Mafia, “Padronanza”: Undici le persone arrestate alla Noce

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Operazione della squadra mobile, coordinata dalla Dda di Palermo

Cento poliziotti bussano alla porta di casa dei nuovi boss della Noce. Il blitz della Direzione distrettuale antimafia è stato denominato “Padronanza”. Undici le persone arrestate – nove in carcere e due ai domiciliari -, tra cui Salvatore Alfano.

Come svelarono Livesicilia e il mensile S fu Alfano a ricevere l’investitura dal boss della cupola Settimo Mineo con un bacio sulla bocca nel maggio 2018, quando l’anziano capomafia di Pagliarelli si apprestava a presiedere la nuova commissione provinciale di Cosa Nostra.

Dalle indagini della squadra mobile di Palermo è emerso lo sconfortante quadro di sempre, segnato dalle estorsioni e dal trasferimento fraudolento di valori. La mafia è viva alla Noce, da sempre uno dei mandamenti più attivi dell’intera città.

Le due famiglie più importanti sono quelle della Noce e di Cruillas. C’era una rigida spartizione di compiti, con “deleghe” affidate a uomini di fiducia, in relazione a diversi campi di interesse economico: appalti, compravendite di terreni, scommesse on line ed estorsioni.

Alcuni esponenti del mandamento della Noce hanno avuto contatti con altri capimafia nel 2018. Da qui l’ipotesi che anche loro abbiano dato il loro contributo alla cupola del dopo Riina.

Il 7 maggio 2018 gli investigatori pedinavano Mineo e annotarono: “Alle ore 11:24 si intratteneva per qualche minuto a conversare con Alfano Salvatore. All’atto di congedarsi, i due si salutavano con un abbraccio ed un bacio sulla bocca. Non può non sottovalutarsi questo gesto fortemente sintomatico della comune appartenenza all’associazione criminale di tipo mafioso”.

Tra Mineo, 82 anni, e Alfano, 64 anni, ci sono più di vent’anni di differenza e quel bacio era un grande segno di rispetto. Mineo cercava consenso fra i mafiosi di peso come Alfano – entrambi avevano già scontato una condanna – ed era andato a trovarlo nella concessionaria di famiglia, in piazza Principe di Camporeale. Con il blitz dei poliziotti, guidati dal capo della squadra mobile diretta Rodolfo Ruperti, e coordinati dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca e dai sostituti Amelia Luise e Vincenzo Amico, entrambi i protagonisti di quell’incontro sono finiti in carcere.

Fonte livesicilia.it

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