la misura canonica di metri 37 e centimetri 68) il cammino del tratto di trazzera Porta S. Francesco-contrada Furchi, lo fa pagare in soldoni agli abitanti dell’intera Via Porta Palermo lunga alcuni kilometri per la porzione di trazzera usurpata. Contemporaneamente fa pagare il tratto di trazzera che unisce la Porta S. Francesco con la Madonna della Grazia che peraltro è rimasta “anonima” perché non nominata nè in Relazione nè disegnata nel quadro unico (abbiamo visto ripetutamente che dalla Porta S. Francesco si arriva alla Madonna della Grazia – chiamata anticamente anche Porta Trapani percorrendo interamente il Corso 6 aprile che per l’Ufficio Trazzere, puta caso, resta scartata come Regia Trazzera).

Riporto per memoria e comodità di lettura i due brani di Relazione

            Pertanto, con la mappa del quadro unico resta pure demanializzata senza giusta causa l’intera strada Nuccio Scio fino a raggiungere in contrada S. Leonardo la Regia Trazzera 390.

Ecco il quadro unico che indica come trazzera 452 l’intero tratto della strada vicinale Nuccio Scio fino a raggiungere la trazzera 390, di seguito la sua scomparsa perchè non in linea continua e la sua ricomparsa in altro punto estremo  (non allineato contrada Virgini). Notiamo benissimo che non è rappresentato il tratto di trazzera dalla Madonna della Grazia (cerchietto di coloro rosso scuro) e Porta S. Francesco che ho evidenziato con linea di colore giallo

Stando così le cose, pagano pure i proprietari dei terreni limitrofi nelle diverse contrade che cammina la trazzera in parola. In definitiva con un solo Decreto Assessoriale  vengono colpiti e spillati danari senza giusta causa, in due grandi quartieri di Alcamo.

E’ magistralmente eloquente la carta della città di Alcamo  con i tracciati delle due strade dalla Madonna della Grazia (o anche Porta Trapani) alla contrada Furche e il cammino della Via Nuccio Scio fino all’incrocio con la Trazzera 390 Alcamo-Castellammare. Fatto importante ai nostri fini: la carta evidenzia che  è impossibile unire l’ingresso di strada di Porta S. Francesco con la Madonna della Grazia senza attraversare il Corso 6 Aprile.

Dopo tanto rumore per una Regia Trazzera Trapani-Palermo  mai esistita come strada armentizia perché strada Romana consolare, l’odierno Demanio Trazzeriale ignora e neanche si preoccupa che Re Ferdinando con la Statistica del 1845  ha accertato metri quadrati 5.080,439 di terreni usurpati nella trazzera  in parola Nuccio Scio  e incassato la relativa somma di denaro.

Abbiamo visto in principio e ripeto sinteticamente, che la Regia Trazzera in parola è riconosciuta come consolare dalle seguenti mappe: in primo luogo dalla carta Peutingeriana, dalla carta Mortillaro, da una prima perizia ordinata dal Maestro Segreto marchese Buglio del 1788 (Vedi capitolo VIII-parte I, pubblicato il 27 ottobre 2018) e da altra perizia Vairo del 1802  citata nella stessa Relazione di Demanialità (Vedi capitolo X-parte II, pubblicato il 28 settembre 2019).

Ecco lo stralcio della Statistica e il relativo conteggio dell’usurpazione

Tumuli        2 x1.088,000 =2.186,0000 “

Mondelli           10×272,1152=2.720,1152 “

Carrozzi         9 x 17,0072 =        153,0648“

Quartigli           5 x 4,2518   =       21,2590“

TOTALE metri quadrati    5.080,439

Penso di aver provato (con riserva di eventuali critiche costruttive e collaborative)  con l’ausilio della scienza geometrica, che l’Ufficio Trazzere ha anche in questa occasione come già scritto, “predicato bene”, ma la sua predica è terminata in “tragedia”.

La tragedia è endemica perché è allargata alle 690 Relazioni che hanno ricoperto il due per cento dell’intero territorio della Sicilia creando 11.500 kilometri di trazzere armentizie con l’inutile pretesto di avere ricercato e provato la demanialità, già inventata e voluta dai Normanni e da Federico Barbarossa (1155). Con la falsa storia, abbondantemente provata e plasmata in tutti i capitoli di questa mia rubrica, sull’inesistenza di storia scritta sulle “Vie Armentizie” larghe quasi metri 38, i 690 Decreti supportati dalle 690 Relazioni non sono altro che carta straccia; peraltro evidenzio che neanche sono “Preater Legem”, cioè “integrative delle leggi”, ma addirittura “Contra Legem”, cioè, “violano la legge”. La dimostrazione è semplice e la propongo pure cartolare cioè con le Leggi e Regi Decreti in materia di tratturi e trazzere. A tal fine propongo una breve lettura di un trafiletto di pagina tratto dal Digesto Italiano.

DIGESTO ITALIANO

         Il brano che abbiamo sopra letto è abbastanza popolare,  aggiungo semplicemente alcune osservazioni riferite alle nostre 690 trazzere in parola.

1) La letteratura trazzerale sostiene che la parola “trazzera” deriva da “drecière” (via dritta) e drecièr (raddrizzare).  Infatti, esse sono state tracciate in epoca remota rispettando l’andamento naturale  del terreno erboso (adatto al pascolo) sia in discesa che in salita al fine di conseguire un’andatura rettilinea il più possibile e risparmiare la costruzione dei ponti (Vedi capitolo II-parte I, pubblicato il 19 dicembre 2015);

Abbiamo visto in tutte le mappe sopra riportate che il tracciato nella nostra trazzera 452 non solo non è rettilinea, ma anche  vola o fa salti (ripeto, non c’è collegamento tra la Porta S. Francesco e la Madonna delle Grazie. Rivedi il quadro unico e la mappa della città di Alcamo viste sopra). Con riguardo alla Trazzera 486 le linee rette diventano addirittura circonferenze.

Ecco la mappa (Vedi capitolo X-parte I, pubblicato il l’11 maggio 2019);

2) Aggiungo la seguente pagina pubblicata nel libro dell’architetto Luigi Santagati;

3) Sempre la letteratura trazzerale elenca appena cinque trazzere armentizie per la transumanza estiva. L’Ufficio Trazzere responsabile essenzialmente per la consistenza e la larghezza delle 11.500 Km di vie armentizie ne che fa decretare 690.

Ecco la mappa dell’architetto Luigi Santagati


In questo brano abbiamo letto che le trazzere sono fuori dalle classificazioni delle STRADE PUBBLICHE, PRIVATE E VICINALI ( ben  diverse da queste), tuttavia “tali singolari strade sono sempre state considerate come facenti parte del demanio pubblico”. Qualcuno mi potrebbe indicare che Relazioni e Decreti che dichiarano demaniali 690 trazzere non sono carta da stracciare o meglio bruciare per non lasciare tracce?

Anche la Corte di Cassazione con la sentenza che abbiamo letto sopra fa una netta distinzione tra strade pubbliche e trazzere.

4) Qualcuno mi può elencare le vie pubbliche e le vie vicinali che coesistono insieme alle 690 trazzere?

Con quest’ultimo brano del Digesto Italiano sotto riportato, propongo tutte le leggi e regolamenti del Regno d’Italia ad iniziare dalla prima legge del 1908 (dopo circa 40 anni dalla cacciata del Borbone). Anticipo che leggeremo dappertutto il sottostante articolo 2 della legge del 1917 istitutiva dell’Ufficio Trazzere che vedremo più avanti integralmente.

Proprio questo articolo 2 riportato in ciascuna legge e per ultimo, nel regolamento del 1927 è dimostrato che i 690 Decreti e le 690 Relazioni non mostrando né un titolo, né una carta descrittiva che indica a chiare lettere la Regia Trazzera armentizia e né una traccia di essa trazzera sui terreni, è solamente come più volte scritto, carta straccia e viola in pieno addirittura tutte le leggi in materia di tratturi e trazzere.

Da ricordare che tutti i dispacci Reali si riferiscono senza ombra di dubbi alla larghezza delle trazzere armentizie di canne 18 e palmi 2 ove gli animali possono transitare e boccheggiare l’erba, distinte dalle Regalie e strade pubbliche. Infatti la battaglia per la ricerca affannosa  e inventariazione delle trazzere (rimasta tutt’oggi oscura per mancanza di prove tangibili) si apre con il reclamo barone Moleti di Messina che lamenta il pagamento del carnaggio al passaggio dei suoi animali diretti alla fiera di Messina che provoca la pubblicazione del dispaccio vice-Regio a firma Caracciolo del 21 aprile 1785 (Vedi capitolo capitolo V-parte II e successivi capitoli).

Fonte: Tratturi e Trazzere – Nuovissimo Digesto Italiano diretto da Antonio Azara e Ernesto Eula, Edizione 3° UTET Torino 1957-ristampa 1980 Volume XIX pagina 656.

 R.D. 30 dicembre 1923, n. 3244 (1). Passaggio dei tratturi di Puglia e delle trazzere di Sicilia dalla dipendenza del Ministero delle finanze a quella del Ministero dell’economia nazionale (2). (1) Pubblicato nella Gazz. Uff. 12 marzo 1924, n. 61. (2) Ora, dell’agricoltura e delle foreste. 1. I tratturi di Puglia e le trazzere di Sicilia continuano ad essere di demanio pubblico dello Stato e passano dalla dipendenza diretta del Ministero delle finanze a quella del Ministero dell’economia nazionale (3). (3) Ora, dell’agricoltura e delle foreste. 2. In base ai titoli probatori, carte descrittive, elenchi, tracce esistenti sui terreni ed ogni altro possibile elemento saranno eseguiti l’accertamento, la revisione della consistenza e la conseguente reintegra di tutti i tratturi, tratturelli, bracci e riposi del Tavoliere e di tutte le trazzere di demanio pubblico dello Stato, allo scopo di procedere alla loro sollecita, definitiva e migliore destinazione che dovrà effettuarsi nelle forme seguenti e compiersi nel termine di anni 10 a decorrere dalla data del presente decreto (4). (4) Termine soppresso dal R.D.L. 22 febbraio 1937, n. 292.

R.D. 29 dicembre 1927, n. 2801 (1). Approvazione del regolamento per l’assetto definitivo dei tratturi di Puglia e delle trazzere di Sicilia. (1) Pubblicato nella Gazz. Uff. 28 febbraio 1928, n. 49. TITOLO I Della consistenza e dell’assetto definitivo dei tratturi e delle trazzere Capo I Accertamento e revisione della consistenza 1.

Tutti i titoli, carte ed elenchi dei tratturi e delle trazzere, già compilati in esecuzione delle precedenti norme regolamentari e comprovanti la pertinenza di tali beni al Demanio dello Stato, continueranno ad avere efficacia giuridica ad ogni effetto. Le aggiunte, variazioni e diminuzioni da apportarsi agli elenchi suddetti sono disposti dal Ministero dell’economia nazionale ed hanno luogo mediante pubblicazione sul foglio degli annunzi legali delle province interessate.

Dulcis in fundo, per dire che il dolce arriva alla fine del pranzo (però antifrastico, cioè con il Regolamento del 1927 finisce il bello delle leggi sulle trazzere che abbiamo letto e meditato).

Dalla Relazione di Demanialità e dal Decreto che abbiamo visto non  abbiamo letto alcun titolo, alcun elenco e soprattutto nessuna consistenza. Inoltre in molte occasioni la Relazione di Demanialità fa riferimento alla strada Consolare larga palmi 40. Infine abbiamo pure letto e pubblicato in alcuni capitoli “l’Elenco e Classificazione delle Vie Comunali di Monte S. Giuliano” che per la strada Trapani-Palermo indica le seguenti larghezze: m.25,80, 12, 32, 14,32, 4,12, 28,80.

Archivio Storico Municipale Erice-Elenco e classificazione delle Vie comunali di Monte S. Giuliano 1867

Vedi capitolo VIII-Part I, pubblicato il 27 ottobre 2018)

Abbiamo visto in più occasioni dall’Ufficio Trazzere nel redigere le proprie mappe si è valso del Catasto del 1938 che all’epoca del Regolamento in parola non esisteva. Una prima carta delle trazzere di Sicilia compare solo nel 1929.

Ecco la carta

Concludo e ripropongo per non dimenticare – osservando la mappa sopra riportata – che da Alcamo a Calatafimi è segnata una sola ed un’unica strada. Invece con  due Decreti: 488 e 659 escono fuori tre Regie Trazzere: 1) Contrade S. Pietro-Canapè; 2) Chiavello Fiume Freddo-Costa fino ad arrivare al Corso dei Mille, oggi Via Balduino; 3)Chiavello-bivio Costa Fontana-Carrubbazzi-S. Anna, Via Jenner che incrocia la Via Balatelle (Vedi capitolo XI-parte II, pubblicato il 9 maggio 2020).

Adesso il percorso della  Trazzera Nuccio Scio come sopra descritto, un solo Decreto produce due Regie Trazzere: 1) la Nuccio Scio che dalla contrada Forche arriva a Porta S. Francesco; 2)l’altro tronco  che sbarca in contrada S. Leonardo e nel seguito smarrirsi. I poveri proprietari devono pagare per le due Trazzere inventate in piena violazione delle leggi nazionali.

CONTRADA MOLINELLI

Il “Collettivo” riporta il nome della contrada Molinelli, invece nelle mappe del Catasto e nelle carte IGM è nominata Molinello.  Fa eccezione il foglio XXXVI del Catasto che vedremo in basso con la scritta “Molinelli”.

Il toponimo deriva da un’antico piccolo mulino poi scomparso (Cataldo). Fa parte del feudo Fico e confina con la contrada Forche. E’ circonvallata dalla S.S. 113 (Via Consolare) con una curva convessa che forma un triangolo con i lati obbligui quasi di uguale lunghezza e la base più lunga è una strada o meglio la “Via Vicinale Nuccio Scio” in argomento.

         Nel librone di Statistica l’intera contrada Nuccio Scio è divisa in due stocchi di strade: il primo tronco camminando da Trapani a Palermo, cioè da Ovest verso Est è indicato il primo tratto come contrada Nuccio Scio; il secondo tratto (sul tratto Alcamo-Partinico) come contrada Molinelli. Il primo tratto secondo la carta dell’ Ufficio Trazzere (Regia Trazzera 452), peraltro in antitesi con la Relazione di Demanialità, è riferito al tratto di strada che unisce la contrada Forche con la contrada S. Leonardo scartando così l’antico percorso della strada Consolare che proprio in contrada Forche fa braccio per entrare in città arrivata a  porta S. Francesco già sopra ampiamente illustrata. Pertanto per non ripetermi, riporto per dolce ricordo la sola carta cittadina.

La mappa Catastale sottostante indica il torrente, la strada Vicinale contrada Molinelli che fa parte della più ampia contrada Fico.

In chiusura il Collettivo cita l’usurpatore  nominato come “Proprietà di Sessa spettante allo Spedale”. In totale sono stati usurpati solo due mondelli e l’usurpazione risale a dieci anni prima.

Mondelli 2×272,1152=544,2344 mq.

In definitiva sono stati accertati e pagati metri quadrati 544,2344  che si assommano alle 5.080,439 mq del primo tratto. In totale metri quadri 5.6246734.

CONTRADA CROCE

La contrada Croce la vediamo scritta come Crocicchia. Ecco gli stralci della carta Catastale e della Citta’.

In questa contrada sono state accertare e pagate tre carrozzi di terreno usurpati alla trazzera da Tommaso Moleo da 10 anni.

Carrozzi      3x 17,0072= 51,0216 metri quadrati.

CONTRADA SASI

Seguendo la mappa Catastale qui sotto riportata la contrada Sasi è attraversata da due strade: la strada Comunale di Balestrate e la strada Alcamo-Palermo.

Anche in questa occasione il Catasto è in errore, perché ambedue le strade sono Vie Consolari indicate rispettivamente nell’Itinerarium di Antonini e nella Tabula Peutingeriana (Vedi capitolo I-parte III, pubblicato il 20 giugno 2015).

Gli usurpatori sono: Paolo Brucia, Onofrio alis Muscatello, Luciano Messina e Salvatore Provenzano.

Mondelli           5×272,1152=1.360,5760 “

Carrozzi         7 x 17,0072 =    119,0504“

Quartigli           1 x 4,2518   =       4,2518“

TOTALE metri quadrati        1.483,8782

I terreni sono coltivati a vigneto e le usurpazioni sono state perpetrate da 10, 12 e 15 anni.

La prossima puntata continuerà con le usurpazioni in altre contrade di Alcamo e verrà pubblicata sabato 26 settembre. Un carissimo augurio di buone vacanze agli affezionati Lettori e alla Redazione.

Antonino Messana

 

 

Appendice

Bibliografia

Caruso Enrico e Nobili Alessandra– Le Mappe del Catasto Borbonico in Sicilia. Territori comunali e centri urbani nell’archivio cartografico Mortillaro di Villarena (1837-1853), Assessorato Regionale Siciliano ai BB.CC.AA., Palermo 2001. Custodito dalla Biblioteca Sebastiano Bagolino di Alcamo.

Statistica delle Usurpazioni-Archivio di Stato (Gancia) di Palermo- Trazzere-Rami e Diritti Vari Volume 1705

CONDIVIDI
Commenti Facebook
Articolo precedenteGiubileo sacerdotale per alcuni presbiteri della Diocesi
Articolo successivoFurto e lesioni personali dolose